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Pisapia querela Libero e il Giornale: titoli “diffamatori” sulla vicenda del vigile ucciso da un suv a Milano

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Il Comune di Milano ha diffuso una nota per informare che il sindaco della città lombarda, Giuliano Pisapia, ha deciso di querelare i due quotidiani Libero e il Giornale per aver ravvisato come “gravemente diffamatori” una serie di titoli di articoli e lettere pubblicati dalle due testate di centrodestra negli ultimi mesi, in particolar modo per quanto riguarda la vicenda di Nicolò Savarino, l’agente di polizia municipale che ha perso la vita lo scorso 16 gennaio dopo essere stato investito da un Suv.

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La goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso, secondo Pisapia, andrebbe ricercata – almeno per quanto riguarda il quotidiano diretto da Maurizio Belpietro – nel titolo apparso a pagina 46 il 17 gennaio scorso (sezione LiberoMilano): “Vigile ucciso, Pisapia è il solo responsabile”.

Per quanto riguarda Il Giornale, invece, Pisapia non ha gradito il trattamento “inaccettabile” che “da quasi un anno – ha detto il sindaco – il quotidiano diretto da Alessandro Sallusti mi riserva: non critiche, ma vere e proprie diffamazioni aggravate. L’ultima quando è stato pubblicato un articolo dal titolo Pisapia preferisce i nostri marò in galera. Inutile spiegare che si tratta di una totale falsità. Deve essere chiaro a tutti il confine tra la libertà di stampa e la diffamazione. Ho resistito per mesi prima di decidere di rivolgermi all’autorità giudiziaria, ma di fronte a uno stillicidio quotidiano di articoli e titoli gravemente diffamatori, si tratta di una scelta obbligata a tutela della mia onorabilità”.

Per rispondere a questa offensiva legale il direttore di Libero ha scritto un editoriale dal titolo “Gli diamo noia, Pisapia tenta di imbavagliarci”.

I suoi uffici – si legge nell’editoriale – si sono incaricati di far sapere che il sindaco ha querelato Libero, colpevole di aver pubblicato una serie di titoli, articoli e lettere titolate in maniera gravemente diffamatoria. La nota del Comune non specifica quali siano i contenuti che hanno fatto saltare la mosca al naso del primo cittadino. L’unico riferimento citato è al titolo di una lettera apparsa quasi due mesi fa, in occasione della morte dell’agente della polizia municipale Nicolò Savarino, di cui Pisapia veniva accusato di essere responsabile per la sua politica nei confronti dei rom. Una critica politica, poco più di un francobollo pubblicato a pagina 40 dell’edizione milanese

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L’hanno presa bene

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Written by Kobayashi

maggio 30th, 2011 at 4:40 pm

Spot Lega anti-Pisapia, un colpo al cerchio e uno alla botte (di Repubblica)

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Una chicca che piacerà al blog di feticisti “Pazzo per Repubblica“, forse un po’ meno dalle parti di Largo Fochetti. Nello spot che la Lega Nord ha confezionato in vista del ballottaggio di domenica 29 e lunedì 30 maggio per l’elezione del nuovo sindaco di Milano, sfida che vede contrapposti il primo cittadino uscente Letizia Moratti (Pdl) e lo sfidante vittorioso alle primarie del Pd Giuliano Pisapia, il Carroccio ha inscenato un siparietto con un giovane milanese che spiega a una donna seduta accanto a lui i punti (secondo lui) più controversi del programma del candidato di centrosinistra: la presunta moschea con annesso centro islamico, la presunta “islamizzazione” (qualsiasi cosa voglia dire) del capoluogo lombardo, i presunti favori a stranieri e rom a discapito dei milanesi doc.

Senza troppa difficoltà, scorrendo i primi secondi del filmato, è facile notare come le pagine del giornale dalle quali il ragazzo legge e commenta il programma di Pisapia siano facilmente riconducibili proprio a una delle versioni cartacee di Repubblica, il quotidiano diretto da Ezio Mauro, storicamente avverso al berlusconismo di ogni sorta e ai suoi alleati padani. Come dire: un colpo al cerchio e uno alla botte.

