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Giornalismo, social network e dinamiche della Rete

Archive for the ‘Mondo’ Category

Royal Wedding, doppia versione del sito del Guardian per “republicans” e “royalists”

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Avevo promesso a me stesso che non avrei in alcun modo ceduto al fascino del royal wedding inglese tra il principe William e Kate Middleton. Se ero stato veramente tentato di segnalare la notizia della diretta Youtube dell’evento, salvo poi tornare poco dopo a più miti consigli, mi trovo però costretto a rompere comunque il proposito d’embargo di questo blog.

Il motivo? Tutta colpa del giornale inglese The Guardian, che proprio nel momento in cui tutto il mondo ha gli occhi puntati su Londra ha deciso di offrire un’alternativa a quella fetta dei suoi lettori per nulla interessati al matrimonio dell’anno. Sul sito web del quotidiano, infatti, c’è la possibilità di effettuare uno switch tramite il geniale link “republicans click here” e passare in un attimo alla versione depurata di qualsiasi informazione sulla cerimonia reale.

guardian_republicans_royal_wedding_kate_will

Passando alla versione alternativa wedding-free, naturalmente, anche il link si aggiorna in automatico diventando royalists click here, per tornare a visualizzare l’edizione tradizionale dello spazio web.

guardian_royalist_royal_wedding_kate_will

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aprile 29th, 2011 at 5:25 pm

Governi digitali

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In Inghilterra lo Stato offre lavoro. Niente di strano, se non fosse che il posto vacante riguarda il ruolo di Executive Director of Digital, ossia una sorta di supervisore delle informazioni digitali a disposizione dei cittadini che avrà il compito di assicurare che le iniziative del governo in carica siano facilmente e chiaramente comprensibili e accessibili su Internet a tutti i sudditi di Sua Maestà. Impensabile in Italia, vero?

directgov

La descrizione dell’incarico, come sottolinea The Telegraph, in effetti non è particolarmente esaustiva. Quel che è certo è che l’Inghilterra non può più permettersi la situazione di dispersione attuale: un’indagine condotta sul patrimonio digitale della pubblica amministrazione inglese, infatti, ha recensito oltre 750 siti governativi sparsi per la rete senza uno snodo centrale che li raccolga e organizzi in categorie a tutto vantaggio dei cittadini.

Un caos digitale che costa allo Stato ben 560 milioni di sterline all’anno, mentre l’obiettivo è di scendere almeno a quota 200 milioni. Al futuro Executive Director of Digital la responsabilità di migliorare sensibilmente la presenza online del governo razionalizzandola e al contempo aumentando il numero di servizi pubblici accessibili tramite la Rete.

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aprile 8th, 2011 at 6:33 pm

Il Belgio entra nella storia politica mondiale: 290 giorni consecutivi senza governo

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Mentre in televisione, proprio in queste settimane, impazza la trasmissione di Gerry Scotti “Guinness World of Records” nella quale persone da tutto il mondo tentano di battere sul piccolo schermo i primati delle più improbabili discipline, c’è uno stato europeo che è riuscito ad aggiudicarsi – suo malgrado – il primo gradino del podio di una poco invidiabile classifica.

Si tratta del Belgio, che allo scoccare della mezzanotte di mercoledì 30 marzo 2011 ha collezionato il suo 290° giorno consecutivo senza governo (dopo le elezioni del giugno 2010) scavalcando il precedente record detenuto dall’Iraq, che nel 2009 si fermò – in seguito alle tristemente note vicende politico-belliche che portarono alla fine del regime di Saddam Hussein – a quota 289 giorni (249 per trovare un’intesa politica e altri 40 per comporre il nuovo esecutivo).

belgium_world_record

La divisione storica tra valloni e fiamminghi e la presenza di ben tre lingue nel paese sta rendendo estremamente  difficile la creazione di un nuovo governo dopo una crisi politica senza precedenti, tanto che l’inarrestabile corsa verso il muro dei 290 non solo è andata avanti senza grandi intoppi ma appare pronta ad un ulteriore scatto oltre quota 300 giorni. Tuttavia, almeno a giudicare dai risultati, i cittadini non sembrano essere del tutto scontenti della gestione del governo federale guidato dal cristiano democratico fiammingo Yves Leterme, in carica per i soli affari correnti ma che ha saputo assicurare la presidenza di turno dell’Unione Europea e una decisione chiara sull’intervento in Libia.

