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Giornalismo, social network e dinamiche della Rete

Archive for the ‘Google Chrome’ Category

Notifiche desktop Gmail su Google Chrome

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L’abitudine di utilizzare un solo browser per navigare in rete ha tanti vantaggi, ma talvolta nasconde qualche limite: così, avendo ripristinato per tutto gennaio (per motivi di estensioni necessarie sul lavoro) una sorta di monogamia verso Mozilla Firefox – e complice l’eccessivo affollamento del mio feed reader – ho completamente mancato un’interessantissima novità di Google Chrome indispensabile per chi, come me, non può fare a meno della sua casella di posta Gmail.

Di cosa si tratta? Delle comodissime notifiche desktop, un alert di tipo pop-up a comparsa/scomparsa che avvisa l’utente nel momento stesso in cui arriva un nuovo messaggio di posta o quando viene aperta una nuova sessione di chat, anche quando non si sta utilizzando il servizio di Mountain View, con un riquadro che appare in basso a destra sul desktop in sovrimpressione rispetto a tutte le finestre aperte in quel momento. Le notifiche, tuttavia, sono attive solo se quando si utilizza Chrome come browser.

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Per attivarle (o disattivarle) è sufficiente andare nelle Impostazioni della propria casella di posta ed entrare nella scheda Generale, selezionando (nella parte bassa della pagina) l’opzione desiderata nella sezione “notifiche desktop”. Tra le personalizzazioni disponibili è possibile scegliere se attivare gli alert solo per la chat, solo per la mail oppure per entrambe le cose; nel caso della posta elettronica, inoltre, si può decidere di ricevere le notifiche per tutti i messaggi in arrivo oppure solo per quelli che Gmail contrassegna come “importanti”.

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gennaio 30th, 2011 at 6:24 pm

Nella “browser war” Firefox scalza Internet Explorer in Europa, ma la vera star del 2011 sarà Google Chrome

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Segnali di una crisi annunciata: Internet Explorer perde lo scettro di browser più utilizzato dagli utenti in uno dei più importanti mercati del mondo. Succede in Europa, dove a dicembre le rilevazioni di GlobalStats (il ramo research di StatCounter, tool di web analytics nato nel 1999 che traccia 15 miliardi di pageview mensili monitorando oltre 3 milioni di siti in tutto il mondo) certificano il sorpasso di Mozilla Firefox sul concorrente di casa Microsoft. Il nuovo numero uno si è imposto di misura, con il 38.11% del market share contro il 37.52% del rivale di Redmond.

Tutto merito della volpe di fuoco? Beh, non proprio. La causa scatenante dell’inedito cambio al vertice è senza dubbio da attribuire alla crescita di Google Chrome, che dalla sua nascita ha rapidamente scalato gli indici di popolarità surclassando in breve tempo Opera e Safari e piazzandosi al terzo posto con circa il 15% del mercato europeo (14.58%, per la precisione, a fronte del 5% di dicembre 2009). Meno della metà degli altri due competitor, è vero, ma il grafico parla chiaro: se i numeri percentuali dicono che per il prodotto di Mountain View la strada verso la vetta è ancora lunga, infatti, il trend di crescita delle rispettive diffusioni raccontano una storia ben diversa.

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Chrome è l’unico browser davvero in ascesa, destinato dunque in futuro ad assottigliare sempre più il divario che oggi caratterizza la cosiddetta browser war. Stante il solo leggero calo di Firefox rispetto ai livelli di inizio 2010, infatti, e tenendo conto delle impercettibili modifiche occorse a Opera e Safari, è facile intuire che la gran parte delle quote perse per strada da Internet Explorer siano state in realtà rosicchiate tutte proprio dal prodotto di Google, e difatti le linee temporali puntano ad un possibile futuro congiungimento. Un’inversione di tendenza che potrebbe letteralmente ribaltare la situazione attuale, uno scenario in cui l’unica incognita resterebbe proprio solo l’eventuale tenuta di Firefox.

E in Italia? Ancora una volta la situazione è abbastanza differente rispetto alla media del vecchio continente. Internet Explorer soffre la concorrenza del prodotto di Mountain View, eppure mantiene di gran lunga la prima posizione e il divario dal secondo e terzo posto resta ancora tangibile. La sostanziale immobilità di Firefox (e, neanche a dirlo, di Opera e Safari) consente al browser di Microsoft di poter contare ancora su circa 10 punti percentuali di vantaggio prima di dover cedere il comando, ma la scalata inarrestabile di Chrome (sempre più su per tutti i 12 mesi dell’anno appena concluso) pone interrogativi immediati sul mantenersi futuro di questa situazione: quanto durerà?

