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Giornalismo, social network e dinamiche della Rete

Archive for the ‘Segnalazioni’ Category

Storify apre la fase “public beta”

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Storify, il “raccoglitore” online che consente di creare collage di informazioni attinte dai propri social media preferiti, è ora passato in modalità public beta. Conclusa la fase di beta privata con un certo successo - 13 milioni di visualizzazioni dallo scorso settembre, 21mila storie create e oltre cinquemila embed - adesso chiunque può crearsi un account e iniziare ad assemblare brandelli di informazione per ricostruire una storia a partire da piccole unità di significato provenienti dal proprio contesto sociale: status da Twitter e Facebook, testi da blog e siti web, video da Youtube, foto da Flickr e la possibilità di aggiungere note personali per integrare eventuali mancanze della storia e realizzare così un racconto senza soluzione di continuità.

storify

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aprile 26th, 2011 at 10:20 am

Tutti pazzi per Dropbox: la versione 1.0 introduce il selective sync

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dropbox_download_1.0Dropbox ha annunciato sul suo blog di aver rilasciato la versione 1.0, la cosiddetta “Rainbow Shell”: l’apprezzato servizio online di sincronizzazione di file promette per questa nuova release (da scaricare e sovrascrivere alla precedente) la sistemazione di centinaia di bug segnalati dagli utenti, la riduzione delle risorse di sistema utilizzate – lo staff parla addirittura di un -50% – e una funzione che renderà felici molti fan del servizio, ovvero quel selective sync che consente di sincronizzare solo una selezionata parte dell’archivio a disposizione, evitando così da un lato di sovraccaricare dispositivi con scarse capacità di memoria e dall’altro di lasciare incustoditi file personali su postazioni non del tutto sotto il proprio controllo/utilizzo (magari perché usate solo saltuariamente o non di proprietà: internet point, macchine condivise, pc dell’ufficio o della biblioteca etc..).

dropbox_blog_header

La funzione di selezione permette quindi all’utente di decidere quali computer possono accedere a quali cartelle o file, in modo da avere sempre la situazione sotto controllo: in questo modo, inoltre, si ottiene anche un notevole risparmio di tempo derivante dal non dover attendere la sincronizzazione di tutto il materiale archiviato (operazione che, per chi ha ben utilizzato il sistema di affiliazione di Dropbox, può corrispondere anche a svariati gigabyte di spazio).

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dicembre 18th, 2010 at 12:51 am

Amazon punta l’.it

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amazon_appLibri italiani scontati del 30%, programma Prime a 9.99 euro, spese di spedizione gratuite per ogni ordine di valore superiore ai 19.99 euro: si presenta così, in grande spolvero, la versione italiana di Amazon, il colosso americano dell’e-commerce che ha aperto i battenti anche in Italia con un assortimenti iniziale che comprende libri, musica e film/serie tv in Dvd, informatica, elettronica, videogames, giocattoli, piccoli elettrodomestici e orologi.

E gli e-book? Tutto rigorosamente “analogico”, per il momento, poiché i contenuti digitali non sono ancora stati inclusi in questa nuova sezione localizzata per il mercato tricolore. Ma anche tutto di guadagnato, dato che a più riprese il gigante a stelle e strisce della vendita online aveva minacciato di non sbarcare direttamente nel paese – costringendo l’utenza italiana a pagare il fio delle spese di spedizione internazionali – a causa dei troppi problemi (e come dargli torto?!) di velocità e affidabilità delle Poste.

Ci si può consolare intanto con il programma Prime, una sorta di abbonamento annuale che consente di liberarsi per 12 mesi dal pensiero delle spese di spedizione, e appunto con le promozioni relative a quest’ultime: per consegne entro le 24 ore (in Italia, Vaticano e San Marino) Amazon richiede un sovrapprezzo di 8 euro a spedizione, Iva inclusa, oppure 3,98 euro ad articolo per gli iscritti al programma Prime; mentre la consegna è gratuita per questi ultimi entro 2-3 giorni lavorativi dal perfezionamento dell’ordine; spedizioni in 3-5 giorni a costo zero per tutti gli altri con ordini superiori a 19.99 euro, oppure al prezzo di 2,40 euro Iva inclusa per carrelli di valore inferiore alla soglia specificata.

