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Giornalismo, social network e dinamiche della Rete

Archive for aprile, 2011

Facebook introduce “Send button”, la selezione nella condivisione

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Solo un anno fa Facebook introduceva il pulsante Like, capace in soli 12 mesi di cambiare profondamente il paradigma della condivisione sociale online accorciando alla distanza di un singolo click la possibilità di diffondere contenuti nella propria cerchia di “amici”, ma anche allargando all’inverosimile – allo stesso tempo – la pubblicizzazione delle proprie preferenze e la loro risonanza sul web.

Oggi il social network più grande del mondo gli regala un fratellino minore, il tasto Send. Con quest’ultimo – integrabile su qualunque sito e già attivo su piattaforme come quelle del Wall Street Journal, del Washington Post o dell’Huffington Post - sarà possibile condividere informazioni sotto forma di link+testo soltanto con alcuni sottoinsiemi della propria rete sociale: un gruppo di Facebook, un singolo contatto o una limitata lista di persone (attraverso i messaggi interni del sito) oppure un singolo indirizzo e-mail. In altre parole, la selezione nella condivisione.

facebook_send_wpost

Nell’era del tutto-a-tutti si tratta di una piccola rivoluzione. Mark Zuckerberg e il suo staff sembrano aver imparato la lezione, almeno stando alle ultime mosse: esistono situazioni in cui non è necessario rendere partecipe tutto il proprio elenco di amici virtuali di una singola, determinata informazione, anzi può essere addirittura un passaggio non voluto e controproducente (per paura di una diffusione troppo estesa e incontrollata) per il quale finora, in assenza di valide alternative, spesso quell’ipotetica condivisione non si è mai concretizzata.

Per WordPress l’inserimento del nuovo pulsante è piuttosto semplice. Si tratta di aggiungere nel template del proprio blog qualche riga di codice dentro al loop dei file .php dei singoli articoli oppure in quello relativo all’home page, a seconda del tema installato e delle proprie preferenze, nel punto desiderato (rispettivamente tasto “Send”, in inglese, e tasto “Invia” in italiano):

<div id="fb-root"></div>
<script src="http://connect.facebook.net/en_US/all.js#xfbml=1"></script>
<fb:like href="<?php the_permalink(); ?>" show_faces="true" width="450" send="true">
</fb:like>

<div id="fb-root"></div>
<script src="http://connect.facebook.net/it_IT/all.js#xfbml=1"></script>
<fb:like href="<?php the_permalink(); ?>" show_faces="true" width="450" send="true">
</fb:like>

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aprile 25th, 2011 at 10:40 pm

Logo di Pasqua

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C’è chi cambia il proprio logo tutti i giorni, come il motore di ricerca Google, e chi soltanto in particolari occasioni, come è successo lo scorso 17 marzo ai maggiori giornali italiani per celebrare la ricorrenza dell’unità d’Italia con qualche adattamento tricolore della testata nell’edizione cartacea o digitale; e poi c’è chi, come il quotidiano di ispirazione cattolica L’Avvenire, decide di modificare il proprio riconoscimento visuale distintivo in date significative per il lettorato di riferimento, come è successo appunto questa domenica 24 aprile, giorno di Pasqua dell’anno 2011: via il consueto blu chiaro di sfondo, spazio invece alla fiammella di una candela.

avvenire_pasqua

Tanti auguri!

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aprile 24th, 2011 at 5:58 pm

Posted in Avvenire

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Borgomastri

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Nella redazione della Padania, evidentemente, non amano le ripetizioni, ma questa fissazione porta talvolta a risultati un po’ ridicoli – come nella prima pagina dell’edizione odierna.

padania_borgomastri

Si traducono solitamente con borgomastro il titolo Bürgermeister (letteralmente ‘capo dei cittadini’) usato nei paesi di lingua tedesca o bilingui (Austria, Germania, Liechtenstein e provincia autonoma di Bolzano), burgemeester usato nei Paesi Bassi e nel Belgio neerlandofono, borgmästare usato in Svezia. (da Wikipedia)

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aprile 22nd, 2011 at 11:52 am

That’s the way I like it!

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Il like button di Facebook compie il suo primo anno. In 12 mesi ha cambiato radicalmente il paradigma della condivisione sociale, accorciando a un singolo click la diffusione di contenuti nella propria rete di amici, tanto che oggi viene inserito al ritmo di oltre 10mila nuovi siti e blog ogni giorno ed è arrivato a rappresentare il social network di Mark Zuckerberg in più di 2,5 milioni di spazi web.