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gennaio 5th, 2011 at 11:51 am

Google Chrome for a Cause, un milione di dollari per le 5 opere di beneficienza

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Sono cinque i soggetti che hanno beneficiato della generosità di Google e dell’impegno degli utenti di Chrome nel progetto Chrome for a Cause: 245,278 dollariThe Nature Conservancy, un’organizzazione per la protezione delle terre “ecologicamente rilevanti” che pianterà alberi nella Foresta tropicale Atlantica; 232,791 dollariCharity Water, una no-profit che si occupa di procurare acqua sicura alle popolazioni del sud del mondo con la costruzione di pozzi; 142,518 dollariRoom to Read, associazione che pubblicherà libri di scrittori e illustratori da donare alle scuole e alle biblioteche di paesi asiatici e africani; 267,336 dollariDoctors Without Borders, l’equivalente internazionale di “Medici senza frontiere”, che li userà per portare in Africa vaccini contro la meningite; 112,078 dollariUn Techo para mi Paìs, che si preoccuperà di costruire rifugi per le famiglie povere dell’America Latina.

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In totale 60,599,541 tab aperte e “donate” dagli utenti in 5 giorni, per un milione di dollari complessivo di budget in opere di solidarietà messo a disposizione da Mountain View. Il progetto Chrome for a Cause è consistito semplicemente in un’estensione da installare sul proprio browser.

chrome_for_a_cause_iconL’add-on ha conteggiato il numero di nuove tab aperte tra il 15 e il 19 dicembre 2010: ogni nuova tab è valsa un punto, e ciascun punto è andato a costituire il “montepremi” giornaliero da devolvere a una delle 5 associazioni no-profit individuate dal quartier generale di Mountain View.

A Natale una buona azione (gratis) con Google “Chrome for a Cause”

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A Natale, si sa, siamo tutti più buoni. A maggior ragione Google, che deve tener fede al suo motto don’t be evil e che per queste festività ha ideato un sistema di beneficenza che unisce il vantaggio per l’azienda alla buona causa: il primo è inevitabile perché passa come condizione necessaria dall’uso del browser di Mountain View, Chrome; la seconda viene di conseguenza, in quanto tramite il sistema di schede del software di navigazione sarà possibile accumulare punti da convertire poi in azioni di solidarietà del cui effettivo finanziamento si farà carico Google in prima persona.

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chrome_for_a_cause_iconIl progetto si chiama Chrome for a Cause ed è costituito da un’estensione da installare sul browser. L’add-on conteggia il numero di nuove tab aperte dall’utente tra il 15 e il 19 dicembre, fino a un massimo di 250 giornaliere: ogni nuova tab corrisponde a un punto, e ciascun punto va a costituire il “montepremi” per una donazione a qualche associazione no-profit che aiuta le persone più svantaggiate del mondo.  Alla fine di ogni giornata, cliccando sull’icona dell’estensione (in alto a destra), sarà possibile registrare il numero di punti accumulati e scegliere a quale progetto si intende devolvere quanto raggranellato durante le ultime 24 ore: si può optare sempre per la stessa causa oppure cambiarla di volta in volta.

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Sono 5 i soggetti che beneficeranno della generosità di Google:

The Nature Conservancy, un’organizzazione di protezione terre “ecologicamente rilevanti”; Charity Water, una no-profit che si occupa di procurare acqua sicura alle popolazioni del sud del mondo; Room to Read, associazione che punta a cambiare la vita dei più piccoli attraverso la letteratura e la parità dei sessi nell’educazione; Doctors Without Borders, l’equivalente internazionale di “Medici senza frontiere”, organizzazione umanitaria indipendente che porta aiuto medico nei paesi bisognosi o teatro di guerra; Un Techo para mi Paìs, presente in 19 paesi del continente americano per migliorare la qualità della vita delle famiglie in difficoltà attraverso la costruzione di case.
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Per giungere al traguardo minimo occorreranno 10 tab per conquistare un nuovo albero piantato oppure la donazione di un libro, 25 tab per un trattamento di vaccinazione, 100 tab per un metro quadrato di una casa di nuova costruzione e 200 tab per garantire a una persona un approvvigionamento annuale di acqua. A livello di privacy il contributo da pagare è davvero minimo: l’estensione infatti richiede soltanto l’accesso alla cronologia di navigazione dell’utente.

