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Archive for the ‘Il Giornale’ tag

Fate presto!

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(Il Sole 24 Ore, 10 novembre 2011 / Il Giornale, 24 luglio 2012)

Written by Kobayashi

luglio 24th, 2012 at 10:25 am

Non saper vincere (o del giornalismo tabloid)

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Va bene l’euforia per la nazionale italiana, che battendo la Germania per 2-1 a Varsavia ha conquistato la finale degli Europei di calcio 2012 contro la Spagna; va bene anche il “simbolismo” di due paesi in difficoltà, facenti parte dei cosiddetti Piigs (appunto Italia e Spagna), capaci di trovare una sorta di temporaneo “riscatto” sociale grazie alle imprese sportive delle rispettive squadre; ma qui, ogni giorno con una scusa nuova, nel giornalismo italiano si sposta sempre più in basso l’asticella del consentito fino a una sorta di “vale tutto”. Se qualcuno casomai se lo fosse dimenticato, inoltre, stiamo pur sempre parlando di un capo di governo di un paese estero.

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(per non parlare del post-partita del sito internet di Libero)

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PS: se ne sono accorti anche allo Spiegel.

Written by Kobayashi

giugno 29th, 2012 at 8:20 am

Il Giornale vende la redazione di Genova, giornalisti proclamano 3 giorni di sciopero

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Acque agitate dalle parti del Giornale: nel pomeriggio di giovedì 19 aprile l’assemblea di redazione del quotidiano diretto da Alessandro Sallusti ha proclamato all’unanimità lo stato di agitazione annunciando un pacchetto di tre giorni di sciopero per protestare contro la decisione dell’editore – Paolo Berlusconi, fratello dell’ex premier – di vendere l’intera redazione di Genova, come se fosse un ramo d’azienda autonomo.

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L’assemblea di redazione, inoltre, ha dato mandato al comitato di redazione (assistito dalla Fnsi, la Federazione nazionale della stampa italiana) di agire in tutte le sedi competenti, da quelle giudiziarie fino all’Ordine dei giornalisti, “al fine di imporre il rispetto delle normative vigenti, del contratto nazionale, della Carta dei doveri e degli accordi sottoscritti”.

Written by Kobayashi

aprile 20th, 2012 at 4:48 pm

Diffusioni medie 2011, l’ecatombe dei quotidiani: Giornale -15,4% sul 2010, Gazzetta dello Sport -10,3%

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2011 annus horribilis per la stampa italiana, soprattutto per quanto riguarda i quotidiani. A certificare il tracollo del settore, come se non bastassero le cronache oramai giornaliere sui rischi di chiusura di numerose testate nazionali, sono arrivati anche i dati ufficiali di dicembre di Ads (Accertamenti diffusioni stampa) che hanno reso dunque possibile il confronto rispetto al primo mese dell’anno per verificare lo scarto intervenuto nel periodo gennaio-dicembre 2011. Un bollettino di guerra che, in molti casi, ha mostrato flessioni a doppia cifra percentuale.

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Partiamo dalle sorprese, che si contano davvero sulle dita di una mano: quali sono stati i giornali che hanno registrato un aumento nella diffusione media tra il 2010 e il 2011 (anche se veramente di poco)? Soltanto due: Libero, diretto da Maurizio Belpietro, cresciuto dello 0,6%, e Avvenire, il quotidiano cattolico, in crescita dello 0,4%. Regge sostanzialmente bene anche Il Sole24Ore, che ha accusato un calo minimo (-0,3%).

Ad eccezione di questi tre, però, la crisi è stata più o meno nera. Lo sanno bene dalle parti del Giornale: la testata diretta da Alessandro Sallusti è stata costretta a fare i conti con un calo vertiginoso, addirittura del 15,4%, con un’emorragia di lettori davvero impressionante (-28.266 copie). Non se la passa meglio la Gazzetta dello Sport, che ha visto precipitare la sua edizione del lunedì del 10,3% (39.171 copie di diffusione media in meno) mentre gli altri giorni la situazione è solo leggermente meno drammatica: -8,5% per 28mila copie diffuse in meno.

Tonfo pesante anche per Il Tempo di Mario Sechi, poco lontano da un crollo in doppia cifra (-9,7%), e per l’Unità di Claudio Sardo, alla guida di un giornale che è arretrato dell’8,6% in dodici mesi. Calo molto simile per Il Secolo XIX (-6,5%) e per il Manifesto, cui certo alla luce delle attuali difficoltà non fa bene sapere che nel corso del 2011 ha perso il 6,4% di quanto diffondeva un anno prima.

Se la Gazzetta soffre, però, non stanno molto meglio gli altri quotidiani sportivi: Corriere dello Sport-Stadio -5,5% al lunedì e -2,6 negli altri giorni, Tuttosport -4,4% per l’edizione settimanale e poco meno (-4,3%) per quella del lunedì.

Gli altri grandi giornali nazionali, invece, arretrano ma un po’ meno pesantemente: se Il Fatto Quotidiano ha lasciato sul campo il 3,3% in un anno, infatti, la triade Corriere-Repubblica-Stampa ha accusato una flessione tutto sommato piuttosto contenuta: il Corriere della Sera dell’1,5%, il giornale di Torino del 2,2% mentre il quotidiano di Ezio Mauro del 2,3%.

