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Fotodisastri: la Gazzetta di Parma scambia l’imitazione della Guzzanti per la vera Emma Marcegaglia
Imitatori sempre più bravi a ricreare i loro personaggi e photo editor (forse) un po’ troppo disattenti, un binomio a volte fatale. Dopo l’incredibile errore della Gazzetta del Mezzogiorno, che a dicembre utilizzò la foto-profilo di Facebook di un ragazzo che perse la vita in un incidente stradale a corredo del proprio articolo sul sinistro mortale (senza accorgersi, però, che l’immagine ritraeva Johnny Depp nel celebre film “Paura e delirio a Las Vegas”), ora a cadere in errore è stata un’altra Gazzetta, quella di Parma.
Nell’edizione cartacea di venerdì 6 aprile, infatti, in un articolo sullo scontro tra la numero uno dell’associazione degli industriali Emma Marcegaglia e il governo Monti sul tema della riforma del lavoro, il quotidiano parmigiano (per altro di proprietà proprio della locale Unione degli industriali) è stato indotto in errore e ha pubblicato – al posto di quella corretta – un’immagine dell’imitazione della leader di Confindustria interpretata dall’attrice comica Sabina Guzzanti all’interno della sua nuova trasmissione su La7 “Un due tre stella”.

(via Ciro Pellegrino su Facebook)
La gaffe non è sfuggita alla stessa Guzzanti, che su Twitter ha commentato ironicamente la svista del quotidiano ducale.
Ah ah ah visto la gazzata di parma… Lo prendo come un coplimentig…
— SabinaGuzzanti (@SabinaGuzzanti) Aprile 6, 2012
Il New York Times “stringe le maglie” del paywall: da aprile solo 10 articoli consultabili gratis dai non abbonati
All’incirca un anno fa il New York Times introduceva il cosiddetto paywall, un sistema di pagamento dei contenuti online che finora ha permesso ai lettori del quotidiano americano di consultare gratuitamente 20 articoli al mese prima di far scattare la richiesta di sottoscrizione di un abbonamento per avere pieno accesso ai contenuti giornalistici del sito web. Adesso, a 12 mesi di distanza, The New York Times Company ha deciso di dimezzare (a partire da aprile) il numero di pezzi disponibili gratuitamente per i non abbonati abbassando il limite a quota 10 articoli. Ad annunciarlo è stato il CEO della società proprietaria del giornale, Arthur Sulzberger Jr.

This change will strengthen our ability to continue providing the world’s most insightful and investigative reporting in journalism today, as well as support the ongoing development of digital innovations and apps that make The Times an experience you won’t find anywhere else.
Al raggiungimento della soglia massima dei 10 articoli concorrono non solo gli articoli veri e propri del sito ma anche i post dei blog ospitati da www.nytimes.com, le slideshow di foto, i video e tutti gli altri elementi multimediali del sito. Anche dopo aver superato il limite mensile, però, sarà possibile accedere ai contenuti del New York Times attraverso le segnalazioni sui social media (Facebook e Twitter in primis) e tramite i link di email, blog e motori di ricerca (anche se per alcuni di questi sarà posto un secondo limite di 5 ulteriori articoli al giorno oltre ai 10 mensili): in tutti questi casi, infatti, il paywall non scatterà nemmeno dopo aver consumato il bonus sui 30 giorni. La stessa cosa vale per la sezione Top News delle mobile apps del NYT, mentre per tutte le altre sezioni rimane valida la richiesta agli utenti di sottoscrivere un abbonamento.
Il New York Times, in combinazione con il sito web dell’International Herald Tribune, ha raggiunto fino a questo momento quota 454mila abbonati all’edizione digitale: in occasione dell’introduzione delle novità, il prossimo mese, sarà preparata un’offerta di lancio ad hoc per i nuovi abbonati, che potranno sottoscrivere un abbonamento unlimited access della durata di quattro settimane ai contenuti digitali del quotidiano al prezzo di 99 centesimi di dollaro.
Restyling Repubblica su Facebook: con la nuova timeline sul social network tutte le pietre miliari del quotidiano dal 1976 a oggi
La pagina Facebook di Repubblica cambia volto: approfittando del passaggio delle pagine del social network al sistema delle timeline, proprio come i profili dei singoli utenti, il quotidiano diretto da Ezio Mauro ha deciso di approfittare dell’occasione per un restyling della sua presenza sul sito biancoblù. Per farlo ha popolato la sua nuova timeline non solo con i classici aggiornamenti in tempo reale del quotidiano, ma anche ricostruendo un percorso nel passato per far rivivere ai propri fan su Facebook alcuni dei momenti più importanti della storia italiana e mondiale dal 1976, anno di fondazione di Repubblica, a oggi.