Al di là di una pagina provocatoriamente celebrativa, però, rimane ancora attivo l’amaro countdown – in inglese e neerlandese – che è servito fin qui a un gruppetto di giovani webmaster belgi per monitorare lo scorrere del tempo in attesa dello “storico” record. Se il contatore temporale, fin qui, si è mosso all’indietro, allo scoccare della mezzanotte di mercoledì 30 ha invertito il suo moto per poter determinare quanto distacco il paese europeo sta accumulando sugli avversari, a dire il vero ancora pochi e molto lontani: il primo sfidante, infatti, è la Costa d’Avorio che però può vantare “soltanto” 122 giorni senza governo, meno della metà dell’attuale primatista.

belgium_world_record_countdown

Update
Come hanno reagito i quotidiani locali? La vicenda non ha squassato più di tanto l’agenda setting dei media belgi, dal momento che tra i giornali più importanti soltanto Le Soir (il quotidiano in lingua francese) sembra aver concesso spazio in prima pagina all’incredibile crisi istituzionale e politica. Lo stesso Le Soir, tra l’altro, pone dei dubbi circa la legittimità del primato: citando un altro quotidiano francofono belga, L’Echo, sostiene che in realtà il record del mondo spetterebbe alla Cambogia, che è rimasta senza governo per ben 353 giorni tra il 27 luglio 2003 e il 15 luglio 2004. (via | claudia su FriendFeed)

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marzo 30th, 2011 at 9:26 am

Julian Assange: “Internet è la più grande macchina da spionaggio che il mondo abbia mai visto”

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“Internet è la più grande macchina da spionaggio che il mondo abbia mai visto”, ma non necessariamente una tecnologia che favorisce la libertà di espressione: parola di Julian Assange, deus ex-machina di WikiLeaks, durante un incontro con oltre 700 studenti alla Cambridge University. Secondo il giornalista australiano se da una parte il web consente di ottenere più possibilità di cooperazione e coordinamento tra attivisti di una certa causa e una maggior trasparenza sull’operato dei governi del mondo, dall’altra permette proprio a questi ultimi di affinare strumenti di monitoraggio, tracciamento ed eventualmente individuazione di cittadini ritenuti “dissidenti” e, dunque, si rivela un aiuto per i totalitarismi.

julian_assange_wikileaks

While the internet has in some ways an ability to let us know to an unprecedented level what government is doing, and to let us co-operate with each other to hold repressive governments and repressive corporations to account, it is also the greatest spying machine the world has ever seen. It is not a technology that favours freedom of speech. It is not a technology that favours human rights. It is not a technology that favours civil life. Rather it is a technology that can be used to set up a totalitarian spying regime, the likes of which we have never seen. Or, on the other hand, taken by us, taken by activists, and taken by all those who want a different trajectory for the technological world, it can be something we all hope for

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marzo 16th, 2011 at 6:01 pm

Inghilterra, dalla Football Association una stretta ai social media

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Il corrispettivo inglese della Federcalcio, la FA (Football Association), ha emesso una nota ufficiale per chiarire ai suoi associati le linee di orientamento rispetto all’uso dei social media: i giocatori sono stati invitati dalla Federazione ad un corretto utilizzo di Twitter, Facebook, blog e degli altri strumenti di social networking dopo che l’ala olandese del Liverpool, Ryan Babel, è stato multato di 10mila sterline a gennaio per aver pubblicato su Twitter una foto ritoccata dell’arbitro Howard Webb con la maglia del Manchester United.

Soltanto la scorsa settimana, inoltre, ha rischiato grosso anche Jack Wilshere dell’Arsenal: dopo aver definito in 140 caratteri la presunta “inconsistenza” dell’operato del direttore di gara Phil Dowd nell’ultima partita giocata dai Gunners londinesi, infatti, il centrocampista inglese ha accusato il fischietto di aver letteralmente “ucciso la partita”. Ma, almeno in questo caso, pare averla scampata per un soffio.

In particolare la FA ha messo in guardia sul fatto che i commenti postati su tali siti, anche se resi visibili soltanto a un limitato numero di persone, sono da considerarsi di “pubblico dominio” e di conseguenza alla stregua di un commento pubblico effettuato ai microfoni di una trasmissione sportiva o in una conferenza stampa, quindi passibili di sanzioni disciplinari in caso di toni che risultino minacciosi od offensivi o di frasi ritenute improprie o lesive della reputazione di qualche altro associato della Federazione.

