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Restyling Repubblica su Facebook: con la nuova timeline sul social network tutte le pietre miliari del quotidiano dal 1976 a oggi
La pagina Facebook di Repubblica cambia volto: approfittando del passaggio delle pagine del social network al sistema delle timeline, proprio come i profili dei singoli utenti, il quotidiano diretto da Ezio Mauro ha deciso di approfittare dell’occasione per un restyling della sua presenza sul sito biancoblù. Per farlo ha popolato la sua nuova timeline non solo con i classici aggiornamenti in tempo reale del quotidiano, ma anche ricostruendo un percorso nel passato per far rivivere ai propri fan su Facebook alcuni dei momenti più importanti della storia italiana e mondiale dal 1976, anno di fondazione di Repubblica, a oggi.

Per farlo ha utilizzato una selezione di prime pagine del giornale e fotografie che spaziano dal rapimento dello statista della Dc Aldo Moro alla tragedia americana dell’11 settembre, dalla morte di Enrico Berlinguer alla discesa in campo di Silvio Berlusconi fino alle pagine più recenti della storia nazionale e internazionale. Questo, promettono da Largo Fochetti, dovrebbe essere soltanto l’inizio: nelle intenzioni della redazione, infatti, dovrebbero essere man mano aggiunte sulla pagina Facebook altre pietre miliari direttamente riesumate dal vasto archivio del quotidiano. Ecco come appare, ad esempio, il momento in cui tutto ebbe inizio: era il 14 gennaio, correva l’anno 1976.

Come si usa Twitter: 4 video per introdursi ai 140 caratteri del microblogging
Sembra facile digitare 140 caratteri e schiacciare “invio”, spargendo in tutto il mondo digitale un flash del proprio pensiero, un link o un aggiornamento sui propri spostamenti, ma saper usare Twitter in modo consapevole e meno superficiale, conoscendo le mosse giuste per sfruttare al 100% tutte le possibilità offerte dallo strumento, non è così banale come appare in un primo momento.
Anche per questo motivo il canale Youtube del sito di microblogging ha deciso di pubblicare 4 video per introdurre gli utenti meno esperti (come il sottoscritto, anche se non più a questi livelli) ai concetti base del social network:
1) che cos’è il following su Twitter?
2) come trovare gli utenti da seguire?
3) che cos’è la timeline di Twitter?
4) cos’è e come si usa il retweeting?
Happy Birthday, Youtube!
Quinto compleanno per Youtube, che della prima versione beta rilasciata per dare a ciascun utente del web la possibilità di caricare e condividere facilmente video propri o altrui è diventato ben presto un punto di riferimento mondiale in molti campi della videocomunicazione: dai videoclip musicali alle campagne politiche stile Obama, dai trailer cinematografici alle pubblicità, dalle campagne virali ai talenti in cerca di popolarità mondiale ormai tutto passa da questo colosso che macina numeri da record.

Due miliardi di visualizzazioni al giorno (che rende Youtube il terzo sito più visitato dell’intero web) e 24 ore di contenuti caricati ogni minuto rendono bene l’idea dell’importanza assunta dal sito – soprattutto dopo l’acquisizione da parte di Google - nella crescita globale del fenomeno Internet e quanto appeal abbia conquistato nel settore degli user generated content.
Per celebrare l’anniversario Youtube ha lanciato il canale YouTube Five Year dove ha inserito il progetto My YouTube Story, attraverso il quale le persone possono condividere esperienze su come Youtube ha cambiato o dato forma alla propria vita, e una timeline interattiva che comprende i più importanti momenti della crescita del sito.
A proposito di video, ce n’è uno che propone una veloce panoramica sulla storia dei primi cinque anni di vita del portale.
Poteva poi mancare un’infografica riassuntiva? No di certo, grazie a Website Monitoring!

