Kobayashi Blog

Giornalismo, social network e dinamiche della Rete

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EDU che?!

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(dal feed RSS di Youtube di oggi)

youtube_china

Written by Kobayashi

marzo 28th, 2009 at 4:42 pm

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La carica dei 1001

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L’inizio della fine. Quando di ritorno dalle vacanze invernali postai uno screenshot simile con oltre 500 messaggi da leggere, molti mi “rassicurarono” che non era niente al confronto dei loro feed reader, che arrivati a questo punto non si poteva che peggiorare: qualcuno si spinse a dire che c’era ben di peggio (come quando si arriva oltre i 1000 post non letti, e Google Reader smette di segnalare il numero esatto).

Io, terrorizzato solo all’idea, pensai che stessero esagerando, che magari era solo l’effetto delle vacanze passate quasi completamente offline ad aver accumulato tanta informazione arretrata: questo finché da qualche giorno non mi sono reso conto di essere stabilmente oltre il limite dei 1000+, dunque in piena crisi da information overload.

A questo punto, la guida che avevo progettato su “Come smaltire la coda del feed reader in modo intelligente” diventa di stringente attualità, prima di tutto per me stesso. Certo che anche tenere nel reader gente come Francesco Costa, che negli ultimi giorni tra le elezioni amministrative in Sardegna e le dimissioni – con conferenza stampa inclusa – di Walter Veltroni ha fatto una sorta di liveblogging davvero inusuale (un nuovo post per ogni concetto, per ogni aggiornamento dello spoglio elettorale, per ogni dichiarazione dell’ex segretario del Pd), non aiuta affatto.
:)

La comodità dell'ipertesto

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Sono giorni ormai che ho in testa di scrivere un post sull’insana abitudine che induce i media italiani, non appena l’occasione lo permette anche solo vagamente, a scagliarsi contro Facebook e le sue (presunte) distorsioni: i gruppi pro-mafia, i fan dello stupro, quelli che vorrebbero uccidere questo o quell’altro. Un manipolo di imbecilli, non c’è altro modo di etichettarli: e probabilmente molti di loro sono solo provocatori, o cercatori di fama a buon mercato, ma in ogni caso se anche fosse stiamo parlando di pochi, pochissimi casi a confronto di milioni di iscritti responsabili.

Giorni di letture e approfondimenti, poi dal feed esce qualcuno che scrive esattamente quello che avevi in mente, e sicuramente lo traduce in parole meglio di come avresti potuto fare tu. E allora ti chiedi: perché fare tanta fatica, quando su Internet ti basta un link?

Written by Kobayashi

gennaio 31st, 2009 at 1:17 am

Il duro "mestiere" del blogger al ritorno dalle vacanze

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Feste di Natale: tra parenti, pranzi in famiglia, cene tra amici e dormite ristoratrici che sembrano fare da semplice spartiacque tra un pasto e l’altro, il blog resta inesorabilmente sospeso in una calma irreale. Difficilmente sapremo essere attivi come durante il resto dell’anno: questo significa pochi post, spesso solo quelli accuratamente programmati prima delle ferie, e ancor meno commenti. Perché se è difficile ritagliarsi un momento per portare avanti il proprio spazio personale, lo è ancora di più trovare il tempo e lo stimolo per leggere e commentare quelli altrui: questo vale un po’ per tutti, blogstar incluse.

Poi magari ci si mettono le feste di fine anno, che questa volta per un benevolo incastro di calendario hanno creato insieme a quelle natalizie una sorta di ponte naturale che ha permesso a tanti di allungare il periodo di “dolce far niente” con qualche giorno supplementare di assoluto riposo dalle fatiche del 2008.

Ciononostante, però, il mondo va avanti anche senza di noi. Chi è rimasto a casa, chi ha dovuto lavorare anche durante le ferie degli altri, chi ha scelto di non concedersi particolari tregue dal posting: per un motivo o per l’altro, una discreta fetta di blogosfera non ha diminuito in modo così evidente la frequenza di produzione di nuovi contenuti, che inesorabilmente sono andati (per così dire) a intasare il nostro feed reader. Di conseguenza, al ritorno dalle meritate vacanze, può succedere che il fedele Google Reader appaia come nell’immagine sopra: pieno, pienissimo, incredibilmente saturo di nuovi post che si sono accumulati un giorno dopo l’altro tra i nostri luculliani ma ignari pasti natalizi.
Cosa fare allora? I possibili rimedi sono tanti: da quelli più drastici (ad esempio: segnare tutto come già letto) a quelli più indolenti (del tipo: far finta di non vedere quel numero così alto che ci chiama al nostro dovere, con la scusa della mancanza di tempo) fino a quelli che conciliano la lettura con la propria coscienza, ovverosia leggere un po’ di tutto ma senza prestarvi particolare attenzione con il solo fine di tagliare quanto più possibile la coda di articoli non letti.

