Archive for the ‘Google Maps’ Category
Il patrimonio culturale italiano a 360° con Google Street View
Che cosa hanno in comune, oltre all’essere parte dello straordinario patrimonio culturale italiano, monumenti come i Fori Imperiali o il Colosseo di Roma, gli scavi campani di Ercolano, le ville romane di Tivoli, piazza della Signoria e Ponte Vecchio a Firenze, il comprensorio archeologico dell’Appia Antica, i giardini della Venaria Reale di Torino o Capodimonte a Napoli?
Dopo alcuni mesi di lavoro da parte delle telecamere installate sul triciclo di Google tutte queste perle storico-artistiche sono state immortalate e digitalizzate da Google che le ha rese visitabili grazie alle passeggiate virtuali di Street View, il servizio integrato in Google Maps che permette all’utente di girovagare in alcuni luoghi celebri del pianeta muovendosi a 360° dentro le ricostruzioni fotografiche di Mountain View.

Il progetto è stato realizzato grazie alla collaborazione del colosso statunitense con la direzione generale per la valorizzazione del patrimonio culturale del Mibac, il Ministero per i Beni e le attività culturali, che ha selezionato e reso accessibili a Google una serie di località e bellezze di respiro internazionale (molte delle quali patrimonio universale dell’Unesco) altrimenti off-limits per scatti e apparecchiature di questo tipo.



Google all’inseguimento di Facebook Places e Foursquare: ecco check-in e check-out su Latitude
Non ci sono i sindaci, ma si ha comunque la possibilità di diventare via via un utente abitudinario, un Vip o addirittura il guru di un determinato luogo della terra: promessa del nuovo aggiornamento di Google Latitude, il servizio di geolocalizzazione di Mountain View per Android e iPhone. Applicazione disponibile al momento soltanto per gli utenti del robottino verde, a patto di avere uno smartphone con installata l’ultima versione di Google Maps (la 5.1), ma presto in arrivo anche sui touch screen di casa Apple, Latitude si appresta a lanciare il guanto di sfida ai suoi colleghi Facebook Places e Foursquare.
Lo fa con l’introduzione di due opzioni fondamentali per il successo del suo programma, ovvero il check-in e il check-out, per legare a doppio filo la propria posizione attuale ad uno specifico luogo del mondo grazie alla stretta interconnessione con Google Maps. Latitude mantiene ancora, naturalmente, la sua specificità di condivisione della propria posizione sulla mappa con amici e conoscenti, ma aggiunge l’opportunità di specificare ulteriormente il contesto del proprio agire agganciandolo a un luogo concreto: un locale, una casa, un parco, il proprio posto di lavoro o la propria Università.
Per non sembrare un semplice clone di Foursquare, però, gli ingegneri di Google si sono dovuti spremere le meningi per tirare fuori qualcosa di veramente speciale: partendo dall’enorme vantaggio di poter disporre di un background di eredità davvero invidiabile (si pensi ad esempio a Street View, alle mappe in 3D o alla possibilità di generare percorsi personalizzati con Google Maps Navigation tra la propria posizione e quella di un amico localizzato nelle vicinanze), e sfruttando la precedente funzione di Latitude di poter determinare automaticamente la localizzazione di qualsiasi telefono cellulare sul quale è installata l’apposita app, le funzioni aggiunte a questa nuova versione sono decisamente interessanti.
A partire dai check-in automatici in luoghi specifici, naturalmente pre-impostati dall’utente, che consentono all’applicazione di agire al posto della persona sollevandola dal peso di doversi ricordare di compiere l’azione manuale per segnare sulla cartina la propria localizzazione attuale. Dalla parte opposta, invece, risultano molti utili i check-out automatici: una volta che il sistema di posizionamento di Latitude si accorge che il luogo che avevamo precedentemente indicato a tutti gli amici non coincide più con la nuova reale posizione rilevata, l’app effettua da sola la segnalazione di avvenuto spostamento del soggetto possessore dello smartphone.
Per quanto riguarda la privacy, invece, Google ha promesso (ma chi non lo fa?!) un controllo del 100% su tutte le azioni dell’applicazione. In particolare, volta per volta, è possibile decidere come condividere i propri check-in: solamente all’interno della cerchia di contatti approvati su Latitude, con l’intero web oppure tenendo tutto a livello strettamente privato. Non manca infine una History tab con una cronologia completa di tutti i check-in effettuati.
La viabilità delle strade italiane a portata di smartphone con Google Traffico
Sembra quasi ovvio, a questo punto, il monopolio di Google sulle pagine di questo blog, ma d’altra parte i servizi offerti dalla società di Mountain View non finiscono mai di stupire: l’ultima trovata sarà particolarmente apprezzata dal popolo degli automobilisti, che proprio a ridosso dell’esodo di Ferragosto vedono spuntare una nuova funzionalità di Maps per mobile, chiamata Google Traffico, per controllare in tempo reale l’andamento della viabilità sulle principali strade e autostrade italiane direttamente sul proprio smartphone e mandare così in pensione il ‘vecchio’ bollettino di Isoradio.