Per farlo ha utilizzato una selezione di prime pagine del giornale e fotografie che spaziano dal rapimento dello statista della Dc Aldo Moro alla tragedia americana dell’11 settembre, dalla morte di Enrico Berlinguer alla discesa in campo di Silvio Berlusconi fino alle pagine più recenti della storia nazionale e internazionale. Questo, promettono da Largo Fochetti, dovrebbe essere soltanto l’inizio: nelle intenzioni della redazione, infatti, dovrebbero essere man mano aggiunte sulla pagina Facebook altre pietre miliari direttamente riesumate dal vasto archivio del quotidiano. Ecco come appare, ad esempio, il momento in cui tutto ebbe inizio: era il 14 gennaio, correva l’anno 1976.

A gennaio sul podio delle viral news sul web Bbc, Huffington Post e Guardian
La società americana NewsWhip, che si occupa di monitare la diffusione delle notizie dei media attraverso i social network, ha prodotto un’infografica per mettere in ordine le 25 fonti di informazione più condivise nel mese di gennaio 2012 tra quelle che hanno ricevuto almeno 100 menzioni su Facebook e su Twitter, elaborando poi due distinte classifiche che, combinandosi tra loro, hanno a loro volta originato la graduatoria finale delle fonti di viral news più rilevanti su Internet.
Alla fine, a spuntarla complessivamente, è stata la Bbc (prima nella classifica di Twitter e seconda in quella di Facebook), seguita dall’Huffington Post (quarto nella classifica di Twitter e primo in quella di Facebook) e dal Guardian (secondo nella classifica di Twitter e terzo in quella di Facebook).


Importante anche la precisazione contenuta in fondo all’infografica: il monitoraggio comprende soltanto fonti in lingua inglese, gratuite e non protette da paywall, escludendo in questo modo colossi dell’informazione globale come New York Times, Wall Street Journal e Financial Times.
La curiosità, invece, è data da come i tre soggetti editoriali hanno raggiunto il podio: mentre il terzo posto dell’inglese Guardian è stato possibile grazie a una diffusione pressoché simile delle sue storie su Twitter e su Facebook (rispettivamente 1149 e 1130 elementi condivisi) non si può dire lo stesso per le prime due piazze. L’Huffington Post, infatti, ha potuto contare molto sul supporto di Facebook (2267 storie a 895) mentre viceversa il successo della Bbc si è fondato principalmente sui tweet (2621 storie a 1361).
(infografica completa su The top 25 most viral news sources on Facebook and Twitter | NewsWhip Blog – analisi più approfondita su Il Giornalaio)
Social media curation in punta di dita con Storify per iPad
Negli ultimi mesi è stata crescente la popolarità di Storify, la piattaforma online di social media curation che permette a chiunque di creare narrazioni usando elementi multimediali (foto, video, tweet) per ricostruire una storia e raccontarla ai propri follower rimettendo insieme, come in un puzzle, tutti i pezzi di informazione sparsi in giro per la rete dagli utenti del web selezionando quelli più autorevoli o funzionali alla storia che si intende raccontare.

Le possibilità di storytelling, da ora, si fanno ancora più estese grazie alla nuova app di Storify per iPad (da scaricare gratuitamente sull’App Store) che consentirà – è proprio il caso di dirlo – di remixare in punta di dita le unità informative tratte dai maggior social network del momento (Twitter, Facebook, Flickr, Instagram, YouTube) per realizzare una social story veramente “on the go”.
L’Unità si rinnova online (ma si affanna a rincorrere i concorrenti più prestigiosi)
Il 25 gennaio 1995 L’Unità annunciava il suo storico sbarco sul web con la nascita della versione online della testata. Ora, a 17 anni da quel giorno, il giornale fondato da Antonio Gramsci si è rinnovato presentando la nuova impostazione della sua homepage.