La mia opinione è quella di sempre: non è detto che con le feste diminuisca la qualità dei post, quindi agendo grossolanamente sui post lasciati indietro (magari spaventati dalla quantità di materiale da visionare) si rischia di perdere informazioni o discussioni importanti. Certo: come si suol dire è uno sporco lavoro, ma qualcuno deve pur farlo. E quel qualcuno siamo noi, sempre e solo noi. Di sicuro ci malediremo per non aver mai reso operativo il sempre valido proposito di sfoltire le fonti di informazione che seguiamo via feed, mantenendo attive solo quelle davvero utili, ma ormai il “danno” è fatto e tanto vale trovare un criterio per salvare capra e cavoli. In parole povere occorre un metodo per visionare quanto più materiale possibile, nel tempo più breve possibile, recuperando dai post non ancora letti il maggior numero di informazioni interessanti a disposizione: nel frattempo, bisogna anche cercare di imparare quali fonti si sono rivelate davvero affidabili e concretamente d’aiuto per la nostra attività di blogger/lettore di blog – e contestualmente eliminare (o trovare un’altra modalità di fruizione extra-feed) le rimanenti, per ottimizzare al meglio la nostra esperienza di cacciatori di informazioni sul Web.

Written by Kobayashi

gennaio 5th, 2009 at 3:36 pm

L'alba di un nuovo blog

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Come preannunciato, eccoci qua. Cinque novembre duemilaotto: l’alba di un nuovo blog significa un altro piccolo/grande trasloco dopo quello di circa due mesi fa, operato l’altra volta per cause di forza maggiore e questa volta per una sopraggiunta crisi d’identità. L’esperimento del blog in versione beta può dichiararsi fallito, una piccola follia di mezza estate che è durata poco più della stagione a cui fa riferimento.

Ad un certo punto è stato fisiologico accorgersi di non poter essere un MaestroAlberto qualsiasi, senza peraltro averne assolutamente né la volontà né soprattutto il tempo e lo stile; e d’altra parte era anche d’obbligo dover ammettere a me stesso che ultimamente si andava avanti a scrivere pochi articoli veramente interessanti e invece tanti post quasi per “dovere di cronaca”, spinto più dall’impegno che mi ero ripromesso di profondere nel blog che da reale passione. Smettere o continuare? I risultati d’altro canto non sono stati poi così male; ma ad un certo punto ha prevalso la voglia di un progetto più radicato, di un taglio più personale, di un contributo più incisivo e utile per i lettori.
La miccia l’hanno accesa alcuni blog che ultimamente ho iniziato a leggere con più frequenza e partecipazione, che con le loro discussioni mi hanno provocato questa presa di coscienza: grazie!

(Ri)nasce così Kobayashi Blog, mantenendo lo stesso indirizzo e gli stessi Feed RSS ma cambiando decisamente il punto di vista da cui si origina il pensiero-prospettiva sul Web e su tutto quello che gira intorno ad esso, con particolare riguardo al mondo dei blog, dei nuovi media e della socialità via Internet.
Osservare, comprendere, condividere
: questi i tre fondamenti del “nuovo corso” del blog. Dunque, inevitabilmente, anche gli argomenti trattati saranno diversi e, si spera, più interessanti per tutti: per me da trattare e per voi da leggere, all’interno di quel tacito patto di complicità tra blogger e internauta che da sempre fa la fortuna di ogni blog che si possa definire tale.

Nuovo blog = nuova grafica: equazione quasi inevitabile, e difatti per chi ha bazzicato queste pagine il cambiamento del template del blog è evidente, seppur ampiamente incompleto. Di questo però parleremo più avanti, consapevole che la strada da fare è ancora tanta e le capacità personali in tal senso sono quelle che sono; ciononostante è comunque un discreto inizio, mi pare, anche se qualche conflitto tra me e il PHP ancora permane e credo di dover sacrificare ancora qualche ora di sonno per vincere l’ardua battaglia. Però la voglia di iniziare di nuovo era troppa, non potevo attendere di aver sistemato anche le minime piccolezze.

