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Twitter BlackBird Pie, il plugin WordPress che importa i tweet nel blog come un copia/incolla
Quante volte è capitato di voler “fotografare” un tweet per inserirlo in un post del proprio blog, ma di essere poi scoraggiati dai troppi passaggi necessari per compiere tale operazione? Andare sulla pagina di Twitter, aprire un software per catturare della schermata, salvare ed editare il ritaglio così ottenuto, caricare il file sul server e inserirlo all’interno di un nuovo articolo: un po’ eccessivo, no?
La soluzione però esiste e si chiama Twitter BlackBird Pie, un plugin per WordPress (da oggi migliorato e inserito di default anche su tutti i blog del network WordPress.com) che, tramite l’aggiunta di un pulsante apposito all’editor TinyMce della piattaforma di blogging, consente di trasformare l’Url di ciascun tweet (o il suo ID) in una rappresentazione del messaggino da 140 caratteri proprio come se fosse stato preso e importato uno screenshot della pagina che lo contiene (tanto che viene mantenuto addirittura lo sfondo originale impostato nell’account dell’autore). In due parole: un vero e proprio embedded tweet.
(c’è ancora più di qualche margine di miglioramento per il plugin da installare sui blog WP self-hosted, mentre la versione sviluppata per WordPress.com promette di essere decisamente accurata)
Il plugin, che supporta anche caratteri non latini, riporta la data del momento in cui il tweet è stato pubblicato, proprio come se si fosse appunto su Twitter.com, e mantiene i link attivi di url, hashtag e username (@mentions) eventualmente presenti nel corpo del testo. In alternativa al tasto di BlackBird Pie si può inserire manualmente lo shortcode nella sezione Html dell’editor di WordPress nelle due possibili versioni [ blackbirdpie id="ID" ] o [ blackbirdpie url="URL" ] – senza gli spazi prima e dopo le parentesi quadre.
WordPress 3.0 in italiano
Quando un sostanzioso team di ben due persone traduce l’intera nuova versione (la 3.0, detta Thelonious) della piattaforma online dove gira questa baracca, il minimo che si può fare è iniziare il post con un ringraziamento: e allora grazie SteveAgl – fondatore di WordPress Italy – e grazie wolly, che assieme hanno messo mano a qualcosa come 3123 stringhe di testo da tradurre – smazzandosi il lungo e (immagino) anche un po’ noioso lavoraccio – per dare alla luce la versione italiana di WP 3.0, disponibile direttamente dalla bacheca del blog per le versioni superiori alla 2.8 o anche direttamente sul sito come file da scaricare e uploadare manualmente via ftp.
Il pacchetto contenente la traduzione italiana consta di due file di lingua, uno per la versione “single blog” e l’altra per la versione multisito di WordPress. Non tutti, però, per necessità o pigrizia riescono a o decidono di mantenere il proprio blog alla versione attualmente più recente di WordPress: per questo motivo, assieme al rilascio della versione 3.0 tradotta in italiano, è online anche una pagina dove è possibile per il download di tutti i pacchetti di traduzione distribuiti dalla versione 2.5.1 in poi.
Seconda chanche per Google Wave: aperto a tutti, ma l’onda non convince ancora
Tanto buzz (con la minuscola) ma poca concretezza: così era affondato a suo tempo Google Wave, annunciato in pompa magna e lanciato dagli strateghi di Mountain View con l’intrigante modalità degli inviti limitati, che per giorni aveva fatto ribollire la blogosfera e i social network con la spasmodica ricerca dell’agognato pass d’ingresso alla nuova meraviglia partorita da zio G.
O, per meglio dire, presunta: perché poi, dopo aver passato brillantemente l’esame dell’hype, all’atto della prova pratica il nuovo servizio si è rivelato senz’anima, più fondato sull’effetto-novità che su un reale valore aggiunto per l’utente, e si è perso tra i problemi di eccessiva lentezza e la presunzione di voler diventare il sostitutivo unico di email, chat e social network.

Così, dopo il boom iniziale, pian piano il progetto è stato abbandonato anche dagli entusiasti della prima ora: per rilanciarlo Google ha pensato quindi di aprirlo a tutti mettendo da parte il sistema degli inviti e passando ad un approccio più aperto.
