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Il cannibalismo di Internet: l’accentramento dei contenuti

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Alla conferenza Google I/O 2010,  il più importante evento dedicato agli sviluppatori Google in svolgimento a San Francisco, la società di Mountain View ha presentato i risultati di una ricerca Forrester relativa al quantitativo di tempo speso quotidianamente dalle persone su alcuni dei mezzi di informazione più diffusi, e in particolare come la percentuale assegnata ai diversi media sia cambiata nel tempo, tra il 2004 e il 2009.

Il grafico mostra impietosamente il cannibalismo di Internet (+117% in 5 anni) ai danni delle altre opzioni indagate: se la tv dimostra di saper mantenere un’attrattività costante nel tempo, è anche vero che i magazine accusano un calo del 6% e che giornali e radio sono in caduta libera con flessioni rispettivamente del 17 e 18%.

Sorpresi? Non più di tanto. Primo perché in quasi tutte le statistiche è facile “aggiustare” la percezione del risultato (anche senza necessariamente falsare le risposte) semplicemente andando a scegliere sapientemente quali dati valorizzare di più per costruire le conclusioni, e non c’è dubbio che per Google sia utile portare acqua al suo mulino mostrando una sovraesposizione di Internet rispetto a radio, tv e giornali. Ad esempio: nella colonna della televisione è stata inclusa anche la percentuale di quella via satellite o no?

Secondo, la tecnologia di Internet sta portando a una centralizzazione nella fruizione di contenuti. Tutto in uno, se la qualità non scade in modo eccessivo, è una formula che è apprezzata per l’estrema comodità. Forse, tra qualche anno, alcune delle barre mostrate dal grafico non esisteranno nemmeno più come le conosciamo oggi, o quanto meno proseguiranno la loro inesorabile discesa in terreno negativo. Non è che non si guardi più la tv o non si ascolti più la radio, né che non si leggano più giornali: si tratta solo di un cambio di modalità, per cui ad esempio gli stessi contenuti ai quali un tempo si accedeva tramite i rispettivi mezzi di comunicazione adesso sono accessibili tramite la rete.

Si pensi solo alle serie televisive, che dal piccolo schermo sono passate allo streaming; alle radio, che dagli apparecchi analogici sono passati anche alla diffusione con tecnologia digitale sul web; ai quotidiani e alle riviste, che alle versioni online stanno affiancando quelle specifiche per dispositivi mobili (smartphone, e-book reader, iPad): tutte innovazioni che permettono infinite nuove combinazioni nella rielaborazione dei contenuti e la possibilità di aumentare in modo esponenziale l’audience (e il target) potenzialmente raggiungibile.

Maggior accessibilità, maggior interazione, maggior portabilità: tre caratteristiche (più, spesso, una quarta non meno importante: gratuità) che fanno la differenza.

(Photo credit)

Written by Kobayashi

maggio 20th, 2010 at 8:31 am

Abbassare i toni / 2

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Written by Kobayashi

dicembre 15th, 2009 at 5:59 pm