Sunday Creativity: Social Media Sobriety Test

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gmail_labs_filtro_anti_gaffeRicordate il filtro anti-gaffe di Gmail, la funzione dei Labs di Google che – se attivata – aggiunge un controllo numerico prima di ogni invio per evitare all’utente di trasmettere informazioni in condizioni psico-fisiche non del tutto ottimali? Per poter procedere alla spedizione di una qualsiasi email anche in orari notturni, quando è più facile cadere in errore per una birra in più o un cocktail di troppo, gli ingegneri di Mountain View si sono inventati questo sistema di semplici operazioni matematiche che funzionano appunto da filtro anti-gaffe: se la persona fallisce il test che mette alla prova la lucidità mentale del proprietario della mailbox, per sicurezza Gmail non consente di inviare la comunicazione elettronica.

Tuttavia, con l’evoluzione del 2.0, è sempre più frequente ormai la tendenza a recarsi prima sui social network che dentro la propria casella di posta: per questo motivo quelli di Webroot si sono inventati il Social media sobriety test, un meccanismo analogo – un’estensione per Google Chrome 6 – che, una volta installato, antepone tra l’utente e l’accesso agli status update di 6 social network (Facebook, Twitter, Flickr, Tumblr, Youtube e MySpace, ma si possono aggiungere altre url personalizzate o deselezionare uno o più di quei 6 account) un “controllo di lucidità” che si attiva negli orari precedentemente impostati nelle proprietà dell’estensione.

Stati Uniti, Google Chrome mette la freccia e sorpassa Safari

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La chiamano guerra dei browser, per indicare la lotta per la supremazia tra i diversi software che permettono ogni giorno di navigare su Internet, ma a ben vedere di guerra c’è molto poco: niente scontri frontali, nessuna invasione del territorio nemico, al massimo qualche scaramuccia legale (e poco altro) dettata dal regime di quasi monopolio che fino a non tanto tempo fa vedeva Internet Explorer assoluto dominatore della scena mondiale.

Da quei giorni molte cose sono cambiate e, anche se il browser di casa Microsoft continua a mantenere salda la vetta della classifica, pur mostrando evidenti crepe nel suo dominio che lasciano presagire qualche sorpresa in un futuro non così lontano, è nelle immediate retrovie della graduatoria che si sta muovendo qualcosa di più concreto e che si gioca la vera partita di domani.

Secondo le statistiche di StatCounter, infatti, che aggrega i dati di 3.6 miliardi di pageviews monitorate dalla sua rete di contatori sparsi su 3 milioni di blog e siti web, negli Stati Uniti (che possono vantare un campione d’analisi di 874 millioni di pagine) la scorsa settimana Google Chrome è diventato il terzo browser più usato mettendo la freccia e sorpassando – anche se di poco – Safari di Apple: basati sullo stesso motore WebKit, i due concorrenti stanno conducendo un appassionante testa-a-testa per la medaglia di bronzo che per ora vede il prodotto di Google prevalere leggermente al fotofinish con l’8,97% dell’utenza Internet presa in esame, contro l’8,88% del rivale di Cupertino. Ancora molto avanti i giganti di Microsoft e Mozilla Firefox, capaci di conquistare (con le loro diverse versioni) una quota del mercato a stelle e strisce pari rispettivamente al .

Si chiude così anche sul fronte nordamericano il sorpasso di Chrome sulla creatura di Steve Jobs, che già si è vista superare più nettamente in Europa e a livello internazionale, dove paga già 5 punti percentuali di ritardo: nel vecchio continente, poi, la battaglia è più aperta che mai dato che il dominio assoluto che fu di Bill Gates è incrinato dal pressing di Firefox, che ha limato il distacco sotto la doppia cifra percentuale costringendo Explorer a non poter più disporre della maggioranza assoluta dei navigatori. Chrome si mantiene stabile intorno al 9%, mentre Safari si fa staccare anche da Opera (al 4,4%) e si deve accontentare per ora del quinto posto con il suo attuale 3,8%.

Situazione simile anche in Italia, dove Explorer primeggia con il 54% ma deve fare i conti con un lento e tuttavia inesorabile declino: non gode più delle simpatie degli utenti della rete locale, non viene promosso sui social network, viene anzi spesso portato ad esempio negativo dai blogger di ogni tipo che gli preferiscono altri strumenti. Tipo Firefox, sostanzialmente stabile intorno al 30%, o Chrome, in lenta ma costante crescita e ora attestato sopra il 10%, mentre arranca Safari (poco più del 4%) e non è quasi prevenuto Opera, all’1%.

Written by Kobayashi

giugno 30th, 2010 at 1:52 pm