Tre le aree principali del nuovo sito. In primo piano, sotto la notizia del giorno, la colonna dell’informazione tradizionale, con titoli più proporzionati e ordinati gerarchicamente, sommari e link più esaustivi e foto panoramiche, è stata collocata sulla sinistra della pagina ed è stata arricchita con la possibilità di condividere gli articoli sui social network più importanti. Tra le novità del sito, inoltre, quella di poter ascoltare ogni pezzo in formato audio letto da una voce automatica, sul modello già introdotto in passato dal Corriere della Sera. In questo caso, in aggiunta, è possibile anche salvare l’audio di ogni articolo in formato Mp3 per riascoltarlo successivamente.
La colonna centrale, invece, è quella dedicata alla ComUnità, la community del giornale: una sezione di confronto, dialogo e approfondimento che ospita oltre un centinaio tra blogger, scrittori e commentatori ma che si prepara a dare spazio anche ai semplici lettori, che potranno non solo leggere e commentare i post altrui ma anche aprire un proprio blog all’interno della piattaforma YouBlog. Una possibilità interessante che ricalca, nemmeno troppo lontananente, l’intuizione avuta qualche anno fa dal sito di informazione americano Huffington Post.
La terza colonna, quella sulla destra della pagina, è invece quasi del tutto dedicata alla multimedialità e alla condivisione dei contenuti. Spazio, dunque, ai social network – in particolare a Facebook (più di 167mila “mi piace”) e Twitter (oltre 16.700 follower), che dispongono ora di un ampio box ciascuno contenenti rispettivamente gli articoli più condivisi e il flusso di link e hashtag dell’account del quotidiano – ma anche a tutti quei contenuti non testuali come foto e video.
Da una parte foto del giorno e photogallery, dall’altra videorubriche (come ad esempio il “Punto della giornata” firmato dal direttore Claudio Sardo) e dirette live degli eventi del momento per comporre un vero e proprio palinsesto video sulla scia dei siti di informazione più avanti in tal senso, Corriere e Repubblica in primis. Sempre sul fronte video, inoltre, la redazione ha annunciato l’imminente lancio di una video-rubrica settimanale curata dallo stesso Sardo in cui il direttore dell’Unità dialogherà direttamente con i lettori rispondendo alle loro domande. Tutti i contributi video, inoltre, saranno caricati sul canale YouTube del giornale per essere consultati anche in differita.
Non mancano, infine, i riferimenti per leggere il quotidiano bianco, nero e rosso in mobilità: i link all’applicazione per iPhone e quella per iPad, infatti, campeggiano in bella vista in home page per dare al lettore assiduo la possibilità di essere sempre connessi all’Unità anche senza un pc o un netbook a portata di mano.
CNN si compra l’app iPad Zite per 20 milioni di dollari
Inserisci l’username di Twitter e le credenziali dell’account Facebook, autorizzi l’accesso all’applicazione et voilà, sull’iPad si compone un magazine personalizzato popolato dai contenuti automaticamente estrapolati dai nostri stream sociali (tra cui anche Google Reader e Flickr).
Funziona così a grandi linee Zite, app dell’anno 2010 per il tablet di Cupertino che tanti possessori del gioiellino Apple hanno imparato a conoscere e apprezzare – assieme a FlipBoard – per le sue qualità estetiche e di autoapprendimento: se da un lato l’app correda gli articoli con video e foto ad alta definizione e rende sfogliabili le pagine come in un vero magazine cartaceo, infatti, dall’altro è capace di perfezionare clic dopo clic l’esperienza del proprio possessore tenendo conto del tipo e della lunghezza dei contenuti letti, dei tempi di lettura dei singoli pezzi e del genere di storie dalle quali l’utente si tiene alla larga.

Ebbene, la CNN si è comprata l’app (e la tecnologia che la controlla) per 20 milioni di dollari.