Anche in questo caso esistono alcune limitazioni, in particolare per le spedizioni di prima e seconda fascia, che per ora non sono disponibili per alcuni codici di avviamento postale: per quelle entro le 24 ore esiste una lista dei CAP esclusi, così come per le consegne tra i due e i tre giorni lavorativi (qui la lista dei CAP esclusi per questa categoria).

amazon_intro_jeff_bezos

“3-5 giorni” EUR 2,40 IVA inclusa o Spedizione gratuita per ordini sopra EUR 19
“2-3 giorni” Consegna gratuita e garantita per gli iscritti ad Amazon Prime
“1 giorno” EUR 8 per spedizione IVA inclusa
Per gli iscritti ad Amazon Prime EUR 3,98 per articolo IVA inclusa

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novembre 23rd, 2010 at 10:37 am

Aol compra TechCrunch, ignoti i termini finanziari dell’accordo

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techcruch_manNon è un pesce d’aprile, come peraltro si stanno augurando molti lettori abituali nei commenti al post che annuncia la notizia del giorno: nessuna bufala, AOL ha davvero comprato uno dei punti di riferimento della blogosfera più tecnologica, quel TechCrunch fondato da Michael Arrington che negli anni è riuscito a catturare le attenzioni dei numerosi appassionati fino a diventare una fermata imprescindibile nel percorso quotidiano di navigazione sul web.

L’acquisizione è stata annunciata oggi dal CEO di AOL, Tim Armstrong, che si è dilungato sulla portata dell’operazione e si è affrettato a rassicurare gli utenti (almeno a parole) sul mantenimento dell’indipendenza editoriale del super-blog a stelle e strisce senza però fornire un solo dato numerico sulla compravendita.

I termini finanziari dell’accordo non sono dunque stati resi noti, anche se le voci parlano di una “forchetta” (per altro parecchio estesa) compresa tra i 25 e i 40 milioni di dollari: che vuol dire tutto e vuol dire ninete, sebbene pare che la somma del passaggio di proprietà possa aggirarsi verosimilmente attorno ai 32 milioni di dollari, ovvero circa la metà dell’intervallo ipotetico prospettato.

Se ne saprà di più nei prossimi giorni, probabilmente, ma la cosa interessante – più ancora della cifra reale della cessione – sarà soprattutto valutare la reazione dei lettori più fedeli, per ora apparsi per lo più scettici e decisamente preoccupati per le sorti qualitative del prodotto TechCrunch.

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settembre 28th, 2010 at 11:06 pm

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Il New York Times tasta il polso del blogger multitasking

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Il New York Times ha pubblicato sul suo sito due test cognitivi elaborati dalla Stanford University per valutare rispettivamente il livello di concentrazione su un compito e la precisione nella gestione di un’attività multitasking, ovvero l’insieme di più azioni svolte in contemporanea con la massima velocità ed efficacia possibile.

Nel Distraction Filtering Test bisogna concentrarsi su alcuni rettangoli rossi e ignorare quelli di colore blu, che fungono appunto da elementi di distrazione. In un primo momento un brevissimo flash mostrerà una combinazione di alcuni rettangoli (due rossi e altri blu – da due a sei a seconda del grado di difficoltà crescente) in determinate posizioni dello schermo, mentre successivamente una schermata della durata di un secondo mostrerà una situazione pressoché identica, in cui i rettangoli rossi potranno aver modificato il proprio orientamento spaziale oppure essere rimasti invariati nella loro posizione di partenza.

Il test consiste quindi nello stabilire volta per volta se c’è stato un cambiamento nel posizionamento delle figure geometriche o meno, affrontando uno dopo l’altro i 24 livelli del test. Alla fine della prova il sistema elaborerà il punteggio complessivo restituendo il livello di performance raggiunto e fornendo indicazioni per paragonare il risultato alle indicazioni di bassa, media o alta capacità di filtraggio delle informazioni inutili.

