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Lonely Planet, con lo “snowmageddon” arriva anche la terza puntata del “marketing catastrofico”
Non c’è due senza tre per la società editrice di guide da viaggio Lonely Planet, che non si è lasciata sfuggire l’attimo per cavalcare nuovamente l’onda d’urto dei grandi eventi atmosferici naturali del mondo e piazzare l’ennesima mossa del suo piano di “marketing catastrofico”.
Lo aveva già fatto in altre due circostanze: dopo aver rilasciato gratuitamente le sue guide delle capitali europee in versione iPhone in occasione dell’eruzione delle ceneri dell’impronunciabile vulcano islandese, e aver ripetuto il regalo qualche mese dopo quando il freddo aveva di fatto paralizzato diversi aeroporti d’Europa, ora approfitta dello snowmageddon per farsi un altro po’ di pubblicità a costo zero.
Mentre gli Stati Uniti e il Canada sono impegnati a limitare i danni provocati dalla violenta tempesta che si sta abbattendo sul nord America, una morsa di neve e gelo che sta stringendo il continente, fino al termine di venerdì 4 febbraio sarà possibile scaricare gratuitamente da iTunes App Store le guide Lonely Planet per iPhone delle città di Boston, Chicago, Las Vegas, Los Angeles, Montreal, Miami, New Orleans, New York, San Francisco, Seattle, Toronto, Vancouver e Washington DC.
Anche questa volta gli utenti sembrano aver apprezzato l’iniziativa, almeno a giudicare dalla presenza di tutte le app nella classifica delle top50 gratuite dello store di Cupertino. La creativa mossa promozionale, infatti, consente agli utenti di risparmiare l’intera somma rispetto ai classici 4,99 euro necessari per il download di ciascuna versione digitale delle pubblicazioni LP.
I numeri dell’editoria italiana su iPhone e iPad
Un lancio Ansa del weekend, riportato prontamente dal blog di Carlo Annese, ha fatto il punto sui numeri dei prodotti editoriali italiani sui dispositivi di casa Apple. Il capofila è decisamente il gruppo L’Espresso, che ha dichiarato 1,2 milioni di download per le sue applicazioni per iPad e iPhone. Non male nemmeno il gruppo Rcs, che può vantare finora lo scaricamento di 136mila app per iPad del Corriere della Sera e 84mila della Gazzetta dello Sport, a fronte di una quota di abbonamenti per la versione digitale online dei rispettivi quotidiani che certifica 17mila sottoscrizioni per la testata diretta da Ferruccio de Bortoli e 9mila per la Rosea sportiva.

Per quanto riguarda La Stampa, invece, tra le prime a credere nel progetto di Steve Jobs, i numeri parlano di 90mila app della versione Stampa.it, 67mila per la versione “edicola” per iPhone e altre 29mila applicazioni (15mila per la versione pdf) per il tablet di Cupertino.
Oops, I did it again! 13 guide Lonely Planet gratis per iPhone
C’era già stato un gradito precedente lo scorso aprile, quando la celebre società di guide da viaggio Lonely Planet – con la scusa di alleviare ai passeggeri i disagi del soggiorno forzato negli aeroporti di mezza Europa a causa delle ceneri dell’impronunciabile vulcano islandese – aveva deciso a sorpresa di offrire ai suoi utenti iPhone diverse versioni (in inglese) delle sue guide in regalo, guadagnandosi un po’ di pubblicità su social network e blog di settore e probabilmente la benevolenza di numerosi viaggiatori.
“Approfittando” della morsa di neve e gelo che sta paralizzando il vecchio continente, allora, gli strateghi di casa LP devono aver pensato di poter replicare l’operazione di marketing e così, fino alle tre di notte di giovedì 23 dicembre, sull’App Store sono state rilasciate gratuitamente ben 13 app per iPhone da scaricare liberamente (rispetto ai tradizionali 13 euro l’una che vengono richiesti per il download).
Amsterdam, Berlino, Copenhagen, Dublino, Londra, Mosca, Monaco, Parigi, Praga, San Pietroburgo, Stoccolma, Vienna e Varsavia. Un bel regalo, vero? Certo gli utenti avranno apprezzato, almeno a giudicare dalla presenza di tutte le app nella classifica delle top50 gratuite.
Word Lens, la realtà aumentata al servizio della traduzione
La realtà aumentata non è soltanto un giochino da mostrare agli amici meno tecnologici per intrattenerli con qualce minuto di stupore: ne sono convinti quelli di QuestVisual che hanno tirato fuori dal cilindro l’idea di Word Lens, un’applicazione scaricabile da App Store che promette – nelle versioni pià avanzate, dato che quella attualmente rilasciata pare soltanto un primo abbozzo delle sue potenzialità – di funzionare da traduttore on the fly delle parole inquadrate dalla fotocamera integrata nei dispositivi Apple.

