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Il New York Times tasta il polso del blogger multitasking
Il New York Times ha pubblicato sul suo sito due test cognitivi elaborati dalla Stanford University per valutare rispettivamente il livello di concentrazione su un compito e la precisione nella gestione di un’attività multitasking, ovvero l’insieme di più azioni svolte in contemporanea con la massima velocità ed efficacia possibile.

Nel Distraction Filtering Test bisogna concentrarsi su alcuni rettangoli rossi e ignorare quelli di colore blu, che fungono appunto da elementi di distrazione. In un primo momento un brevissimo flash mostrerà una combinazione di alcuni rettangoli (due rossi e altri blu – da due a sei a seconda del grado di difficoltà crescente) in determinate posizioni dello schermo, mentre successivamente una schermata della durata di un secondo mostrerà una situazione pressoché identica, in cui i rettangoli rossi potranno aver modificato il proprio orientamento spaziale oppure essere rimasti invariati nella loro posizione di partenza.
Il test consiste quindi nello stabilire volta per volta se c’è stato un cambiamento nel posizionamento delle figure geometriche o meno, affrontando uno dopo l’altro i 24 livelli del test. Alla fine della prova il sistema elaborerà il punteggio complessivo restituendo il livello di performance raggiunto e fornendo indicazioni per paragonare il risultato alle indicazioni di bassa, media o alta capacità di filtraggio delle informazioni inutili.

Più complicato e con un lavoro cognitivo maggiore, invece, il Task Switching test, che misura quanto facilmente si è capaci di passare da un compito all’altro per determinare nel minor tempo possibile se una lettera è una vocale o una consonante oppure se un numero è pari o dispari: questa volta il breve flash iniziale mostrerà alternativamente la scritta LETTER o NUMBER, per indicare all’utente su quale elemento – alfabetico o numerico – ci si dovrà concentrare nel passaggio successivo.
Poco dopo, infatti, apparirà una combinazione di una lettera e un numero con due possibili scelte: nel caso il test richieda di distinguere il tipo di carattere alfabetico occorrerà indicare se si tratta di una vocale (tasto a sinistra) o di una consonante (tasto a destra), mentre nel caso in cui il focus sia indirizzato sul distinguere il tipo di carattere numerico sarà necessario precisare se si tratta di un numero dispari (tasto a sinistra) oppure pari (tasto a destra).
Il fatto che vocale/consonante e pari/dispari non abbiano un tasto ciascuno complica leggermente le cose, perché il cervello sarà chiamato a distinguere le opzioni di risposta non solo tra due opposte polarità ma anche filtrando le due scelte estranee al campo semantico preso in considerazione in quel momento. Per fornire la risposta esatta dei 20 livelli di cui si compone il test si può cliccare con il cursore sui tasti laterali oppure utilizzare i più rapidi pulsanti destro e sinistro del tastierino del computer.
Corriere.it, audiogiornalismo online
Da qualche giorno gli articoli della versione online del Corriere della Sera sono accompagnati da un’icona (in alto a sinistra, indicata dalla freccia rossa) che attiva ReadSpeaker, la funzione di lettura vocale: in poche parole, insomma, una voce trasforma il testo in parole e legge l’articolo che stiamo consultando. Attraverso il player integrato si possono poi compiere le operazioni più elementari: play/pausa, stop, controllo del volume e download del file audio.

La voce narrante, contrariamente alle basse aspettative, raggiunge un discreto livello di qualità riuscendo spesso a riconoscere la punteggiatura e le relative pause e rispettando una velocità di dizione accettabile, né troppo veloce né troppo lenta, e risultando nell’insieme meno robotica e più fluente del previsto (rispetto, ad esempio, al pessimo lettore automatico di Adobe Acrobat). Un bel passo avanti nel mondo dei sistemi di sintesi vocale, anche se non mancano certo i punti da migliorare, primo tra tutti l’annoso problema delle parole straniere (sebbene, per qualche oscuro motivo, ReadSpeaker riesca a pronunciarne bene alcune, anche tra quelle più difficili).
Pollice in alto anche sul versante dell’accessibilità: non c’è dubbio che un lettore del genere, già integrato nelle pagine del quotidiano, sia particolarmente comodo e apprezzato da quella categoria di persone con handicap sensoriali tali da rendere eventualmente difficoltoso il processo di lettura; tuttavia anche chi ha la fortuna di non soffrire di questi deficit potrà trovare interessante questa funzione, magari come elemento per incrementare il proprio livello di multitasking (facendo una seconda attività mentre la voce ci legge una notizia di nostro interesse).