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Archive for the ‘Calcio’ Category

Poi dicono della Gazza

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Spesso, in Italia, la Gazzetta dello Sport viene accusata di essere eccessivamente centrata sul mondo del calcio a discapito degli sport ingiustamente considerati “minori”. Ecco come si presenta il sito di Marca – l’equivalente spagnolo della Rosea – nel giorno che segue l’infuocata semifinale di Champions League tra Real Madrid e Barcellona.

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aprile 28th, 2011 at 1:31 pm

La Gazza si internazionalizza con Extra Time, l’inserto settimanale sul calcio estero

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E’ arrivata prima Repubblica, che con il nuovo anno aveva annunciato ai suoi lettori la nascita dell’inserto settimanale Repubblica Sport, 16 pagine in edicola ogni lunedì all’interno del quotidiano per rinforzare la corposa sezione sportiva post-weekend; ma la Rosea non è stata certo a guardare. In una sorta di sfida a distanza, infatti, la Gazzetta dello Sport lancia da martedì 18 gennaio l’operazione Extra Time, un inserto di 16 pagine pubblicato tutti i martedì e dedicato interamente al calcio estero: naturalmente con un occhio di riguardo alle più importanti leghe europee (la Liga spagnola, la Premiership inglese, la Bundesliga tedesca) ma prestando grande attenzione anche ai campionati considerati minori – come la Ligue 1 francese – o ai tornei extraeuropei, ad esempio quelli brasiliani e argentini.

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Il nuovo progetto editoriale, che nel primo numero offrirà la sua copertina a Mario Balotelli, è stato presentato da Stefano Cantalupi in un video di GazzettaTv.

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gennaio 17th, 2011 at 6:48 pm

La Gazzetta su Italia-Serbia: quando si dice una prima pagina efficace

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Tante, troppe volte mi viene più facile criticare l’impostazione dei giornali piuttosto che applaudire qualche loro aspetto, ma la prima pagina dell’uscita odierna de La Gazzetta dello Sport si presta bene a questo secondo tipo di approccio: dura e d’impatto, tutta giocata sui toni del rosso e del nero, parla “alla pancia” della gente senza però essere troppo offensiva o demagogica come letto su altri quotidiani (sportivi o non) di questo mercoledì 13 ottobre post-guerriglia.

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Cavalca la prevedibile indignazione della gente senza scadere nella banalità, senza inneggiare alla “guerra santa” o alla “punizione esemplare” come visto fare più volte sui social network anche da persone che avrei ritenuto insospettabili in tal senso.

Detto questo Italia-Serbia doveva essere una partita di calcio, invece queste “bestie” l’hanno trasformata in prova di forza, rivendicazione politica, contestazione becera. Ovvero tutto quello che NON è calcio, non è sport, non è tifo. E dietro a questi scellerati il tifoso medio, preda dei suoi più bassi istinti vendicativi direttamente sulla poltrona di casa sua, si è scatenato inseguendo da dietro una tastiera gli abissi della follia di questo uomo grosso e nero, coperto da un passamontagna, diventato icona negativa dell’irreale serata genovese sulla prima pagina di tutti i quotidiani nazionali.

Non so quanti appelli alla violenza ho letto in pochi minuti su Twitter, Facebook e FriendFeed, quanti “avrebbero fatto bene a sparare”, quanti si sono esaltati nel vedere finalmente le manganellate della polizia e il sangue dei feriti, senza contare le allusioni razziste più o meno velate lette tra le righe di alcuni commenti. Non c’è niente da fare, la bestialità attira l’altra faccia di sé in una reazione uguale e contraria, come due poli opposti di un magnete.

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ottobre 13th, 2010 at 3:29 pm

Follia Youtube: sui video di Sudafrica 2010 spunta il tasto “Vuvuzela”

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L’immagine parla da sé: seguendo la moda del momento, Youtube ha deciso di implementare (sui video relativi all’evento calcistico attualmente in svolgimento in Sudafrica) un tasto sulla parte inferiore destra del player che, una volta premuto, sovrapporrà all’audio originale del filmato che stiamo osservando il suono delle ormai celebri vuvuzelas.

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giugno 25th, 2010 at 11:39 am

Come passano in fretta quattro anni

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giugno 25th, 2010 at 9:56 am

Italia-Slovacchia 2:3 – La disfatta azzurra sulla stampa (web) italiana

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Non c’è molto da aggiungere dopo l’eliminazione dell’Italia come ultima classificata in un girone dei Mondiali nel quale figuravano Paraguay, Slovacchia e Nuova Zelanda. Una disfatta senza attenuanti ma con molte spiegazioni, e quasi nessuna fa onore agli Azzurri ormai ex-campioni del mondo. Vergogna, naufragio, disastro: sono numerose le parole che rendono bene le dimensioni dell’amaro fallimento della spedizione sudafricana, ma spesso una foto vale più di tanti discorsi.

Le pedine italiane in ginocchio, per terra, con le mani nei capelli o sporcate dalle lacrime sono una degna raffigurazione dell’Italia pallonara, ferita e umiliata nell’orgoglio di detentrice del titolo; quell’Italia ora soltanto speranzosa – ed è l’ultima cosa rimasta dopo questo assurdo campionato del mondo – in un futuro migliore.

(alcuni ritagli dal FF di Napolux)

Tutti i gol dei Mondiali di Sudafrica 2010 in 3D sul Corriere

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Non è certo al livello del calendario interattivo di Marca, né dell’interessantissimo e originale esperimento World Cup Match Replay del Guardian, né ancora alle meraviglie del blog Goal del New York Times, ma almeno va dato merito al Corriere di averci provato.

Neanche con risultati tanto malvagi, perché se è vero che non si può certo affermare che guardare le azioni in quel modo sia la stessa cosa che gustarsi gli highlight della partita in HD su qualche canale satellitare, è anche vero che per chi non ha a disposizione nient’altro che un computer (o un cellulare) e una connessione a Internet l’idea del Corriere di diffondere brevi animazioni tridimensionali delle reti segnate durante la competizione può rappresentare a volte l’unico modo per rendersi conto, almeno a grandi linee, dell’andamento di una partita che non è stato possibile seguire in diretta.

La realizzazione dei mini-filmati non è affatto di scarso livello, con replay da diverse angolazioni e con tanto di nomi dei giocatori scritti sotto le rappresentazioni digitali degli stessi, come tante volte siamo stati abiutuati a vedere in Fifa o in Pro Evolution Soccer. Le ricostruzioni, della durata di 30-40 secondi, sono abbastanza realistiche e comprendono tutti (compreso l’arbitro) i protagonisti in gioco: non solo quelli che materialmente hanno costruito l’azione vincente ma anche ad esempio i compagni che hanno effettuato i movimenti offensivi o i difensori che hanno tentato di impedire la rete.

Written by Kobayashi

giugno 14th, 2010 at 6:54 pm