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Mozilla Firefox, due miliardi di add-on scaricati in 5 anni
Due miliardi di download: è questa l’incredibile cifra di add-on raggiunta dal browser di casa Mozilla, che dal 2005 mette a disposizione dei naviganti la possibilità di espandere (in ogni direzione) le potenzialità del browser stesso con queste mini-funzionalità aggiuntive, grazie al lavoro gratuito di migliaia di programmatori sparsi in tutto il mondo che regalano il frutto del loro ingegno alla comunità di utenti.
Questa la linea di crescita nel tempo del numero di add-on scaricati: tre anni circa per raggiungere il primo miliardi di download, traguardo raggiunto nel novembre del 2008, poi un altro anno e mezzo per arrivare al raddoppio attuale.

Qualche merito, oltre agli sviluppatori, ce l’ha anche la stessa Mozilla che nel 2010 ha deciso di aprire l’utile Rock Your Firefox, un sito dove giorno dopo giorno vengono presentati e promossi gli add-on maggiormente utili alla navigazione oppure quelli per svolgere più velocemente le funzioni utilizzate con maggior frequenza. Per celebrare la ricorrenza, inoltre, è stato indetto un sondaggio per scoprire quali siano le funzionalità aggiuntive più apprezzate dagli utenti ed è stata creata una galleria dal titolo autoesplicativo “The Best of 2 Billion Firefox Add-ons“.
Quello che è chiaro, analizzando questi dati, è l’importanza sempre maggiore che sta assumendo la possibilità di personalizzare ad alto livello il proprio browser con modifiche che seguano i bisogni del singolo anziché avere a disposizione un blocco immodificabile al quale doversi adattare per forza: lo ha capito anche Google con Chrome, che non a caso dopo aver aggiunto le sue estensioni ha saputo conquistarsi - grazie anche al forte incentivo dato dalla velocità di base del browser – una crescente fetta di utenza web e non pare intenzionato a frenare qui la sua corsa.
Seconda chanche per Google Wave: aperto a tutti, ma l’onda non convince ancora
Tanto buzz (con la minuscola) ma poca concretezza: così era affondato a suo tempo Google Wave, annunciato in pompa magna e lanciato dagli strateghi di Mountain View con l’intrigante modalità degli inviti limitati, che per giorni aveva fatto ribollire la blogosfera e i social network con la spasmodica ricerca dell’agognato pass d’ingresso alla nuova meraviglia partorita da zio G.
O, per meglio dire, presunta: perché poi, dopo aver passato brillantemente l’esame dell’hype, all’atto della prova pratica il nuovo servizio si è rivelato senz’anima, più fondato sull’effetto-novità che su un reale valore aggiunto per l’utente, e si è perso tra i problemi di eccessiva lentezza e la presunzione di voler diventare il sostitutivo unico di email, chat e social network.

Così, dopo il boom iniziale, pian piano il progetto è stato abbandonato anche dagli entusiasti della prima ora: per rilanciarlo Google ha pensato quindi di aprirlo a tutti mettendo da parte il sistema degli inviti e passando ad un approccio più aperto.
Con delle modifiche, naturalmente: è stata introdotta la galleria delle estensioni dove poter trovare add-on in stile Firefox o Chrome; ci sono i robots API v2 and the Active Robots API per una migliore integrazione dello strumento con sistemi esterni; è stato introdotto poi l’accesso anonimo in sola lettura per le Wave embedded, ovvero le Wave si potranno inserire in siti esterni (come i blog) per permettere ai propri lettori di leggere senza intervenire nella modifica della Wave stessa. Non solo: a livello meno tecnico ma più vicino all’esperienza dell’utente sono state aggiunte le notifiche email quando qualcosa viene modificato nella wave, un sistema di navigazione facilitato per le sole parti non ancora lette di ogni wave, la possibilità di rimuovere eventuali contatti aggiunti per errore.
Google stessa ammette il flop ma chiama a raccolta i suoi fan per dare una seconda chance a Wave:
If you tried Google Wave out a while ago, and found it not quite ready for real use, now is a good time to come back for a second try. Wave is much faster and much more stable than when we began the preview, and we have worked hard to make Wave easier to use
Per aiutare la rinascita di Wave ci si può appoggiare anche all’inventiva degli utenti: è disponibile infatti un’estensione Firefox che agisce da notifier, con un’icona sulla barra inferiore del browser Mozilla che segnala la presenza di nuovi messaggi in entrata sulle Wave a cui si sta partecipando; e non si può non citare anche Wavr, il plugin per WordPress che permette di inserire sul proprio blog una Wave in modalità embed con una semplice stringa di codice del tipo[wave id="XXXXXXXXX"].
Hide This Menu: don't try this at home!
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In un tipico momento di wilfing quotidiano, nell’attesa di ricordarmi per quale reale motivo avessi acceso il PC, mi capita di girovagare distrattamente tra i tasti della barra superiore di Firefox quando ad un certo punto, cliccando il menù “Segnalibri”, mi si para davanti una strana visione.

