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Sunday Creativity: Neoformix, ovvero come ti coniugo Obama e infografica

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Della mia passione crescente verso l’infografica credo di averne abbondamente parlato negli ultimi tempi, e dove non l’ho fatto sarà trapelato ugualmente tra le righe: ma è solo quando ad essa si somma la creatività (intesa come quel processo mentale e sociale che concerne la creazione di idee nuove e stupefacenti) che viene generata quell’unione esplosiva che mi lascia con una sola domanda in testa: “come diavolo avrà fatto?

Nella settimana della (per molti versi) storica cerimonia inaugurale durante la quale Barack Obama ha giurato come 44° Presidente degli Stati Uniti d’America, non ci si poteva esimere dall’esaltare e celebrare l’evento in ogni modo possibile: non fa eccezione Neoformix e la sua caratteristica vena creativa nel mescolare parole e immagini in un mix fantasioso e imprevedibile. Due esempi su tutti:

Obama Inauguration Speech


Obama Shaped Word Cloud

Della serie: quando un’immagine vale più di mille parole.

No, we can't

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Sfogliando online qualche quotidiano statunitense all’indomani dell’imponente discorso inaugurale di Barack Obama, 44° Presidente degli Stati Uniti d’America, mi sono accorto ancora una volta di quanto stia diventando importante per le testate d’oltreoceano la cosiddetta infografica, ossia la presentazione di dati e/o informazioni in una particolare veste grafica per una migliore e più agevole consultazione. In particolare il New York Times, quotidiano spesso all’avanguardia in questo campo di soluzioni giornalistiche, non poteva certo “steccare” un appuntamento ghiotto come quello del primo discorso di Obama per presentare qualcosa di veramente notevole e impattante, e difatti così è stato. Due, in particolare, sono state le trovate a mio avviso più innovative e interessanti.

La prima è Inaugural Words: 1789 to the Present, una timeline interattiva che presenta tutti i 44 Presidenti a stelle e strisce, dal George Washington del 1789 al Barack Obama di questo inizio 2009.

Come si vede dall’immagine, per ogni Presidente è possibile vedere la foto nonché consultare – oltre alla posizione rispetto agli oltre due secoli di storia americana – l’anno di insediamento, una piccola introduzione al discorso inaugurale della presidenza, il link al discorso inaugurale stesso e la tag cloud generata a partire dalle parole che lo compongono.

La seconda è A Closer Look at the Inaugural Ceremony, un altro splendido esempio di come sia possibile fare informazione ad alto livello.

La foto mostra il palco della cerimonia inaugurale dove si è tenuto il giuramento di Barack Obama: con un doppio click è possibile zoomare avvicinando la visuale, mentre passando il puntatore del mouse su alcune delle personalità visibili nell’immagine il sistema ci restituirà sotto forma di un piccolo cartiglio il nome e la carica pubblica del personaggio. Straordinario, no?

Si potrà mai arrivare a questi livelli di qualità e chiarezza giornalistica in Italia? La risposta, purtroppo, al momento sembra assai scontata: no, we can’t. Troppi interessi politici ed editoriali vanno giornalmente ad offuscare e annacquare quella che dovrebbe essere la mission primaria dei quotidiani: informare, ed informare bene.

Barack Obama Presidential Inauguration – live video dalle 15 su Kobayashi Blog

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Grazie a Hulu, tento un esperimento assolutamente inedito su questo blog: dalle ore 15 (ora italiana) partirà il collegamento in diretta video con la cerimonia di inaugurazione presidenziale che culminerà alle 18 (sempre ora italiana) quando Barack Obama giurerà come 44° Presidente degli Stati Uniti d’America.

(nel caso non dovesse funzionare immediatamente, ricaricate la pagina con il tasto “Aggiorna” del browser)

L’inaugurazione presidenziale è la giornata ufficiale di insediamento del nuovo Presidente americano, durante la quale appunto il presidente eletto Barack Obama presterà giuramento a Washington DC:

“I do solemnly swear that I will faithfully execute the office of the President of the United States, and will to the best of my ability, preserve, protect, and defend the Constitution of the United States”

(tutti gli altri modi di seguire in diretta l’evento sui vari media sono ben spiegati qui)

Written by Kobayashi

gennaio 20th, 2009 at 3:19 pm

Karl Rove, Barack Obama e l'importanza crescente di Internet nella politica

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Il 4 novembre 2008, lo sanno praticamente tutti, Barack Obama è stato eletto Presidente degli Stati Uniti d’America. Una data storica, un evento di rilevanza mondiale e dalla portata mediatica senza precedenti. Mesi e mesi di copertura sempre più intensa, fino al giorno fatidico dell’elezione (e oltre). I risultati non hanno lasciato spazio per i dubbi: la vittoria del candidato democratico è stata schiacciante.

E Internet? Internet c’era, eccome se c’era. Barack Obama si è dimostrato nel tempo un eccelso comunicatore, circondandosi peraltro di validi collaboratori che hanno dimostrato grande dimestichezza con le nuove tecnologie digitali. Siti web, blog, Youtube, Facebook, e non solo: si può a ragione affermare che la campagna presidenziale USA 2008 si sia rivelata la prima grande battaglia politica combattuta ricorrendo con grande frequenza e e decisione agli strumenti multimediale che il Web mette a disposizione.

Si può dire che quello di Internet sia stato un contributo decisivo per la vittoria di Obama? Non è facile dare una risposta univoca, e probabilmente non ci si può spingere a tanto finchè non si disporrà di strumenti di analisi e rilevamento del consenso (e del suo spostamento) più precisi di quelli attuali.

Si può dire che quello di Internet sia stato un contributo fondamentale per la strategia democratica “a tutto campo” ? Assolutamente sì, questo è indubbio. La coordinazione puntuale ed efficace di tutte le armi a disposizione dello staff di Obama, unita ad un’innata capacità comunicativa del candidato, ha di fatto aperto la strada della Casa Bianca dell’ex senatore dell’Illinois. Tanto che persino Karl Rove, vice-capo dello Staff del Presidente uscente George W. Bush fino al 2007, si è reso conto dell’importanza che la “macchina da guerra” digitale e Web 2.0 messa in piedi dagli strateghi del partito democratico ha rivestito ai fini del risultato finale.

Infatti, in un recente articolo scritto per Newsweek (A Way Out of the Wilderness) all’indomani della sconfitta elettorale del suo partito e dedicato alla “ricostruzione” repubblicana post-4 novembre, Rove analizza 10 punti chiave dove intervenire per evitare future débacle come quella appena verificatasi. Tra le altre, scrive:

10. The GOP must master new media. Today, more than 70 percent of Americans say they find news online; 37 percent are online daily looking for it. Democrats have successfully developed tools to exploit online advocacy, and Republicans must spend more time and energy doing the same. The Web edge we had through 2004 is gone.

Rove riconosce la supremazia democratica sul campo multimediale e del Web in particolare, rendendosi conto che una discreta fetta di campagna elettorale si sta progressivamente spostando dai media tradizionali a quelli digitali.

(a proposito di “macchina da guerra digitale e Web 2.0″, sempre su Newsweek ci si chiede come Obama userà l’Internet Army che ha predisposto)