Per ora disponibile solo nella doppia versione (a pagamento: 3,99 euro) “spagnolo-inglese” e “inglese-spagnolo” per iPhone 4, iPhone 3gs e iPod Touch di quarta generazione, l’applicazione traduce instantaneamente da un linguaggio all’altro, in tempo reale e visualizzando la traduzione direttamente sullo schermo dello smartphone, il testo che riesce a riconoscere, cercando per quanto possibile di mantenerne anche lo stile e la formattazione. Il sistema di in app purchase, inoltre, permetterà in futuro di sperare in una versione che comprenda anche l’italiano.
Gli stessi creatori, però, ne ammettono i limiti: la traduzione avviene parola per parola, dunque senza seguire il senso generale dell’intero lemma o frase. Word Lens, inoltre, talvolta fatica a completare la traduzione (in qual caso si può passare al metodo manuale, suggerendo al software le parole d’origine mancanti) ed è in particolare sofferenza con i font in corsivo, quelli non in stampatello oppure quelli molto stilizzati, quelli su sfondo non ben differenziato dal testo.
Google Latitude sbarca su AppStore e lancia la sfida a Foursquare e Gowalla
Non contenta di aver fatto il boom con il suo sistema operativo per cellulari Android, che sta dimostrando un’ottima tenuta nei volumi di vendita e punta a sopraffare la concorrente Apple, Google non disdegna qualche sortita nel campo del ‘nemico’ e si sta così preparando a lottare ad armi pari anche nel mondo della mela morsicata: lo fa ovviamente con l’unico strumento a sua disposizione, le applicazioni di AppStore, come è successo con l’ultima arrivata Google Latitude.
Mountain View ha infatti rilasciato la sua applicazione (gratuita) di geolocalizzazione che potrà da oggi essere usata su iPhone 3GS e iPhone 4, su iPad e sui dispositivi iPod Touch di terza e quarta generazione con iOS 4.o o successivi. Con questa mossa Google lancia la sfida a servizi simili come Foursquare, Gowalla e il più recente Facebook Places, offrendo ai suoi utenti l’opportunità di mostrare agli amici la propria posizione attuale grazie al sistema Gps e al collegamento a Internet.
Il piano di scontro, tuttavia, è “solo” sul terreno comune della geolocalizzazione, perché poi le differenze sono abbastanza sostanziali tra i vari servizi: con Google Latitude attivo, infatti, diffondiamo in ogni momento la nostra posizione nel mondo (costantemente condivisa con la propria rete sociale, anche quando l’applicazione è chiusa, sebbene i diversi livelli di privacy impostabili consentono, ad esempio, la disattivazione dell’aggiornamento automatico).
Gli altri strumenti, in primis Gowalla e Foursquare, fondano invece la loro popolarità (quest’ultimo ha appena raggiunto il traguardo dei 5 milioni di utenti registrati) su diversi fattori, primo tra tutti quello ludico rappresentato dal meccanismo dei badge e dal sistema di mayorship che, innescando una sorta di competizione sociale tra i propri amici e contatti, apportano al servizio una longevità molto maggiore rispetto alla reale utilità che un sistema di geolocalizzazione può rappresentare nella quotidiana per l’utente medio. Aspetto ludico che manca totalmente, invece, a Google Latitude e che rende dunque ancora più incerta e ardua la sua effettiva capacità di imporsi come applicazione must-have.
La cavalcata americana di Android: +14% in 9 mesi nel segmento smartphone
E’ solo il mercato americano, non quello mondiale, però qualche indicazione (anche solo a livello di trend, se vogliamo) la si può comunque ricavare: e i dati di Nielsen dicono che negli ultimi nove mesi, dal quarto quarto del 2009 al terzo quarto dell’anno in corso, iOS montato su iPhone ha quasi raggiunto la quota di mercato di BlackBerry nel segmento smartphone a quota 30%, anche se a dire il vero più per demeriti altrui (leggi: il crollo di quasi 7 punti dell’OS RIM) che per una reale avanzata del sistema operativo di casa Apple, che in quel lasso di tempo ha guadagnato solo un paio di punti percentuali.
Chi procede proprio a gonfie vele, invece, è Android: se un anno fa la sua quota di penetrazione stazionava al di sotto del 5%, infatti, ora con una crescita impetuosa è arrivato a sfiorare il 20% dei telefonini a stelle e strisce di ultima generazione, ovvero uno ogni cinque; ma soprattutto presenta una curva di crescita davvero invidiabile e non è limitato a un solo tipo di dispositivo, come invece succede ai sistemi operativi rivali.

Considerando solo l’ultimo scorcio di questo 2010, da luglio a settembre, il robottino verde risulta addirittura in testa alle classifiche relative alle quote di mercato conquistate. Un’altra ricerca, a cura di MediaMemo, rileva infatti come il software di Google sia installato nel 44% dei prodotti del comparto mobile venduti nel cosiddetto Q3 2010, con una crescita di 11 punti rispetto al trimestre precedente. Nel giro di 12 mesi (Q3 2009 – Q3 2010), a conferma di quanto rilevato da Nielsen, BlackBerry ha perso ben 24 punti percentuali diventando il terzo concorrente scivolando dietro anche all’iOS di Apple, che pur avendo ceduto il 6% mantiene quel punticino che le permette di conquistare la seconda piazza assoluta.
Android Market raggiunge quota 100mila applicazioni, quasi il triplo per iPhone
Android ha annunciato tramite il suo account Twitter di aver raggiunto la quota di 100mila applicazioni presenti nel suo Android Market. Un traguardo importante per il robottino verde che, sebbene ancora lontano dalle quasi 300mila possibilità offerte dal rivale App Store, è aumentato al ritmo di +500% in un anno (a dicembre 2009 le app erano meno di 20mila) e mostra una crescita consistente di utenza e qualità dell’offerta.
La crescita dei vari store online dedicati alle applicazioni per smartphone sono ben riassunti in un grafico a cura di Business Insider, che mette a confronto la quantità di offerta a disposizione dell‘iPhone di Apple, dei cellulari Android di Google, dei BlackBerry di RIM e del più recente Windows Phone 7, di cui la casa madre di Redmond ha preannunciato l’esistenza di una dotazione iniziale pari a circa un migliaio di applicazioni.