Threatened voices, la censura corre sul web
Se la libertà di pensiero e di parola fosse assoluta e garantita ovunque, quindi anche su Internet, non ci sarebbe bisogno di Threatened voices, il progetto collaborativo di GlobalVoices nato per costruire un database di blogger di tutto il mondo che sono attualmente minacciati, in stato di arresto o che al contrario sono già stati assassinati per le loro posizioni espresse sul web. Legittime opinioni che, purtroppo per loro, hanno avuto una pesante ricaduta sulla loro “vita reale”: per questo motivo nasce TV, per monitorare la censura sul web e regalare un po’ di visibilità a casi di questo genere che altrimenti cadrebbero sotto una spessa coltre di silenzio collettivo.
Al momento sono 187 i casi monitorati di blogger che hanno subito violenze o sono stati uccisi per aver espresso liberamente le proprie idee: tra i paesi più attivi in questa disdicevole classifica figurano ai primi posti Cina , Egitto, Iran, Tunisia, Siria, Vietnam, Cuba. Non lasciatevi ingannare dal quel pallino rosso molto vicino al nord Italia: in realtà si tratta di un blogger del Principato di Monaco!
Il progetto consiste sostanzialmente in una mappa del mondo sulla quale sono appuntati tutti i casi certificati di questo tipo, divisi per nazione, anche se tramite le caselline sottostanti la mappa si può ottenere facilmente una segmentazione dei blogger decidendo di visualizzare solo gli arrestati, i minacciati, gli assassinati oppure una combinazione di questi.

Cliccando sul singolo caso mostrato sulla mappa, poi, si apre una piccola finestrella con il nome e il cognome del blogger, la foto, lo stato in cui si trova o quello che ha subìto e un link alla sua storia. Nella parte inferiore della pagina, invece, una timeline navigabile in avanti o all’indietro permette una “visione temporale” delle violenze, divise caso per caso, mentre attraverso i tasti si possono individuare i primissimi o gli ultimi casi monitorati.
Tra le altre funzionalità offerte dal progetto, oltre agli immancabili link per diffondere la conoscenza di questo sito tramite gli strumenti sociali più noti (Twitter e Facebook), si può partecipare alla completezza delle informazioni suggerendo – attraverso un report – un blogger che non è ancora presente sulla mappa.
No, we can't
Sfogliando online qualche quotidiano statunitense all’indomani dell’imponente discorso inaugurale di Barack Obama, 44° Presidente degli Stati Uniti d’America, mi sono accorto ancora una volta di quanto stia diventando importante per le testate d’oltreoceano la cosiddetta infografica, ossia la presentazione di dati e/o informazioni in una particolare veste grafica per una migliore e più agevole consultazione. In particolare il New York Times, quotidiano spesso all’avanguardia in questo campo di soluzioni giornalistiche, non poteva certo “steccare” un appuntamento ghiotto come quello del primo discorso di Obama per presentare qualcosa di veramente notevole e impattante, e difatti così è stato. Due, in particolare, sono state le trovate a mio avviso più innovative e interessanti.
La prima è Inaugural Words: 1789 to the Present, una timeline interattiva che presenta tutti i 44 Presidenti a stelle e strisce, dal George Washington del 1789 al Barack Obama di questo inizio 2009.
Come si vede dall’immagine, per ogni Presidente è possibile vedere la foto nonché consultare – oltre alla posizione rispetto agli oltre due secoli di storia americana – l’anno di insediamento, una piccola introduzione al discorso inaugurale della presidenza, il link al discorso inaugurale stesso e la tag cloud generata a partire dalle parole che lo compongono.
La seconda è A Closer Look at the Inaugural Ceremony, un altro splendido esempio di come sia possibile fare informazione ad alto livello.
La foto mostra il palco della cerimonia inaugurale dove si è tenuto il giuramento di Barack Obama: con un doppio click è possibile zoomare avvicinando la visuale, mentre passando il puntatore del mouse su alcune delle personalità visibili nell’immagine il sistema ci restituirà sotto forma di un piccolo cartiglio il nome e la carica pubblica del personaggio. Straordinario, no?
Si potrà mai arrivare a questi livelli di qualità e chiarezza giornalistica in Italia? La risposta, purtroppo, al momento sembra assai scontata: no, we can’t. Troppi interessi politici ed editoriali vanno giornalmente ad offuscare e annacquare quella che dovrebbe essere la mission primaria dei quotidiani: informare, ed informare bene.