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Una volta qui era tutta campagna (elettorale)

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La vicenda Moratti-Pisapia, come per altro prevedibile, non solo non accenna a sgonfiarsi – ipotesi impensabile a poche ore dall’apertura delle urne – ma anzi viene rilanciata con grande evidenza sui giornali odierni riconducibili al centrodestra. Con interpretazioni, diciamo così, quanto meno “singolari”.

Sallusti si è ben guardato dal chiedere anche solo vagamente scusa per l’ignobile falsità fatta circolare nei giorni precedenti, quando aveva avallato a occhi chiusi la versione (poi ampiamente smentita dall’interessato con tanto di documenti ufficiali pubblicati online) dell’attuale sindaco di Milano pur di screditare – e forse ne risponderà davanti a un giudice – lo sfidante del centrosinistra; anzi finge di evitare il punto vero della questione rimandando genericamente il verdetto al voto degli italiani, come se il famoso e ormai stra-abusato concetto di consenso popolare possa rimediare a una grossa bugia pianificata a tavolino.

La coppia Feltri-Belpietro, invece, ha preparato la prima pagina più controversa del giorno con quel cubitale e poco equivocabile “Via le Br dalle liste elettorali“, copia carbone dei contestati manifesti del candidato consigliere Pdl Roberto Lassini.

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La macchina del fango ha un “pssst” nella gomma

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Quello che mi stupisce, nell’assurda vicenda pre-elettorale tra Letizia Moratti e Giuliano Pisapia, non è tanto l’incredibile accusa lanciata dall’attuale sindaco meneghino al suo principale sfidante: di questo se ne stanno occupando praticamente tutti i media e gli opinionisti d’Italia, soprattutto a livello politico.

I fatti nudi e crudi: davanti alle telecamere di SkyTg24, in un confronto in stretto regime di par condicio – anche temporale - tra i due maggiori candidati a sindaco di Milano, Letizia Moratti (nell’ultimo spezzone a lei concesso, dunque in modo da non dare l’opportunità al contendente di rispondere per difendersi) ha accusato Pisapia di essere stato ritenuto responsabile dalla Corte d’Assise di un furto d’auto, reato poi estinto grazie a un’amnistia.

Quello che ha veramente dell’incredibile, dicevo, è che al primo cittadino di Milano si siano subito accodati i principali giornali d’area senza uno straccio di verifica, come prevederebbe quanto meno il codice deontologico del settore, e anzi rilanciando la versione morattiana amplificandola con la cassa di risonanza dei rispettivi siti web (e oggi delle prime pagine delle versioni in edicola, pur con qualche necessario distinguo).

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In prima fila, neanche a dirlo, il Giornale di Alessandro Sallusti, evidentemente non pago delle conseguenze nefaste (d’immagine e di organico) della tragicomica pantomima dell’affare-Boffo, datata solo pochi mesi fa, e deciso a ridare slancio a una campagna elettorale milanese un po’ appannata per il centro-destra. Questa versione dell’home page è durata, a dire il vero, solo qualche decina di minuti, salvo poi essere sostituita in fretta e furia con altre generiche accuse relative a presunte “cattive frequentazioni di gioventù” di Pisapia, nel tentativo di screditarlo come candidato non moderato.

Solo che, sfortunatamente per la redazione online, lo screenshot non mente e ha immortalato – potenzialmente per sempre – questo capolavoro di falsità e malafede giornalistica. Che inizia già dalla prima riga del titolo: “Pisapia-Moratti, volano i coltelli“. Poche parole che da una parte danno l’idea che si sia trattato di uno scambio reciproco di accuse (falso, come è noto l’unica è quella della Moratti) e dall’altro instillano il dubbio, con la semplice disposizione delle parole, che a cominciare il tutto sia stato il candidato della coalizione di centro-sinistra (altro falso, come si evince facilmente dal video di cui sopra).