Al servizio si accede cliccando sull’icona “Traffico” di Google Maps. In quella sezione il sistema assegnerà in automatico un colore a ciascun tratto stradale a seconda della maggiore o minore fluidità della circolazione, passando dal verde (situazione scorrevole) al nero (code e rallentamenti) attraverso le fasi intermedie del giallo e del rosso. Nel caso il sistema non disponesse di abbastanza dati per riconoscere la criticità della situazione, il percorso in questione sarà invece privo di colorazione.
Le informazioni per generare questa mappa del traffico giungono a Google sia da soggetti terzi che dal suo My Location, un sistema che sfrutta il Gps dei telefoni cellulari per recuperare informazioni in maniera anonima (ma geolocalizzata) sulla velocità di crociera della propria vettura: combinati con le informazioni analoghe che arrivano a Google dagli altri telefoni presenti nella stessa zona, infatti, questi dati permettono a My Location di stimare in tempo reale i livelli di traffico di un’area specifica e di riportarli sulle cartine stradali di Google Maps.
Uno scambio di favori a costo zero, dunque: l’automobilista fornisce al colosso statunitense le informazioni sulla sua posizione e la sua velocità, e riceve in cambio in una mappa aggiornata continuamente l’aggregazione dei dati di tutti gli altri utenti che, come lui, hanno consentito di essere geolocalizzati via Gps. Buon viaggio!

Sunday Creativity: Christoph Niemann’s “My Way”
Altra domenica, altro giro di Sunday Creativity: questa volta la scena tocca alle originali illustrazioni in stile Google Maps di Christoph Niemann, che ha un suo spazio sul sito del New York Times (Abstract Blog, da cui sono tratte queste immagini) ingiustamente ignorato fino a questo momento dalla presente rubrica. E’ quindi ora di rimediare:

La particolarità di Niemann è quella di rappresentare elementi o situazioni del quotidiano, a volte anche estremamente semplici o che addirittura potremmo definire banali, ripensandole in modo tutto nuovo proprio come se fossero parti di una delle celebri mappe di Google.

Google Street View, quasi completata la copertura in Inghilterra e Olanda
Con il recente aggiornamento delle sue fotografie scattate dalle famigerate Google Car lungo le strade europee, Street View ha di fatto moltiplicato la sua copertura del Regno Unito e dell’Olanda: l’ultimo update riguarda infatti, oltre al paese dei tulipani, anche vaste aree di Inghilterra, Scozia, Galles ed Irlanda del Nord, accessibili tramite l’apposita funzione di Google Maps o Google Earth.
Qualche nube, però, si addensa sul futuro europeo del servizio di Mountain View: alle solite rimostranze legate al tema della privacy, che hanno prima costretto Big G a decine di risarcimenti per scatti “sconvenienti” e quindi portato la società americana alla decisione di oscurare automaticamente volti umani e targhe dei mezzi di trasporto, si aggiunge ora la volontà della Commissione Europea di restringere il periodo di data retention degli archivi fotografici (calcolato dal momento della loro effettiva pubblicazione) relativi al vecchio continente al periodo massimo di sei mesi, anziché un anno come prevede l’accordo attuale.

Ancora nessuna novità, invece, per un nuovo aggiornamento delle mappe nostrane: come si nota dalla foto l’estensione della copertura in Italia è ancora parziale, ferma a fine gennaio, data dell’ultimo caricamento di dati che ha interessato 14 aree della penisola, ma sono evidenti i buchi nel centro e nel nord del paese. A singhiozzo la città di Reggio Emilia, interessata dal servizio solo per le vie che hanno ospitato l’ultima edizione della celebre gara automobilistica Mille Miglia. Mancano ancora all’appello gli archivi fotografici Street View relativi a molte zone del centro-nord.

