Archive for the ‘YouCapital’ tag
Le parole che non ti ho detto (ovvero: come svuotare la sezione bozze del blog)
Tempi duri quando il tuo netbook decide, per qualche giorno, di abbandonarti in mezzo alla strada della ricostruzione di un dignitoso piano di blogging lasciandoti solo con i tuoi desideri di maggior frequenza di posting, e quando per ovvi motivi il pc del lavoro può essere solo un misero – e temporalmente limitato – sostitutivo con il quale non riesci a stare al passo con le tue idee, inesorabilmente arrivi ad ingolfare la cartella delle bozze.
Eccomi dunque ad una rapida panoramica flash su quel che avrei voluto scrivere ma non ho avuto la possibilità di fare. (nota autoreferenziale a margine: potrebbe essere anche uno spunto per una rubrica settimanale sugli argomenti riguardo ai quali non ho avuto tempo di scrivere niente)
BlogNation
Tempo di novità per quanto riguarda la Rete italiana: se qualcuno non se ne fosse accorto, preso com’era dall’attesa per l’esordio de Il Post di Luca Sofri/Wittgenstein, è uscito dalla fase beta BlogNation, di cui avevo parlato qualche settimana fa. Di che si tratta? Di un aggregatore, ovvero un sistema i cui spider – un po’ come quelli di Google – vanno in giro per la rete a cercare e indicizzare i contenuti della blogosfera per riorganizzarli settorialmente e restituire un’istantanea degli argomenti di cui si discute sul web tricolore in quel particolare momento. Come un immenso Google Reader, insomma, organizzato sulla base di migliaia di feed RSS.

Non poteva mancare, ovviamente, la classifica (Blog Chart), indicativo strumento di blogstarritudine del bacino italiano, fonte di innumerevoli isterie collettive all’impennata o al crollo della propria posizione in graduatoria. Ma c’è una novità: questa volta la classifica, generata automaticamente da un algoritmo, è stilata sulla base di un sistema di criteri e indicatori esplicitamente dichiarati. Basterà a stoppare sul nascere le polemiche che affossarono BlogBabel?
La Fieg e la tassa su Internet
La Federazione italiana degli editori (Fieg) ha presentato alla Camera dei Deputati lo studio “La Stampa in Italia 2007-2009″, e nell’occasione il presidente Fieg Carlo Malinconico (nomen omen?) ne ha approfittato per battere cassa proponendo una sorta di “mini tassa” per chi ha una connessione a Internet e usa i contenuti editoriali online, in modo da tamponare l’odierna situazione di emergenza del settore editoriale.
Una tassa per chi naviga quantomeno singolare, se non altro per la domanda che sorge quasi spontanea: come si distinguono coloro che utilizzano la rete per fruire di contenuti editoriali da chi la sfrutta per altri scopi? Due utilizzi spesso connaturati ma che non sempre vanno a braccetto, e dunque mai ipotizzabili congiuntamente. Come se la possibilità di accesso al web fosse condizione necessaria e sufficiente a poter provare (e quindi a far scattare la tassazione) la fruizione di contenuti editoriali al di là di ogni ragionevole dubbio.
Facebook e il pulsante “Mi piace”
Novità in casa Facebook: sparisce la dicitura “Diventa fan” per iscriversi alle pagine, sostituita da un più accattivante quanto livellatorio (al ribasso) “Mi piace”. Le parole, nonostante tutto, mantengono pur sempre un loro valore e significato specifico, e forse chi ha progettato questa modifica non ha preso in considerazione tutte le reali implicazioni del cambiamento. O forse, al contrario, proprio l’aver analizzato a fondo il fenomeno semantico ha portato a questa semplificazione estrema del concetto di associazione tra un profilo personale e una pagina, o eventualmente un brand.

“Speriamo che questa azione risulti più leggera e consenta di aumentare il numero di connessioni create sul sito”, spiegano dalle parti di Mark Zuckerberg. Più “leggera”? Su questo aspetto forse vale la pena di dedicare un post a parte. L’altra novità, che giunge di conseguenza, è stata presentata da Facebook ai potenziali sviluppatori durante la conferenza F8 ed è rappresentata dalla possibilità di aggiungere un pulsante “Like” su qualsiasi blog o sito, esportando in sostanza il “metodo Facebook” in tutta la rete e consentendo a chi possiede un account sul social network di importare direttamente dalla singola pagina di uno spazio web l’apprezzamento per la stessa, per un’immediata condivisione con i propri amici. Impatto potenzialmente devastante, ma è da verificare la diffusione effettiva al di là del boom iniziale dovuto all’effetto novità.
YouCapital
Nel pieno del Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia (a proposito, tanta sana invidia per chi c’è stato) mi sono accorto della recente nascita – risale al mese scorso – di YouCapital, un progetto dell’associazione culturale no-profit Pulitzer nato per promuovere alcune inchieste di stampo giornalistico che difficilmente troverebbero spazio su canali di informazione tradizionali.

Si tratta di una piattaforma di raccolta fondi (crowdfunding) dove il giornalista freelance può proporre il suo progetto presentando la sua idea – corredata di spiegazioni dettagliate – allo scopo di convincere i potenziali lettori a contribuire alla richiesta economica necessaria per la realizzazione del servizio, in assenza di un editore o finanziatore alternativo e più o meno mainstream. Ancora una volta una buona proposta…ma avrà successo? Quando si tratta di tirare fuori soldi propri, di solito, o la proposta è una bomba dal potenziale rivoluzionario o difficilmente la novità raggiunge il grande pubblico.