Pisapia querela Libero e il Giornale: titoli “diffamatori” sulla vicenda del vigile ucciso da un suv a Milano

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Il Comune di Milano ha diffuso una nota per informare che il sindaco della città lombarda, Giuliano Pisapia, ha deciso di querelare i due quotidiani Libero e il Giornale per aver ravvisato come “gravemente diffamatori” una serie di titoli di articoli e lettere pubblicati dalle due testate di centrodestra negli ultimi mesi, in particolar modo per quanto riguarda la vicenda di Nicolò Savarino, l’agente di polizia municipale che ha perso la vita lo scorso 16 gennaio dopo essere stato investito da un Suv.

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La goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso, secondo Pisapia, andrebbe ricercata – almeno per quanto riguarda il quotidiano diretto da Maurizio Belpietro – nel titolo apparso a pagina 46 il 17 gennaio scorso (sezione LiberoMilano): “Vigile ucciso, Pisapia è il solo responsabile”.

Per quanto riguarda Il Giornale, invece, Pisapia non ha gradito il trattamento “inaccettabile” che “da quasi un anno – ha detto il sindaco – il quotidiano diretto da Alessandro Sallusti mi riserva: non critiche, ma vere e proprie diffamazioni aggravate. L’ultima quando è stato pubblicato un articolo dal titolo Pisapia preferisce i nostri marò in galera. Inutile spiegare che si tratta di una totale falsità. Deve essere chiaro a tutti il confine tra la libertà di stampa e la diffamazione. Ho resistito per mesi prima di decidere di rivolgermi all’autorità giudiziaria, ma di fronte a uno stillicidio quotidiano di articoli e titoli gravemente diffamatori, si tratta di una scelta obbligata a tutela della mia onorabilità”.

Per rispondere a questa offensiva legale il direttore di Libero ha scritto un editoriale dal titolo “Gli diamo noia, Pisapia tenta di imbavagliarci”.

I suoi uffici – si legge nell’editoriale – si sono incaricati di far sapere che il sindaco ha querelato Libero, colpevole di aver pubblicato una serie di titoli, articoli e lettere titolate in maniera gravemente diffamatoria. La nota del Comune non specifica quali siano i contenuti che hanno fatto saltare la mosca al naso del primo cittadino. L’unico riferimento citato è al titolo di una lettera apparsa quasi due mesi fa, in occasione della morte dell’agente della polizia municipale Nicolò Savarino, di cui Pisapia veniva accusato di essere responsabile per la sua politica nei confronti dei rom. Una critica politica, poco più di un francobollo pubblicato a pagina 40 dell’edizione milanese

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Hat-trick per Magdi Allam: terza condanna per diffamazione in 10 anni

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magdiallamAltro piccolo “incidente di percorso” per il giornalista Magdi Cristiano Allam, ex inviato di Repubblica, poi vicedirettore del Corriere della Sera, ora editorialista del Giornale di Sallusti, che è stato condannato dal giudice della prima sezione civile di Milano Serena Baccolini per aver diffamato due colleghi ai tempi dell’intervento militare occidentale in Iraq.

A tradirlo una ricostruzione errata di un episodio avvenuto nel 2003, nei giorni caldi della guerra, pubblicata nel suo libro “Io amo l’Italia ma gli italiani la amano?’ e considerata di natura diffamatoria dal giudice: nel testo, infatti, Allam – al tempo uno degli inviati di Repubblica in Iraq – avrebbe sostenuto che due degli inviati nel paese di Saddam Hussein (Francesco Battistini per il Corriere della Sera e Leonardo Maisano per Il Sole24Ore) avrebbero datato le loro corrispondenze dalla città di Bassora, allora sotto attacco, pur non essendo fisicamente sul posto. Circostanza smentita, tra le altre cose, anche dal fatto che quegli stessi giornalisti vennero poi catturati proprio a Bassora il 28 marzo dello stesso anno.

Un’accusa di “comportamenti scorretti nell’esercizio della professione giornalistica” che, per il giudice, sarebbe stata del tutto infondata e “frutto di una falsa ricostruzione dei fatti”. Per questo motivo, dando ragione ai due giornalisti ricorrenti, la Baccolini ha disposto la cancellazione dei passaggi incriminati dalle nuove edizioni del libro (non appena la sentenza passerà in giudicato) e ha riconosciuto alle parti offese anche un risarcimento.

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L’accusa di diffamazione, per altro, non appare isolata nella carriera del giornalista, che risulta essere stato condannato altre due volte in passato per lo stesso motivo: nel maggio 2011, sempre dal tribunale di Milano, fu costretto a pagare 38mila euro all’islamista Rachid Gannouchi per averlo accusato ingiustamente nel libro “Viva Israele”; dieci anni prima, nel 2001, il tribunale di Jesi aveva condannato Allam nel procedimento contro l’Ucoii (l’Unione delle comunità e organizzazioni islamiche in Italia) per un’accusa di presunte minacce di morte ricevute dal giornalista poi ritenuta falsa dal giudice.

Questione di fili(ng)

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Tra Il Giornale e il movimento No Tav, ancora una volta, questo feeling proprio non c’è.

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Written by Kobayashi

febbraio 28th, 2012 at 10:21 am