Editoria, la svolta dello Stato: “Basta finanziamenti per copie di giornali che non si vendono”
Il sottosegretario alla presidenza del consiglio con delega per l’editoria, Paolo Peluffo, ha annunciato che entro pochi giorni il governo adotterà gli atti amministrativi necessari per rifinanziare il fondo per l’editoria 2012 (che copre i rimborsi a oltre 90 testate italiane per alcune delle spese sostenute nel 2011). “L’intenzione è di intervenire in tempi rapidi – ha spiegato Peluffo – ma contestualmente bisogna rivedere i criteri per l’erogazione per spingere le aziende verso criteri di risparmio e verso le dimensioni giuste per vendere”.
L’idea, al momento, è quella di prendere come criteri i parametri delle copie effettivamente vendute, dell’effettiva occupazione professionale dei giornalisti e dei poligrafici e degli investimenti della testata nell’online.
Una strada di sobrietà che si uniforma alle difficoltà economiche del momento e che intende dire stop ai finanziamenti indistinti a pioggia all’editoria anche perché, come ha ammesso lo stesso Peluffo, “denaro pubblico non ce n’è e la situazione è seria. Di certo dobbiamo essere consapevoli che saranno indicati criteri di risparmio e selettività industriali molto severi per spingere le aziende nella direzione giusta”. In parole povere, finalmente, “non ci saranno più finanziamenti per copie di giornali che non si vendono”.
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