Con delle modifiche, naturalmente: è stata introdotta la galleria delle estensioni dove poter trovare add-on in stile Firefox o Chrome; ci sono i robots API v2 and the Active Robots API per una migliore integrazione dello strumento con sistemi esterni; è stato introdotto poi l’accesso anonimo in sola lettura per le Wave embedded, ovvero le Wave si potranno inserire in siti esterni (come i blog) per permettere ai propri lettori di leggere senza intervenire nella modifica della Wave stessa. Non solo: a livello meno tecnico ma più vicino all’esperienza dell’utente sono state aggiunte le notifiche email quando qualcosa viene modificato nella wave, un sistema di navigazione facilitato per le sole parti non ancora lette di ogni wave, la possibilità di rimuovere eventuali contatti aggiunti per errore.
Google stessa ammette il flop ma chiama a raccolta i suoi fan per dare una seconda chance a Wave:
If you tried Google Wave out a while ago, and found it not quite ready for real use, now is a good time to come back for a second try. Wave is much faster and much more stable than when we began the preview, and we have worked hard to make Wave easier to use
Per aiutare la rinascita di Wave ci si può appoggiare anche all’inventiva degli utenti: è disponibile infatti un’estensione Firefox che agisce da notifier, con un’icona sulla barra inferiore del browser Mozilla che segnala la presenza di nuovi messaggi in entrata sulle Wave a cui si sta partecipando; e non si può non citare anche Wavr, il plugin per WordPress che permette di inserire sul proprio blog una Wave in modalità embed con una semplice stringa di codice del tipo[wave id="XXXXXXXXX"].
Quelli che aspettano…WordPress 2.9
Grande attesa per il prossimo arrivo di WordPress 2.9, per la quale sono state annunciate succose novità: se la versione 2.8 infatti è stata un passaggio intermedio ma necessario per stabilizzare il CMS sui cui poggiano milioni di blog in tutto il mondo, la nuova uscita dovrebbe comportare l’aggiunta di un discreto numero di interessanti funzionalità extra che non mancheranno, secondo le prime indiscrezioni, di soddisfare molti utenti WP e facilitarne la vita tramite la semplificazione di alcuni passaggi del processo di creazione di un nuovo post.
La mia personale classifica, basata sulla frequenza con la quale (presumibilmente) utilizzerò queste nuove opzioni e sul tempo che mi risparmieranno rispetto al passato, prevede il seguente podio:
Modifica delle immagini
Da questa release sarà possibile caricare sul pannello di amministrazione del blog immagini non necessariamente perfette, dal momento che la piattaforma di blogging metterà a disposizione uno strumento per compiere alcune modifiche di base (tagliare, ruotare, ridimensionare, “specchiare”) anche dopo l’upload su WordPress
Utilità: molto alta
Risparmio di tempo: medio
Aspettative personali: molto alte
Aggiornamento automatico multiplo dei plugin
Quante volte è successo di entrare nella propria dashboard e accorgersi che, rispetto all’ultimo login effettuato, bisogna aggiornare manualmente sette-otto plugin per stare al passo con le novità degli sviluppatori? Niente più situazioni del genere: dal menu apposito della versione in arrivo si potranno (finalmente!) aggiornare con un singolo click tutti i plugin che necessitano di tale operazione
Utilità: estrema
Risparmio di tempo: molto elevato
Aspettative personali: “non vedo l’ora!”
oEmbed
Dall’avvento di WordPress 2.9, tramite oEmbed, cambia anche il modo di inserire foto e video di servizi esterni nel proprio blog: utilizzando le funzioni del nuovo uploader, infatti, sarà sufficiente inserire con un copia/incolla il link Flickr o Youtube (per fare un esempio, ma sono supportati anche molti altri servizi: Blip, Hulu, Google Video, DailyMotion) per otterere automaticamente l’embed dell’elemento da importare
Utilità: media – non uso moltissimo i video, e il link embed di Youtube è semplice e personalizzabile
Risparmio di tempo: da verificare
Aspettative personali: basse
Fuori dal mio personalissimo podio – ma solo perché non mi è mai accaduto di dover ripristinare un post eliminato per errore – si classifica la quarta novità di WP 2.9, il cestino: proprio come se fossimo sul desktop del nostro pc, infatti, ogni elemento cancellato (un post, una pagina, un commento) non sarà più perso per sempre ma sarà appunto spostato nel “cestino WordPress” e diventerà quindi recuperabile con pochissimo sforzo, evitando così il ricorso a vecchi backup con un notevole risparmio di tempo.
