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LinkedIn, 100 milioni di professionisti in rete (sociale)
Non potrà vantare i numeri di Facebook, e nemmeno quelli di Twitter, ma raggiungere i 100 milioni di utenti a soli 8 anni di vita non dev’essere stato un traguardo semplice per LinkedIn, il social network professionale più diffuso del mondo: presente in 50 nazioni, con un ritmo di crescita di quasi 3 milioni di nuovi iscritti al mese (in media il 44% negli Stati Uniti, il 56% nel resto del mondo), il sito si sta espandendo a gran velocità soprattutto in Brasile – dove ha registrato un incremento annuo del 428%, in Messico, in India e in Francia.
Qualche altra statistica? Sul social network prevale la presenza maschile (59% contro il 41% di donne) e le fasce d’età più giovani, quelle tra i 25 e i 34 anni e quella degli under55. I settori più rappresentati? Hi-tech (17%), finanza (14%) e manifattura (10%). Non male nemmeno i dati sull’Italia, dove Linkedin ha catturato l’attenzione (e il curriculum vitae) di un milione e 700 mila persone: un network giovane, se è vero che gli over55 sono soltanto il 4%.
Vincenzo Cosenza, in arte Vincos, che già si era divertito a creare la mappa italiana di Facebook e la cartina mondiale del social network, deve averci preso gusto e così, per celebrare la milestone a tripla cifra, ha realizzato un’altra delle sue belle infografiche dal titolo “The State of Linkedin“.
Su LinkedIn solo il 3,3% degli utenti Usa lavora nel settore “Media”
LinkedIn, il social network rivolto al mondo dei professionisti, ha raggiunto a inizio 2011 la cifra tonda di 100 milioni di iscritti, di cui oltre 10 in Europa e con un incremento stimato di un nuovo membro al secondo. Il Facebook dei manager, come l’ha definito Repubblica in un suo articolo, permette all’utente di mantenersi in contatto con la propria rete sociale lavorativa e di instaurare nuove conoscenze e legami professionali all’interno di quell’ambito.
Come ogni social network che si rispetti, inoltre, consente di completare il profilo con informazioni personali: è così che, grazie all’infografica messa a punto da Gigya con dati relativi al nord America tratti dalla piattaforma LinkedIn Ad, si può avere una panoramica sugli aspetti sociali e demografici degli utenti a stelle e strisce. In prevalenza uomini (55%) rispetto alle donne, e in sostanziale parità tra under 35 (49%) e over 35 (51%), solo il 3,3% dichiara di lavorare nel settore dei media.
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Social Media High School Yearbook “Class of 2011″, ecco l’annuario dei social media
Se c’è una cosa che quelli di FlowTown sanno fare molto bene… beh, questa è sicuramente la parte dedicata all’infografica. Che la tematica da cui essa prende spunto sia seria oppure più scherzosa, raramente i lavori della piattaforma di social media marketing deludono le aspettative: non fa eccezione questo ultimo capolavoro, il Social Media High School Yearbook – Class of 2011, un’illustrazione che prende in rassegna tutti i maggiori siti web di interazione sociale provando a delineare un loro eventuale profilo immaginando per un momento che essi siano, invece che tra i più popolari ritrovi online del pianeta, un gruppetto di studenti di un’ipotetica classe scolastica.
La sfida di LinkedIn: uno ‘share button’ per contenuti in target e di qualità
LinkedIn, il social network legato a doppio filo al mondo business delle imprese, ha annunciato pochi giorni fa il lancio del proprio share button, sulla scia degli analoghi pulsanti di condivisione di contenuti di Facebook, Twitter, Buzz e tanti altri ancora. Pulsanti che si vedono sempre più spesso sia nei grandi portali editoriali che nei piccoli blog personali anche per la facilità di implementazione: per inserirli tra le pagine del proprio spazio web, infatti, non serve nessuna grande capacità di programmazione ma è sufficiente copiare e incollare al posto giusto alcune linee di codice fornite dal servizio stesso.

Lo “Share on LinkedIn”, però, prova a spingersi un po’ oltre rispetto al solito web sociale, dove la condivisione non è sempre sinonimo di qualità e dove ognuno interpreta alla sua maniera il ruolo di amplificazione di contenuti all’interno della propria rete di contatti: d’altra parte il serbatoio potenziale di 85 milioni di utenti globali, tra cui 4,2 milioni di dirigenti aziendali e 1,3 milioni di proprietari di piccole imprese (dati: piattaforma LinkedIn), impone per lo meno di provarci.
Ed è così, allora, che gli stessi curatori del social network provano ad alzare la posta:
we’d like to offer readers an effective way to share relevant professional content – news, thought pieces, white papers, or presentations on slideshare – with their business network on LinkedIn
Ovvero, in linea con lo scopo del sito, si mira a qualcosa di più del classico rilancio di immagini ironiche, meme o video musicali pescati chissà dove su Internet, cercando piuttosto di indirizzare gli utenti a scambiarsi le ultime novità in ambito strettamente business, delineando così ancora meglio la vocazione professionale di questo social network. Contenuti in target e di qualità: una sfida che sa quasi di mission impossible per chi è abituato a districarsi tra i milioni di stimoli di Facebook o Twitter, ma dalla quale dipendono probabilmente gran parte delle possibilità che LinkedIn faccia davvero fare il boom e si affermi come strumento indispensabile per chi lavora nel web e con il web.
LinkedIn, da oggi si parla (anche) la nostra lingua
LinkedIn, il social network legato al mondo business, da oggi è localizzato anche in italiano (e portoghese) dopo le versioni in inglese, francese, spagnolo e tedesco. Gli utenti che già possiedono un profilo sul sito possono accedere fin da ora alla nuova interfaccia all’indirizzo linkedin.com/italiano
La mossa, per quanto possa sembrare parte della naturale evoluzione ed espansione di un social network che al momento colleziona già qualche decina di milioni di account, potrà essere di fondamentale importanza per l’utenza italiana (circa un milione di profili registrati), ancora troppo legata all’idioma del Belpaese e non sempre completamente a suo agio tra le scritte e le istruzioni in lingua d’Albione. Teoricamente diventerà così più facile, con l’abbassarsi dell’asticella linguistica dei requisiti d’ingresso, stringere relazioni professionali creando la propria rete sociale relativa all’ambito lavorativo, nonché utilizzare il sito per mettere in mostra la propria competenza.
- Per modificare le impostazioni del proprio account da inglese (o altra lingua) in italiano basta semplicemente cliccare sul link Language nella parte inferiore di ogni pagina di LinkedIn e selezionare quella desiderata, che sarà ricordata automaticamente dal sistema ogni volta che si visiti il sito.