Fermi tutti, quella voce nel menu Segnalibri non c’è mai stata! In inglese poi, mentre tutto il browser è correttamente localizzato in italiano… uhm, c’è qualcosa che non torna. Nonostante una vocina mi dica distintamente “fermo, non cliccare” la curiosità è molto più forte e poi, tutto sommato, Hide This Menu non è un comando tale da rappresentare un potenziale punto di non ritorno. Evidentemente – penso – una volta cliccato apparirà al suo posto un pulsante del tipo Show This Menu o qualcosa del genere.
Clicco. Osservo. Mi pento.
Sono scomparsi i segnalibri, come previsto. Ma non solo i singoli bookmark, proprio l’intero menu, e la barra superiore ora appare così: tra il menu Delicious e il menu ScrapBook c’è un vuoto inquietante.
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Niente panico, c’è pur sempre il comodo menu a discesa Visualizza per settare le opzioni e i pulsanti da mostrare nel browser. E infatti eccolo lì, il percorso Visualizza -> Barra degli strumenti -> Barra dei segnalibri, ed ecco nuovamente una pseudobarra dei segnalibri. Ma io non voglio questo surrogato, esigo di riavere il mio vecchio e comodo menu a discesa con i segnalibri preferiti in bella evidenza! Neanche il percorso Visualizza -> Barra laterale -> Barra dei segnalibri (o Ctrl+Maiusc+S che dir si voglia) mi soddisfa appieno, perchè se è vero che ho nuovamente i miei bookmark a disposizione questa soluzione toglie troppo spazio alle pagine web visualizzate da Firefox.
Cosa è successo allora, e come rimediare? Non tutti gli utilizzatori di Firefox riscontreranno questo problema, semplicemente perché la voce Hide This Menu non è nativa del browser ma viene creata da un’estensione molto famosa, ovvero l’add-on di Delicious Bookmarks, che permette attraverso una scorciatoia sulla barra di navigazione di salvare una qualsiasi pagina web come bookmark sull’ottimo raccoglitore online di segnalibri che è per l’appunto Delicious.

Solo chi ha installato questa estensione per il browser della volpe vede il comando “incriminato“; e così come l’ha creato, evidentemente allo stesso modo deve poter dare all’utente la possibilità di tornare alla situazione iniziale. Infatti è proprio andando a cercare tra le pieghe del menu Delicious (sulla barra dei menu) che si nota il comando per ripristinare il menu tradizionale dei segnalibri di Firefox: Show Bookmarks Menu.
Col senno di poi, una volta scoperto questo nuovo comando mai utilizzato prima d’ora, si nota che procedendo a ritroso col ragionamento il penultimo comando del menu Delicious agisce in sostanza come una sorta di interruttore del menu segnalibri di Firefox, permettendone la scomparsa e la successiva ricomparsa.
Guerra a tutto campo tra diverse concezioni di bookmarking o (in)volontaria svista dei programmatori dell’estensione? Non è dato saperlo, anche se qualche sospetto permane: in ogni caso ora so come ovviare all’iniziale sorpresa causata dal fondamentale menu improvvisamente scomparso.