Considerazioni deboli, obietterà qualcuno, dunque passiamo oltre, alla seconda riga del titolo: “Le carte danno ragione al sindaco“, ovvero alla Moratti. Altro falso, questa volta decisamente più grave e consistente, probabilmente ben saldo dentro i limiti della diffamazione. Sempre dal video di SkyTg24 si possono facilmente trascrivere le parole del primo cittadino uscente:

“[Pisapia, ndK] è stato dalla corte di Assise giudicato responsabile di un reato, il reato di furto di un veicolo che doveva essere un veicolo per il sequestro e il pestaggio di un giovane. Corte di Assise, sentenza della Corte di Assise. Giudicato responsabile e amnistiato. L’amnistia non è assoluzione

Dunque, per la Moratti, Pisapia sarebbe stato ritenuto colpevole del reato, poi amnistiato ma mai assolto del tutto. E, secondo il Giornale, “le carte danno ragione al sindaco”. Quali carte? Lo stesso Pisapia, sul suo sito elettorale, spazza via i dubbi sulla vicenda e pubblica i documenti originali in formato pdf, liberamente scaricabili e consultabili in modo che ognuno possa farsi un’idea diretta del reale svolgimento dei fatti.

Per i pigri, invece, questa è la sintesi: convinto della sua assoluta estraneità ai fatti, come un qualunque cittadino deciso a farsi riconoscere innocente fino in fondo senza usufruire di scorciatoie, Pisapia ha presentato – nonostante l’amnistia che, di fatto, lo liberava da qualsiasi eventuale pena – un appello contro la precedente sentenza.

L’appello, accolto dalla III Corte d’Assise d’Appello di Milano nel procedimento n.76 del 1985, ha assolto Giuliano Pisapia per non aver commesso il fatto. La sentenza recita infatti, alle pagine 1562 e 1563: “In conclusione non vi è prova – né vi sono apprezzabili indizi – di una partecipazione del Pisapia, sia pure solo sotto il profilo di un concorso morale, al fatto per il quale è stata elevata a suo carico l’imputazione di furto, dalla quale l’appellante va pertanto assolto per non aver commesso il fatto”. La sentenza di assoluzione con formula piena (all’epoca il codice penale prevedeva ancora la formula dubitativa dell’assoluzione per “insufficienza di prove”) è passata in giudicato ed è quindi da ritenersi definitiva.

(il sottotitolo, invece, meriterebbe un post a parte per l’involontaria comicità di quella formulazione “assolto solo in seguito“, come se un’assoluzione definitiva con formula piena non cancellasse di fatto le conclusioni dei gradi di giudizio precedenti. Solo che non c’è niente da ridere.)

Written by Kobayashi

maggio 12th, 2011 at 2:37 pm

Il Fatto Celentano

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Adriano Celentano, dopo la lettera-appello a favore dei referendum che già conquistò la prima pagina del Fatto Quotidiano e più di un giorno di discussione sui media e in Rete (“Vado a votare quattro volte Sì al referendum“), si è di nuovo schierato pubblicamente, questa volta in vista delle elezioni amministrative del 15 e 16 maggio a Milano, colonizzando con “La rivoluzione è nel voto. Sto con Pisapia, ma il futuro è 5 Stelle” sia la prima pagina del giornale di Padellaro e Travaglio

che la fascia d’apertura del relativo sito web, prendendosi per qualche ora le luci della ribalta e addirittura sopravanzando per ordine di importanza l’incredibile vicenda delle accuse rivolte da Letizia Moratti, attuale sindaco di Milano, allo sfidante di centro-sinistra Giuliano Pisapia durante un confronto televisivo davanti alle telecamere di Sky Tg24.

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(da uno spunto di Ungòrmite)

Written by Kobayashi

maggio 11th, 2011 at 7:28 pm