Archive for giugno, 2011
A luglio e agosto il palinsesto cinema di Cielo TV si decide su Facebook
Non si tratta propriamente di social tv, anche se gli elementi a ben vedere ci sono entrambi: da una parte l’aspetto televisivo è assicurato dal promotore dell’iniziativa, quella CieloTv che trasmette al canale 26 del digitale terrestre, dall’altra il fattore sociale è incarnato dal principe mondiale dei social network, Facebook. Da qualche giorno, infatti, l’emittente italiana dtt ha deciso di concedere ai fan della sua pagina (www.facebook.com/CieloTV) la possibilità di selezionare direttamente, al ‘costo’ della moneta più utilizzata sul sito, l’immancabile like, una manciata di pellicole da inserire nel palinsesto alle 21 di ogni giovedì di luglio e agosto.
Se per il mese più caldo dell’anno i giochi sono ancora del tutto aperti (il voto sarà possibile dal 7 luglio in poi), per quello che dà inizio al secondo semestre del 2011 gli internauti si sono già espressi: giovedì 30 giugno si parte con Hankock, mentre il 7 luglio spazio per Across the Universe. Sette giorni dopo, il 14, andrà in onda Ghost Rider, mentre per la terza settimana del mese gli utenti hanno premiato E venne il giorno.
Google+, ultima chiamata per Mountain View nel segmento social network
Nell’attesa di capire se siamo davanti a un nuovo flop di Mountain View sul versante dei social network, dopo le non troppo felici esperienze di Orkut (ad eccezione del Brasile) e Buzz, Google ha pubblicato il video di presentazione del suo ennesimo tentativo in campo sociale, l’atteso Google+. Dalle premesse promette bene, ma dopo le delusioni del passato soltanto un prodotto veramente funzionale e innovativo potrà risollevare le sorti del gigante americano nel settore. Per il momento Google+ è in fase di prova con accesso limitato, un test su un ristretto numero di utenti, ma presto sarà aperto a tutti i possessori di un account di Big G. Non ci resta che attendere l’invito.
In esclusiva, il ritorno dell’esclusiva
Ogni tanto, nel panorama ingessato dell’informazione italiana, spunta di nuovo quella parolina sempre più assente dal vocabolario del giornalismo tricolore, esclusiva. Quasi cancellata dall’impeto dei nuovi media e relegata ai margini dalla diffusione delle news in tempo reale, è raro assistere al fenomeno di un giornale – un sito web, in questo caso – che possa vantarsi di aver bruciato non solo temporalmente ma anche sul piano dei contenuti tutti i concorrenti.
E’ successo oggi al Corriere della Sera, che è venuto in possesso del testo del ministro dell’Economia Giulio Tremonti con le indicazioni per ridurre gli sprechi di enti pubblici e politica. Ecco così apparire, quasi in cima alla home page dell’edizione online, la rara indicazione dall’inconfondibile colore rosso.

La “green economy” di Internet
Chi si è mai chiesto quanta energia si consuma su Internet? Prova a raccontarlo una video-infografica di Patrick Clair che spiega quanto costa in termini ambientali l’enorme infrastruttura che sostiene la grande rete mondiale del World Wide Web.
Dodici mesi di Fatti Quotidiani online
Era cominciata così, non proprio nel migliore dei modi. Poi, come tutti i progetti di buona volontà, col tempo ha iniziato a ingranare e oggi, esattamente un anno dopo, il sito web del Fatto Quotidiano si può permettere di snocciolare numeri di tutto rispetto: 12 mesi di vita, quasi 400mila utenti al giorno di media con picchi oltre il mezzo milione, 549mila fan su Facebook, un milione e 658mila commenti pubblicati dai lettori, 55.872 follower su Twitter, 35.566 iscritti al canale Youtube (per oltre 18 milioni di visualizzazioni complessive, comprese quelle del periodo-Antefatto) e oltre 300 blog affidati a personalità della cultura, dello spettacolo, della politica, del giornalismo, della società civile.

E per il futuro? Come spiega il direttore dell’edizione web Peter Gomez il sito è destinato a crescere: dopo aver dato i natali alla sezione regionale dedicata all’Emilia-Romagna, infatti, la creatura di Antonio Padellaro si appresta a varare una nuova versione online e a implementare una web-tv con diversi eventi trasmessi in diretta streaming, sulla scia di CorriereTv o RepubblicaTv.
Foto | Flickr
Ciao mamma, sono sul Corriere!
