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Giornalismo, social network e dinamiche della Rete

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Social media curation in punta di dita con Storify per iPad

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Negli ultimi mesi è stata crescente la popolarità di Storify, la piattaforma online di social media curation che permette a chiunque di creare narrazioni usando elementi multimediali (foto, video, tweet) per ricostruire una storia e raccontarla ai propri follower rimettendo insieme, come in un puzzle, tutti i pezzi di informazione sparsi in giro per la rete dagli utenti del web selezionando quelli più autorevoli o funzionali alla storia che si intende raccontare.

storify_app_ipad

Le possibilità di storytelling, da ora, si fanno ancora più estese grazie alla nuova app di Storify per iPad (da scaricare gratuitamente sull’App Store) che consentirà – è proprio il caso di dirlo – di remixare in punta di dita le unità informative tratte dai maggior social network del momento (Twitter, Facebook, Flickr, Instagram, YouTube) per realizzare una social story veramente “on the go”.

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febbraio 23rd, 2012 at 2:02 pm

L’Unità si rinnova online (ma si affanna a rincorrere i concorrenti più prestigiosi)

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Il 25 gennaio 1995 L’Unità annunciava il suo storico sbarco sul web con la nascita della versione online della testata. Ora, a 17 anni da quel giorno, il giornale fondato da Antonio Gramsci si è rinnovato presentando la nuova impostazione della sua homepage.

unita_nuova

unita_facebook_twitter

Tre le aree principali del nuovo sito. In primo piano, sotto la notizia del giorno, la colonna dell’informazione tradizionale, con titoli più proporzionati e ordinati gerarchicamente, sommari e link più esaustivi e foto panoramiche, è stata collocata sulla sinistra della pagina ed è stata arricchita con la possibilità di condividere gli articoli sui social network più importanti. Tra le novità del sito, inoltre, quella di poter ascoltare ogni pezzo in formato audio letto da una voce automatica, sul modello già introdotto in passato dal Corriere della Sera. In questo caso, in aggiunta, è possibile anche salvare l’audio di ogni articolo in formato Mp3 per riascoltarlo successivamente.

La colonna centrale, invece, è quella dedicata alla ComUnità, la community del giornale: una sezione di confronto, dialogo e approfondimento che ospita oltre un centinaio tra blogger, scrittori e commentatori ma che si prepara a dare spazio anche ai semplici lettori, che potranno non solo leggere e commentare i post altrui ma anche aprire un proprio blog all’interno della piattaforma YouBlog. Una possibilità interessante che ricalca, nemmeno troppo lontananente, l’intuizione avuta qualche anno fa dal sito di informazione americano Huffington Post.

La terza colonna, quella sulla destra della pagina, è invece quasi del tutto dedicata alla multimedialità e alla condivisione dei contenuti. Spazio, dunque, ai social network – in particolare a Facebook (più di 167mila “mi piace”) e Twitter (oltre 16.700 follower), che dispongono ora di un ampio box ciascuno contenenti rispettivamente gli articoli più condivisi e il flusso di link e hashtag dell’account del quotidiano – ma anche a tutti quei contenuti non testuali come foto e video.

Da una parte foto del giorno e photogallery, dall’altra videorubriche (come ad esempio il “Punto della giornata” firmato dal direttore Claudio Sardo) e dirette live degli eventi del momento per comporre un vero e proprio palinsesto video sulla scia dei siti di informazione più avanti in tal senso, Corriere e Repubblica in primis. Sempre sul fronte video, inoltre, la redazione ha annunciato l’imminente lancio di una video-rubrica settimanale curata dallo stesso Sardo in cui il direttore dell’Unità dialogherà direttamente con i lettori rispondendo alle loro domande. Tutti i contributi video, inoltre, saranno caricati sul canale YouTube del giornale per essere consultati anche in differita.

Non mancano, infine, i riferimenti per leggere il quotidiano bianco, nero e rosso in mobilità: i link all’applicazione per iPhone e quella per iPad, infatti, campeggiano in bella vista in home page per dare al lettore assiduo la possibilità di essere sempre connessi all’Unità anche senza un pc o un netbook a portata di mano.

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gennaio 23rd, 2012 at 6:31 pm

Videocracy

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Questa volta non c’entra nulla Berlusconi con le sue reti tv, ma piuttosto i siti di condivisione di video sul web: secondo una ricerca di Pew Research Center condotta tra fine aprile e fine maggio tra 2,277 internauti maggiorenni (margine di errore di +/- 3.7%), infatti, il 71% degli americani online utilizzano siti come YouTube o Vimeo e sono in aumento del 5% rispetto alla quota del 66% registrata lo scorso anno da una simile indagine.

pew_videosharing_usage

Non solo: lo stesso trend di crescita si verifica anche tra chi ammette di visitare almeno uno di questi spazi digitali in un giorno tipico di navigazione in rete, dal 23% del 2010 all’attuale 28%. Insomma, più di un americano su 4 si sofferma abitualmente a curiosare tra i video del momento o a rivedere qualche filmato del passato più o meno recente.