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aprile 21st, 2011 at 2:39 pm

Metagiornalismi

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Chi l’avrebbe mai detto soltanto pochi anni fa? Il giornalismo che, per fare notizia, parla di sé stesso e fa assurgere il presunto scoop di un quotidiano concorrente addirittura al rango di seconda news più importante della sua edizione online. E’ successo oggi a Repubblica.it, in questo caso per riprendere il “fuoco amico” del ministro per i Beni culturali Giancarlo Galan contro il titolare dell’Economia Giulio Tremonti, ma la consuetudine è ormai il pane quotidiano delle varie testate di lotta (o di governo) come Il Fatto Quotidiano, Libero o Il Giornale.

repubblica_tremonti_giornale

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aprile 21st, 2011 at 2:06 pm

Libero Breaking News

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Non c’è dubbio che la notizia del giorno sia il ritrovamento del corpo senza vita di Vittorio Arrigoni, volontario e attivista italiano per i diritti umani rapito ieri mattina da un gruppo salafita ultra-estremista a Gaza City e ucciso nella notte tra giovedì e venerdì in un appartamento della città: sarebbe stato giustiziato (senza che fosse rispettato l’iniziale ultimatum di 30 ore concesso dai terroristi) qualche ora prima del previsto blitz delle forze di sicurezza israeliane di Hamas, che dal video diffuso in rete dai rapitori erano riuscite a risalire a uno dei responsabili e quindi a individuare il luogo della detenzione dell’italiano.

Questa mattina, cercando su Google informazioni su argomenti assolutamente non correlati a quanto accaduto nella Striscia di Gaza, sono risalito fino al link di un articolo che il motore di ricerca attribuiva (correttamente) alla versione online del quotidiano Libero. Cliccando sul collegamento ipertestuale, tuttavia, la visualizzazione del pezzo è stata subito interrotta da una sorta di pop-up in stile breaking news che tratteggiava a grandi linee (come si vede dallo screenshot: testata del quotidiano, titolo, sommario, foto e didascalia) la notizia della morte di Arrigoni, rimandando l’utente alla lettura dell’articolo completo attraverso un grosso pulsante “Leggi Tutto” – sotto al quale, tra l’altro, campeggiava una vistosa pubblicità poco contestuale e ancor meno opportuna.

libero_breaking_news

Written by Kobayashi

aprile 15th, 2011 at 6:59 pm

Deberlusconizer, il software che oscura Silvio dal web

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Il Deberlusconizer è un software che, attivato sul browser dell’utente durante la navigazione in rete, blocca l’accesso a qualsiasi contenuto – testo e immagini – relativo al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi oscurandone le ricorrenze con rettangoli di colore giallo, proprio come le pecette degli omissis nei documenti riservati. Esatto: se fosse attivo su questo stesso post che state scorrendo non potreste leggere alcune delle parole pubblicate, ad esempio “Presidente del Consiglio” o “Silvio Berlusconi”. Ma non agisce solo sulle citazioni dirette: il programmino, infatti, di fatto “censura” anche diverse parole legate ad argomenti correlati come premier, Ruby o bunga bunga.

Ecco come apparirebbe su Deberlusconizer il mio post di ieri, “La reputazione online e quel web che non concede oblìo“, dedicato alle ultime rivelazioni delle due diciottenni Ambra Battilana e Chiara Danese sulla loro serata trascorsa ad Arcore nell’agosto del 2010.

deberlusconizer_kobayashi

Il software, sviluppato da un gruppo di artisti e programmatori, inizialmente sostituirà le parole e le immagini che si riferiscono al capo del governo con delle bande di colore giallo. Nella fase successiva, invece, questi spazi colorati lasceranno il posto a una serie di interventi di artisti italiani e stranieri “invitati a riflettere su Internet – spiega l’ideatore del progetto – come contesto pubblico e a immaginare un nuovo destino per questo spazio liberato”. In un secondo momento, infine, saranno gli stessi utenti a decidere e proporre nuovi contenuti alternativi da sostituire alle ricorrenze individuate. Il progetto è a cura di Elisa Giardina Papa, Fabrizio Giardina Papa, Giovanni Salerno e Floriano Lapolla, mentre gli artisti sono stati selezionati dal critico d’arte Domenico Quaranta.