Per un blogger a tempo perso come il sottoscritto, tanto più se il blog – come nel mio caso – è strettamente correlato ad argomenti in qualche modo legati al mondo del giornalismo italiano, veder apparire i propri contenuti su un quotidiano di primissima fascia dovrebbe essere motivo d’orgoglio, o quanto meno di grande soddisfazione. Devo dire, però, che la mia “prima volta” la immaginavo un tantino diversa.
Ma atteniamoci ai fatti. Il Corriere a cui allude il titolo è naturalmente il celebre Corriere della Sera diretto da Ferruccio De Bortoli, giornale tra i più apprezzati e venduti in Italia. Nello sfogliare la sua edizione online, Corriere.it, mi imbatto in prima pagina in un articolo firmato dal giornalista Elmar Burchia (e datato sabato 18 giugno 2011) dal titolo “Cosa avviene su internet in 60 secondi“.
Il titolo, ma soprattutto l’inconfondibile immagine ad esso associata, attrae immediatamente la mia attenzione anche perché 8 giorni prima avevo trattato sul mio blog del medesimo argomento, presentando ai miei poco più che 25 manzoniani lettori la sgargiante infografica realizzata da Shanghai Web Designers per snocciolare alcuni dati sul volume di attività dei maggiori social network e dei principali servizi web-based del mondo. In quel caso avevo deciso di intitolare il post – pubblicato venerdì 10 giugno – “Cose che succedono su Internet ogni 60 secondi“.
Scorrendo velocemente l’articolo di Burchia, però, mi è parso di individuare nel testo passaggi in qualche modo già noti, una serie di strane “assonanze” lessicali e affinità linguistiche con qualcosa di già letto. Una sorta di déjà vu testuale, insomma. A una più attenta rilettura del pezzo del Corriere, infatti, mi è stato chiaro il perché di questa sensazione. Andando a paragonare (almeno) l’ultimo paragrafo dell’articolo con il mio post, infatti, le similitudini sono piuttosto evidenti:
Cose che succedono su Internet ogni 60 secondi – 10 giugno 2011, Kobayashi Blog
Ogni minuto i server di Google rispondono a 694.445 interrogazioni (1); più di 6.600 fotografie sono caricate su Flickr e 600 video vengono immessi su YouTube (2); su Facebook vengono aggiornati 695mila status e postati 510mila commenti sulle bacheche dei propri amici (3); sono spediti 168 milioni di messaggi di posta elettronica; nascono 60 nuovi blog e vengono scritti 1500 post (4); su Twitter vengono creati 320 nuovi account e generati 98mila messaggini da 140 caratteri (5); si scaricano 13mila app per iPhone; vengono pubblicati 20mila nuovi post su Tumblr; si scaricano più di 50 copie della piattaforma di blogging WordPress e 125 plugin; nascono almeno 100 nuovi account su LinkedIn (6); viaggiano in rete oltre 370mila minuti di chiamate via Skype (7); Pandora distribuisce 13mila ore di musica in streaming.
Cosa avviene su internet in 60 secondi – 18 giugno 2011, Corriere.it
Ogni 60 secondi i server di Google rispondono a 694.445 interrogazioni (1) e su YouTube vengono immessi 600 nuovi video (2) o, in altre parole, 25 ore totali di durata complessiva.
MEZZO MILIONE DI COMMENTI SU FB - I social network fanno la parte del leone: su Facebook vengono aggiornati 695 mila status e postati 510 mila commenti sulle bacheche dei propri amici (3); sul microblog di Twitter vengono creati 320 nuovi profili e generati 98 mila messaggini da 140 caratteri (5). In questo lasso di tempo viaggiano in rete più di 370 mila minuti di chiamate via Skype (7). Gli internauti non solo scaricano le applicazioni per l’iPhone (13 mila ogni 60 secondi), ma anche browser quali Firefox, oltre 1.700 al minuto. E poi ancora: nascono 60 nuovi blog; vengono scritti 1.500 post (4); registrati 70 nuovi domini. 60 secondi sono sufficienti per pubblicare 20 mila nuovi messaggi testuali sulla piattaforma Tumblr. Infine, nascono almeno cento nuovi account su LinkedIn (6) e 40 nuove domande vengono poste sulla pagina di YahooAnswers.com
E’ pacifico che i dati di partenza siano fissi, immutabili, non generati dal mio impegno di ricerca ma riportati (con citazione esplicita e link!) dal lavoro di qualcun altro; è altrettanto innegabile, però, il copia/incolla di alcune espressioni particolari, anzi probabilmente dell’intero post con l’aggiunta di successive piccole modifiche e inserti originali per rendere meno evidente il “plagio”.