Sono comunque già da ora ben accetti commenti e critiche, segnalazioni di bug o broken links, auguri per la buona riuscita dell’avventura e quant’altro vi venga in mente!

PS: che fine farà tutto il lavoro prodotto finora? Qualcuno dei miei venticinque lettori mi ha chiesto notizie del vecchio progetto, che evidentemente qualcuno ha apprezzato se è arrivato a disturbarsi nel richiedere informazioni in merito. Dato che tutto sommato mi divertiva parecchio scovare nuovo materiale per quei post, rassicuro chi ne fosse interessato che nulla verrà perso, e anzi a breve ci sarà una piccola ulteriore novità: amanti di FLUEPS, non disperate! :)

Written by Kobayashi

novembre 6th, 2008 at 12:58 am

Se non ci si fida di FeedBurner

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I feed RSS, croce e delizia di ogni blogger. Croce quando i subscribers (così sono chiamati gli utenti che decidono di sottoscrivere questo sistema di “invio a domicilio” degli aggiornamenti circa i contenuti di un determinato spazio Web) si possono contare sulle dita di una mano, delizia quando il contatore degli iscritti comincia a restituire cifre a due, tre o addirittura quattro cifre. Esistono intere pagine di blog dedicate a come accaparrarsi un maggior numero di iscritti, come fidelizzarli, come fornire loro un contenuto soddisfacente ed eventualente come elargire degli extra esclusivi come bonus per la loro provata fedeltà.

Per farlo, ovviamente, bisogna avere a disposizione un servizio che, almeno a grandi linee, fornisca un colpo d’occhio generale sui subscribers del proprio blog e permetta di gestire adeguatamente la situazione: numero degli iscritti, fluttuazioni temporali delle iscrizioni, statistiche per individuare i picchi di accesso gli abissi di abbandono, magari qualche tool per massimizzare la nostra offerta di contenuti rendendola sempre più affascinante e gradevole per il lettore (questo ammettendo di bloggare per passione, perché se si parla di monetizzazione il discorso prende tutta un’altra piega).

Ma cosa succede se (apparentemente) non ci si può fidare del servizio che delinea le basi di partenza per la nostra azione di miglioramento del blog? Molti, credo, converranno con me che è perfettamente inutile sforzarsi di porre come priorità l’innalzamento qualitativo della proposta di contenuti tramite feed se gli iscritti sono solamento uno o due, soprattutto se si sa che questi pochi coraggiosi magari sono da ricercarsi tra gli amici più cari che, per modo diire, almeno inizialmente “ci fanno un favore” per tenere alta la nostra autostima. Ancora più frustrante, anzi per meglio dire spiazzante, vedere il proprio fornitore di statistiche sui feed (nel mio caso il celeberrimo FeedBurner, non certo l’ultimo arrivato) che di giorno in giorno presenta fluttuazioni numeriche degne dell’ottovolante di Gardaland. Non che i numeri di questo blog siano straordinariamente alti (forse un problema nella gestione delle piccole fluttuazioni?) ma veder passare nella stessa giornata i dati dei subscribers dalla doppia cifra allo zero, per poi tornare ad un altro valore (diverso da quello iniziale) il giorno dopo, pone degli interrogativi interessanti: FeedBurner funziona davvero? Quanto è veramente affidabile sui piccoli numeri? O forse sono i lettori del blog ad essere particolarmente schizofrenici?

Questa la sconsolante visione che saltuariamente (ma neanche tanto!) restituisce il mio account, per poi tornare in più o meno breve tempo ad una situazione più accettabile, e tuttavia mai uguale a quella precedente l’azzeramento inspiegabile dei contatori: perché va bene la passione, ma non si è veri blogger senza quella sana componente di egocentrica soddisfazione nel sapere che qualcuno, là fuori, ci legge per davvero.

PS: a proposito, già che ci siamo, se qualcuno vuole sottoscrivere il feed RSS di questo blog (per evidenti ragioni di studio sperimentale del problema eh, mica per altro!) lo può fare cliccando qui sopra.

Written by Kobayashi

settembre 27th, 2008 at 7:12 pm