Il tutto, naturalmente, è fortemente influenzato dalla rapida crescita dell’accesso a banda larga e soprattutto in mobilità: smartphone e tablet hanno radicalmente cambiato le modalità di connessione anche fuori casa, con la conseguenza di permettere a qualunque possessore di uno degli ultimi gadget tecnologici – ormai per altro sempre più a buon mercato – di indugiare sulle pagine dei colossi del videosharing mondiale.

Questo, come si è notato negli ultimi tempi, ha avuto ripercussioni anche sui mass media tradizionalmente più legati a un approccio testuale, che puntano invece ora sempre più spesso sull’informazione video come supporto (e in certi casi anche come sostitutivo) della tradizionale comunicazione in forma solo scritta – o al limite fotografica – delle news del giorno. Lo dimostrano le videorubriche degli editorialisti, le sezioni con le clip più cliccate del web, le videoinchieste, le dirette streaming, fino alle ipotesi di vere e proprie web-tv con un palinsesto studiato su misura.

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luglio 26th, 2011 at 10:43 pm

Cose che succedono su Internet ogni 60 secondi

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Vi siete mai chiesti cosa succede nel vorticoso mondo di Internet in un solo minuto? La risposta hanno provato a darla gli Shanghai Web Designers con una coloratissima infografica piena di dati sul volume di attività dei maggiori social network e servizi web del mondo.

60 Seconds - Things That Happen On Internet Every Sixty Seconds

(clic sull’immagine per ingrandire)

Spulciando le informazioni, allora, si scoprono cose interessanti. Ogni minuto i server di Google rispondono a 694.445 interrogazioni; più di 6.600 fotografie sono caricate su Flickr e 600 video vengono immessi su YouTube; su Facebook vengono aggiornati 695mila status e postati 510mila commenti sulle bacheche dei propri amici; sono spediti 168 milioni di messaggi di posta elettronica; nascono 60 nuovi blog e vengono scritti 1500 post; su Twitter vengono creati 320 nuovi account e generati 98mila messaggini da 140 caratteri; si scaricano 13mila app per iPhone; vengono pubblicati 20mila nuovi post su Tumblr; si scaricano più di 50 copie della piattaforma di blogging WordPress e 125 plugin; nascono almeno 100 nuovi account su LinkedIn; viaggiano in rete oltre 370mila minuti di chiamate via Skype; Pandora distribuisce 13mila ore di musica in streaming.

Incredibile, vero?

I fondatori di Youtube Chad Hurley e Steve Chen salvano Delicious

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Che fine ha fatto Delicious? Come ricorderete lo scorso 17 dicembre trapelarono su Twitter le indiscrezioni secondo le quali Yahoo! sarebbe stata sul punto di chiudere per sempre un gruppetto di strumenti web derivanti dalla sua precedente politica di acquisizioni, tra cui appunto anche il noto sistema di bookmarking online.

Adesso, però, lo scenario potrebbe cambiare radicalmente: Chad Hurley e Steve Chen, i fondatori di YouTube, hanno acquisito il servizio accorpandolo alla loro nuova internet company Avos. Il prezzo non è ancora noto, ma è senz’altro di molto inferiore ai 30 milioni di dollari sborsati a suo tempo dal colosso Yahoo!.

delicious

Cosa cambia? Al momento poco e niente, se non che effettuando il login al servizio sarà chiesto una tantum all’utente di accettare i termini di trasferimento dei bookmark già registrati da Yahoo! ai nuovi proprietari: l’account (compresi link, tag e note salvati finora) non subirà altre modifiche sostanziali nel periodo di transizione, che durerà fino a luglio. Solo in quel momento sarà completato l’effettivo passaggio di dati e informazioni tra le due società (come si evince dalle Faq). Se però a quel punto non sarà ancora stato dato l’assenso allo spostamento dei dati da Yahoo! ad Avos tutti i bookmark andranno persi per sempre.

delicious_import_exportPer fortuna Delicious mette a disposizione un intuitivo metodo per esportare i dati (comprese note e tag, ma solo quelle composte da una singola parola) in un unico file htm (rinominabile in hmtl per poterlo poi riutilizzare su altri servizi simili) all’indirizzo https://secure.delicious.com/settings/bookmarks/export. L’alternativa è Google Bookmarks (in italiano Google Segnalibri), ben integrato nel browser Google Chrome ma presente con la sua caratteristica stellina anche su Mozilla Firefox.