Intento non riuscito: come si vede bene dal confronto di cui sopra, infatti, almeno 7 espressioni sono riportate pari pari nella loro formulazione originale (la mia, risalente a ben 8 giorni prima della pubblicazione sul sito del Corriere). Espressioni che, come è facile verificare scorrendo l’archivio, ricorrono spesso in questo blog a causa della mia “deformazione professionale” a non usare le stesse parole a breve distanza per esprimere lo stesso concetto; deformazione che spesso, ad esempio, mi porta a definire i twit di Twitter come (espressione discutibile, lo so) “messaggini da 140 caratteri”.

Alla luce dei fatti la beffa, per altro, è anche in quell’ironico “Riproduzione riservata” posto dal quotidiano in calce a ogni suo articolo pubblicato online, che di fatto si appropria – non si sa quanto legalmente, a questo punto – del lavoro intellettuale altrui. Quello che mi infastidisce in questa vicenda, che non è certo stata la prima del genere né sarà purtroppo l’ultima, è che sarebbe bastata una qualche forma d’attribuzione del paragrafo prelevato per sgombrare il campo da qualsiasi ambiguità.
Meglio ancora sarebbe stata una richiesta diretta: non avrei infatti avuto il minimo indugio ad acconsentire alla pubblicazione del testo – anche in forma originale e anche senza il riconoscimento di alcun compenso monetario – sul sito di un quotidiano che reputo ancora degno di una certa autorevolezza. Oltretutto il tentativo è stato quanto meno stupido, se si considera che è stato fatto su un articolo che non necessitava di competenze specialistiche di alcun tipo – se non di maggior onestà intellettuale – per essere riscritto meglio del mio in meno di 5 minuti.
Lo stesso Elmar Burchia, d’altra parte, non pare essere nuovo a questo genere di “prestiti senza permesso”, stando almeno a una rapida ricerca in rete: dei primi 10 risultati della query relativa al suo nome+cognome sul motore di Mountain View, ad esempio, più della metà sono dedicati alle sue imprese a cavallo tra clamorose sviste e passeggiate sul ciglio del copyright.
Paura, eh?!
Con il governo ormai appeso a una maggioranza sempre più traballante e l’alleato leghista che si diverte a tenere il fronte del Pdl sulla graticola con dichiarazioni sibilline (il “Basta sberle” post-referendum di Calderoli e il più esplicito “L’addio a Berlusconi è un’ipotesi sul tavolo” di Matteo Salvini) e gesti equivoci (l’ormai celebre pollice verso di Bossi alla domanda dei giornalisti sulla tenuta dell’esecutivo) anche la stampa di centrodestra ha intuito il momento difficile della compagine berlusconiana e ha deciso di correre ai ripari.
Libero, in particolare, appena rimasto orfano del suo fondatore Vittorio Feltri, ha preso una decisione con pochi precedenti: rompendo il tabù del lunedì, giorno della settimana che lo vede prendere – assieme a pochi altri, tra cui ad esempio Il Fatto Quotidiano – un momento di pausa dalle rotative, il giornale diretto da Maurizio Belpietro sarà in edicola il 20 giugno in edizione straordinaria per raccontare tutti gli aspetti del raduno leghista di Pontida, che si terrà domenica 19 giugno e che di fatto rappresenta uno spartiacque per la sopravvivenza della maggioranza.

L’atteso discorso del Senatùr Umberto Bossi, unico governante del Carroccio ammesso sul palco della grande manifestazione padana, potrebbe rappresentare infatti uno snodo cruciale per il futuro del governo e il quotidiano milanese non intende lasciarsi sfuggire la copertura giornalistica dell’evento che, a detta di qualche analista politico, potrebbe svelare la decisione della Lega Nord di “staccare la spina” e far tornare l’Italia alle elezioni anticipate.
La campagna, a dire il vero, è già iniziata sul sito del quotidiano: a partire dallo speranzoso titolo di testa “Il governo riparte da Pontida” fino alla sezione speciale sulla storia del raduno leghista, che permetterà domenica di seguire l’iniziativa in diretta, passando attraverso il video-editoriale del direttore Belpietro e il sondaggio “A Pontida la Lega Nord deve annunciare l’uscita dalla maggioranza?”.
