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Meglio tardi che mai: Google tenta di resuscitare Buzz con la funzione “reshare”
Dopo il tentativo di recuperare il progetto Wave, lanciato in pompa magna con tanto di deliri di navigatori alla caccia dell’agognato invito per la versione beta ma poi mai entrato veramente nel cuore dei suoi utilizzatori, Google prova a dare una svolta anche al suo secondo progetto social, quel Buzz che non solo non è mai decollato del tutto ma che già a pochi giorni dal lancio ha visto spuntare come funghi le guide per la cancellazione definitiva degli account.
L’impressione è che in entrambi a casi, ma più che altro nel secondo, la fretta di uscire con qualcosa di nuovo abbia spinto il colosso del web a non testare correttamente tutte le funzioni e soprattutto a cadere nell’errore supremo di non tenere in sufficiente conto quel che le persone realmente desideravano da un servizio innovativo nel campo dei social network. Perché scegliere di cambiare passando da un servizio usato da anni e sostanzialmente soddisfacente a qualcosa che non sia palesemente migliore almeno sotto qualche punto di vista?
Invece Buzz si è delineato fin da subito come un pastrocchio di funzioni troppo basiche per essere accolte con entusiasmo da utenti smaliziati e allo stesso tempo comunque troppo complicate da gestire correttamente per il non esperto; se a questo si aggiunge il fallimento sulla delicata questione della privacy e la repentina marcia indietro a pochissimi giorni dal lancio, si capisce come Buzz fosse un servizio destinato a non entrare nemmeno nel cuore del Google fanboy.
Ora, a qualche mese di distanza dalla tragica inaugurazione, qualcosa finalmente si muove. Nel quartier generale di Mountain View hanno cominciato a sondare il terreno scoprendo che una delle funzioni maggiormente volute dagli utenti riguardava la possibilità di ricondividere a propria volta gli elementi pubblicati da altri: una dimenticanza imperdonabile, anche perché sarebbe bastato osservare in casa d’altri e notare la centralità degli analoghi tasti Share su Facebook, Retweet su Twitter e Condividi su FriendFeed per accorgersi di quanto fosse fondamentale consentire agli utenti di rilanciare con un paio di click un contenuto ritenuto di particolare interesse.

Come funziona? Beh, questo almeno è piuttosto intuitivo. L’apposito tasto Reshare in fondo alla finestrella del Buzz di un amico di cui seguiamo gli aggiornamenti, proprio di fianco al tasto Like, fa aprire una casella di testo dove poter inserire un proprio commento (opzionale): a questo punto cliccando su “Post” si creerà un nuovo messaggio sul nostro stream di Buzz con un link al post originale. Da sottolineare che i post pubblicati come “privati” non avranno tale funzione attiva, proprio per limitare la diffusione di quel particolare elemento che evidentemente l’utente “primario” non voleva fosse di pubblico dominio.

Altre caratteristiche
a) la funzione reshare biforca la conversazione: questo significa che viene creato di fatto un nuovo post indipendente dall’originale e che può generare dunque una nuova discussione separata da quella formatasi dall’elemento condiviso;
b) quando si forma una catena di reshare i nomi delle persone che hanno condiviso tale elemento vengono segnalati nel post d’origine della catena, indipendentemente dall’esistenza di una connessione tra i due utenti;
c) se più persone che seguiamo condividono lo stesso elemento, Buzz raggruppa le finestrelle in Gmail-style (espandibili al costo di un singolo click) per non inondare il nostro Buzz stream di contenuti identici.
d) se si mette un like su un elemento ripubblicato tramite la funzione reshare il like non si estende automaticamente al post condiviso di partenza, ma resta limitato alla finestrella attiva in quel momento.