Per importare tutto il blocco dei bookmark di Delicious nel software di Mountain View (eventualmente utilizzando già il proprio account Google, o creandosene uno ex-novo) è sufficiente cliccare sull’icona con la chiave inglese in alto a destra, quella che identifica la sezione delle preferenze dell’utente, e seguire il percorso Gestione preferiti > Organizza preferiti > Importa per completare il processo di trasferimento di tutti i propri segnalibri nel nuovo sistema.

La terza opzione riguarda il Delicious Export to Google Bookmarks Uploader, un bookmarklet javascript che consente di ottenere lo stesso risultato in modo differente (purtroppo senza la possibilità di importare le annotazioni ai singoli bookmark): trascinando il bookmarklet sulla toolbar del browser, e dopo aver completato la procedura di esportazione di Delicious, sarà sufficiente aprire il file appena scaricato all’interno del proprio browser e cliccare sul link del bookmarklet (assicurandosi di essere già autenticati dentro Google Bookmarks). In questo caso l’importazione è di default in modalità privata.

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aprile 28th, 2011 at 11:04 am

Storify apre la fase “public beta”

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Storify, il “raccoglitore” online che consente di creare collage di informazioni attinte dai propri social media preferiti, è ora passato in modalità public beta. Conclusa la fase di beta privata con un certo successo - 13 milioni di visualizzazioni dallo scorso settembre, 21mila storie create e oltre cinquemila embed - adesso chiunque può crearsi un account e iniziare ad assemblare brandelli di informazione per ricostruire una storia a partire da piccole unità di significato provenienti dal proprio contesto sociale: status da Twitter e Facebook, testi da blog e siti web, video da Youtube, foto da Flickr e la possibilità di aggiungere note personali per integrare eventuali mancanze della storia e realizzare così un racconto senza soluzione di continuità.

storify

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aprile 26th, 2011 at 10:20 am

Editor video di Youtube, stabilizzatore e 3D per pensare in grande

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Non può competere con prodotti desktop più professionali, come ad esempio Adobe Premier per pc o Final Cut Pro per Mac, ma per si avvia a diventare per distacco il leader incontrastato dei software web-based per il montaggio dei video. Naturalmente si parla di Youtube che, spinto da un semplice quanto vincente ragionamento (secondo il quale la stragrande maggioranza dei filmati caricati sul grande portale di videosharing non sia di livello qualitativo così elevato), ha deciso di proporre gratuitamente – ammazzando così già nella culla l’eventuale concorrenza – un editor embedded: un set di semplici strumenti per raffinare i file grezzi che solitamente escono dalle videocamere amatoriali dei propri utenti e dare a questi ultimi la sensazione di poter pubblicare online un prodotto multimediale quantomeno dignitoso.

youtube

Man mano, nel tempo, sono stati aggiunte anche tante funzioni meno basic del necessario: accanto alle classiche opzioni per tagliare, copiare e incollare pezzi di filmato, infatti, sono comparse via via le transizioni, la possibilità di gestire fino a 17 clip alla volta, la rotazione (immancabile per lavorare sui video girati con un cellulare), qualche strumento di missaggio audio, effetti per calibrare contrasto e luminosità. Una volta poste le fondamenta del servizio, però, i tecnici di Google si sono sbizzarriti nel proporre funzionalità sempre più avanzate. Ecco, quindi, che da qualche giorno sono comparse due nuove possibilità:

  • Stabilizzatore: come dice il nome stesso serve per riprodurre digitalmente gli strumenti utilizzati dai cineasti per ottenere un video non tremolante. Questa funzione è capace di determinare automaticamente quale sarebbe stata la traiettoria ideale di movimento della videocamera per non registrare scossoni o incertezze (dovute alla mano poco ferma del cameraman) e riprodurla digitalmente prelevando informazioni dal video già girato, senza dover riprendere nuovamente la stessa scena. A questo si aggiunge la funzione di preview, che mostra come l’editor ha modificato il filmato originale prima di procedere alla pubblicazione online.

Ecco due esempi: stesso video, risultato prima (a sinistra) e dopo (a destra) il trattamento.

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  • 3D - Sembra incredibile, ma ora Youtube permette di montare video in 3D. Naturalmente l’onere di costruire la struttura adatta (bisogna infatti affiancare due videocamere a pochi cm di distanza l’una dall’altra, in modo che la ripresa tra i due obiettivi differisca solo in minima parte) spetta all’utente, ma una volta riuscita l’impresa manuale ed effettuata la ripresa sarà il software online di Google a farsi carico di tutta la fase di sincronizzazione delle immagini per dare un risultato unico degno delle nuove tecnologie cinematografiche. Siete pronti per il vostro Avatar fatto in casa?

Written by Kobayashi

marzo 31st, 2011 at 6:57 pm