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febbraio 13th, 2011 at 2:45 pm

Lonely Planet, con lo “snowmageddon” arriva anche la terza puntata del “marketing catastrofico”

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Non c’è due senza tre per la società editrice di guide da viaggio Lonely Planet, che non si è lasciata sfuggire l’attimo per cavalcare nuovamente l’onda d’urto dei grandi eventi atmosferici naturali del mondo e piazzare l’ennesima mossa del suo piano di “marketing catastrofico”.

Lo aveva già fatto in altre due circostanze: dopo aver rilasciato gratuitamente le sue guide delle capitali europee in versione iPhone in occasione dell’eruzione delle ceneri dell’impronunciabile vulcano islandese, e aver ripetuto il regalo qualche mese dopo quando il freddo aveva di fatto paralizzato diversi aeroporti d’Europa, ora approfitta dello snowmageddon per farsi un altro po’ di pubblicità a costo zero.

Mentre gli Stati Uniti e il Canada sono impegnati a limitare i danni provocati dalla violenta tempesta che si sta abbattendo sul nord America, una morsa di neve e gelo che sta stringendo il continente, fino al termine di venerdì 4 febbraio sarà possibile scaricare gratuitamente da iTunes App Store le guide Lonely Planet per iPhone delle città di Boston, Chicago, Las Vegas, Los Angeles, Montreal, MiamiNew Orleans, New York, San FranciscoSeattleToronto, VancouverWashington DC.

Anche questa volta gli utenti sembrano aver apprezzato l’iniziativa, almeno a giudicare dalla presenza di tutte le app nella classifica delle top50 gratuite dello store di Cupertino. La creativa mossa promozionale, infatti, consente agli utenti di risparmiare l’intera somma rispetto ai classici 4,99 euro necessari per il download di ciascuna versione digitale delle pubblicazioni LP.

Repubblica, la mappa della censura del web non rende giustizia alle “rivolte digitali” nel mondo

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In diverse zone del mondo, negli ultimi giorni, stanno scoppiando vere e proprie rivolte di piazza contro gli attuali regimi al potere: in questi paesi in stato di agitazione, dove le informazioni circolano con difficoltà tra censure e versioni “ufficiali” di palazzo, i social network stanno giocando un ruolo dominante nello scacchiere della partita tra governo e oppositori, tanto che in più occasioni a livello centrale si è cercato di tagliare le gambe ai manifestanti togliendo loro da un momento all’altro uno degli strumenti più veloci ed efficaci per organizzarsi, Internet.

repubblica_mappa_censura

Per fare ordine sulle aree “calde” del pianeta Repubblica.it ha realizzato una mappa interattiva (visual desk: Paola Cipriani ed Elisabetta De Angelis) con gli 8 paesi attualmente più a rischio di censura digitale: Cuba, Algeria, Tunisia, Libano, Egitto, Turchia, Siria e Cina. Cliccando su ciascun paese si aprirà una scheda informativa che mostrerà la situazione specifica della nazione in questione, con particolare focus sui social network oscurati (soprattutto sullo stato di Facebook e Twitter) e con una panoramica sulle maggiori restrizioni applicate dai governi in carica all’uso della rete nel paese.

repubblica_mappa_censura_egitto

Uno sforzo supplementare, rispetto ai precedenti tentativi, per rendere un po’ più interattiva l’esperienza dell’utente, ma siamo ancora molto lontani – sia a livello grafico che, soprattutto, sul piano dei contenuti – dalle ben altre vette di informazione e reale usabilità raggiunte dai siti dei quotidiani internazionali. Bisogna certamente sperimentare e osare di più, contando anche che si sta parlando di un tema certamente “di punta”, circostanza confermata anche dal fatto che il topic occupa stabilmente la cima della homepage ormai da diversi giorni.

Quel poco che si trova nelle scarne schede di Repubblica.it non aggiunge nulla a quello che un (mediamente) bravo internauta riesce ad aggregare in rete in 5 minuti di girovagare tra Twitter, Facebook e gli altri social network, e soprattutto non si avvicina – e sì che i mezzi di partenza sono decisamente superiori per la testata di Largo Fochetti – alla velocità e alla puntualità di aggiornamento sulla situazione che può invece fornire una propria rete sociale di fiducia sull’argomento.

(immagine di copertina | Sheefa su twitpic)

Written by Kobayashi

gennaio 31st, 2011 at 5:47 pm