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Non ditelo a Camillo!
Non può aspettare domenica: Michael Jackson 1958 – 2009
Se avessi un tumblr l’avrei postato lì sopra (e forse sarebbe il caso di crearmene uno), fatto sta che questa non può aspettare la rubrica Sunday Creativity.

L'inevitabile segno dei tempi / 2

Nel film Transformers 2 – La vendetta del caduto, ad un certo punto, durante la solita scena all’interno del segretissimo comando militare in fibrillazione per proteggere gli Stati Uniti e il mondo intero dalla minaccia esterna, uno dei comandanti nomina distintamente – testuali parole – “il presidente Obama“.
(che, secondo un blog, apparirebbe anche in un fotogramma del film – ma sinceramente, in mezzo a tutti quei combattimenti, non me ne sono accorto)
Su Youtube la "coda lunga" della morte di Michael Jackson
La morte di Michael Jackson ha stravolto l’agenda setting (se così si può chiamare) della comunicazione sociale in rete. Per giorni non si è parlato d’altro: discussioni su tutti i social network, commemorazioni e tributi, e anche una manciata di irriverente humour (non da tutti apprezzato, a giudicare dai commenti) in un’esplosione di bit e polemiche sulla precoce dipartita di MJ.
Anche Youtube non è voluta essere da meno: durante il weekend ha fatto uscire in homepage una sezione apposita per ricordare il contrastato cantante americano.

Ma quello che più mi colpisce, in casi come questi, è l’escalation quasi incontrollata del social buzz sui media tradizionali e su Internet. Capisco il clamore mediatico, per quanto forse eccessivo rispetto ad altri fenomeni che stanno accadendo in questi giorni nel mondo, e comprendo l’occasione che – soprattutto per quanto riguarda le televisioni – si intravede di poter “costruire” una telenovela a puntate sulla morte di MJ dotata di tutti gli optional del caso (il mistero, la doppia autopsia, i debiti, l’eredità, l’affidamento dei figli). Ma quello è il loro lavoro e, per quanto potrebbe essere svolto secondo una professionalità più “etica” del mestiere, comprendo come un’opportunità del genere – da un certo punto di vista – non possa “andare sprecata”.
Non capisco invece quelle persone che, intervistate da qualche solerte giornalista nei negozi di dischi, dichiarano di voler acquistare (o di averlo appena fatto) qualche cd/dvd o qualche memorabilia del defunto MJ: come se il valore della musica valesse di più dopo la morte dell’artista che l’ha prodotta, o suonasse in modo diverso da prima. E non capisco neppure il motivo, ma sono cosciente del meccanismo (in?)conscio che ne sta alla base, per cui – nonostante MJ sia stato senza dubbio un best-seller di vendita per anni – dopo la sua scomparsa la moda del momento sia diventata la corsa alla santificazione/al recupero della sua immagine ultimamente parecchio sbiadita.
Si veda ad esempio come la stessa homepage di Youtube questa mattina, seppur non presenti più il tributo dello scorso weekend, sia ugualmente invasa da persone che stanno visualizzando in massa i video del fu Michael Jackson: non sono forse gli stessi video che sono sul portale da anni?!?