Di Intense Debate, commenti e paura del cambiamento

La prima nota è di servizio: sono riaperti i commenti. Cosa era successo? Non è che mi stessi wittgensteinizzando, ma semplicemente nel passaggio alla versione 2.8.4 di WordPress si sono volatilizzati tutti i commenti inviati dall’apertura di questo blog ad oggi e allo stesso tempo è sparita nel nulla la possibilità di commentare i nuovi post.
Dopo qualche ricerca ho scoperto che il tema che sto utilizzando – Ikarus White con qualche mia personalizzazione – non è più sviluppato dal suo creatore (non è dato sapere se temporaneamente o definitivamente, ma propendo per quest’ultima soluzione), per cui qualche novità introdotta nella recente versione della piattaforma di Automattic deve aver fatto scattare un errore in un punto del codice che ha causato la chiusura in automatico dei commenti a tutti gli articoli. Al momento non sembra esserci soluzione al problema se non passare ad un altro metodo: per cui, messo da parte il caro sistema WP, mi sono deciso a installare il plugin di Intense Debate.
Perché paura del cambiamento? Perché l’utile sistema di gestione degli interventi degli utenti era già stato sul punto di prendere il sopravvento qualche tempo fa, quando ancora all’orizzonte non si profilava l’inaspettato buio di interazione degli ultimi 30-40 giorni; ma allora preferii non lasciare il vecchio usato sicuro per il nuovo che avanza, una decisione probabilmente sbagliata col senno di poi – o quantomeno affrettata. Intense Debate, seppur attivo da pochissimi giorni, si sta già rivelando utilissimo grazie al buon livello di impostazioni per la moderazione, l’approvazione e la modifica dei commenti in arrivo: ‘accattatevillo!
Subscribe to Comments su WordPress.com!
A dire il vero la notizia non è proprio fresca fresca, ma avendo un’installazione di WordPress su dominio personale me ne sono accorto solo recentemente: da circa un mese lo straordinario plugin Subscribe to Comments è stato implementato in tutti i blog di WordPress.com, la piattaforma che consente di usufruire del popolare CMS anche senza avere un hosting dedicato.

Ho parlato abbondantemente dei grandi vantaggi (per il proprietario di un blog ma soprattutto per i suoi lettori) di questo plugin, tanto da avergli dedicato un’apposita pagina riassuntiva di tutti i post scritti al riguardo.
Il plugin Subscribe to Comments inserisce, come si vede in figura, un checkbox al termine del form dei commenti che consente, se selezionato dall’utente, di rimanere aggiornati costantemente sull’evoluzione della discussione creatasi su quel particolare post a cui ci si è “iscritti”.
Una volta pubblicato il proprio commento, previa selezione della casellina bianca che si vede in figura (la dicitura a fianco è modificabile a piacere dal proprietario del blog, per cui può cambiare da un blog all’altro), il plugin provvederà in automatico ad avvisare l’utente-commentatore sulla presenza di nuovi interventi pubblicati successivamente in risposta al post a cui ci si è iscritti.
Rilasciata la versione 2.7.1 di WordPress
Dlin dlon, informazione di servizio: è stata rilasciata la versione 2.7.1 di WordPress, la prima release dopo il lancio di WordPress 2.7 “Coltrane”, che tra l’altro ha già fatto registrare quasi 2 milioni di download. La versione appena resa disponibile conta sulla correzione di 68 fix rispetto alla configurazione del ramo 2.7 originale, e si può anche implementare con un solo clic attraverso la nuova funzione di update automatico (in pieno stile “aggiornamento dei plugin”) introdotta recentemente dal team di sviluppo della piattaforma di blogging: in alternativa, si può scaricare il pacchetto .zip del CMS e procedere al caricamento manuale dei files via FTP sul proprio spazio web.