Più complicato e con un lavoro cognitivo maggiore, invece, il Task Switching test, che misura quanto facilmente si è capaci di passare da un compito all’altro per determinare nel minor tempo possibile se una lettera è una vocale o una consonante oppure se un numero è pari o dispari: questa volta il breve flash iniziale mostrerà alternativamente la scritta LETTER o NUMBER, per indicare all’utente su quale elemento – alfabetico o numerico – ci si dovrà concentrare nel passaggio successivo.

Poco dopo, infatti, apparirà una combinazione di una lettera e un numero con due possibili scelte: nel caso il test richieda di distinguere il tipo di carattere alfabetico occorrerà indicare se si tratta di una vocale (tasto a sinistra) o di una consonante (tasto a destra), mentre nel caso in cui il focus sia indirizzato sul distinguere il tipo di carattere numerico sarà necessario precisare se si tratta di un numero dispari (tasto a sinistra) oppure pari (tasto a destra).

Il fatto che vocale/consonante e pari/dispari non abbiano un tasto ciascuno complica leggermente le cose, perché il cervello sarà chiamato a distinguere le opzioni di risposta non solo tra due opposte polarità ma anche filtrando le due scelte estranee al campo semantico preso in considerazione in quel momento. Per fornire la risposta esatta dei 20 livelli di cui si compone il test si può cliccare con il cursore sui tasti laterali oppure utilizzare i più rapidi pulsanti destro e sinistro del tastierino del computer.

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giugno 10th, 2010 at 2:43 pm

Diego Bianchi cambia casa

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Dlin dlon, informazione di servizio: Diego Bianchiin arte Zoro – non abita più su Excite ma è stato costretto a passare al lato luminoso della Forza (ovvero WordPress self hosted) all’indirizzo http://diegobianchi.com

Blogger dal 2003 con il celebre La Z di Zoro, dal 2007 ha cominciato a produrre la videorubrica satirica Tolleranza Zoro con la quale bersaglia ironicamente contraddizioni e inefficienze del Partito Democratico con l’inconfondibile accento romano: passata dalle simpatie del web a quelle della televisione grazie a Parla con Me di Serena Dandini, la serie di Tolleranza Zoro rappresenta tuttora il primo e unico esempio in Italia di format user generated content nato in Rete e passato sul piccolo schermo senza troppi scossoni di sostanza (giusto un paio di minuti, di solito, differenziano la versione online da quella che va in onda su RaiTre). Con regolare attribuzione di credits: prenda nota Barbareschi!

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aprile 12th, 2010 at 12:14 pm

Venezia 2020 cerca mille persone per sostenere sul web la sua candidatura ai Giochi

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Si tratta naturalmente di una mossa più che altro simbolica (ma potenzialmente a buon tasso di buzz – non Google, l’altro..) quella del comitato promotore di Venezia 2020 , che cerca l’appoggio di mille utenti della Rete per sostenere la sua candidatura come sede per i Giochi Olimpici e Paralimpici del 2020: per una volta, e molti apprezzeranno l’idea, l’iniziativa non è limitata ai soli blogger ma allarga il campo d’azione a tutto il web.

La richiesta? Quella di appoggiare pubblicamente la causa della città lagunare tramite i più importanti mezzi di comunicazione online: con un post o un badge/ribbon sul proprio blog o uno status personalizzato sui social network più diffusi (da Facebook a Twitter a FriendFeed), o ancora con un più impegnativo ma originale user generated content come un video autoprodotto e caricato su Youtube o uno scatto condiviso su Flickr.

Per chi volesse saperne di più, il dossier del progetto Venezia 2020 è già disponibile in pdf per il download a questo indirizzo, mentre sul sito dell’iniziativa sono spiegate più nel dettaglio le indicazioni di massima per rientrare fra i “mille” (compresi gli #hashtag ufficiali) e sono pubblicati i codici html per aggiungere al proprio blog il badge ufficiale dell’evento.