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Giornalismo, social network e dinamiche della Rete

Archive for dicembre, 2010

Belpietro, Libero, il giornalismo e quelle “strane storie” su Gianfranco Fini

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Girano strane voci a proposito di Fini. Non so se abbiano fondamento, se si tratti di invenzioni oppure, peggio, di trappole per trarci in inganno. Se mi limito a riferirle è perché alcune persone di cui ho accertato identità e professione si sono rivolte a me assicurandomi la veridicità di quanto raccontato e, in alcuni casi, dicendosi addirittura pronte a testimoniare di fronte alle autorità competenti. Toccherà quindi ad altri accertare i fatti.

Esordisce così l’editoriale odierno di Maurizio Belpietro, direttore responsabile di Libero, pubblicato in bella evidenza sulla prima pagina dell’edizione di lunedì 27 dicembre con l’ambiguo titolo “Su Gianfranco iniziano a girare strane storie…”. Nel prosieguo del pezzo Belpietro informa i lettori su un presunto progetto di attentato al presidente della Camera Gianfranco Fini (orchestrato da non meglio specificati mandanti pugliesi in modo da far ricadere la colpa sul premier Silvio Berlusconi) e una presunta frequentazione occasionale di Fini con una escort di Modena.

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Un articolo pericoloso per il concetto stesso di giornalismo, chiamato per sua natura e dovere professionale a controllare le fonti e verificare i fatti prima di rendere pubblici (direttamente o di riflesso, dato che molti altri quotidiani nazionali hanno ripreso la “notizia”) a migliaia di cittadini italiani.

Quel “toccherà quindi ad altri accertare i fatti” è al tempo stesso un lavarsi le mani che un buon giornalista non può mai e poi mai permettersi e una scorciatoia fin troppo facile per lanciare il sasso e nascondere la mano, auto-deresponsabilizzandosi nel breve giro di 7 parole dopo aver tentato in qualche modo di delegittimare quello che – dopo lo strappo dal Pdl - è diventato nient’altro che un avversario politico, e non più la terza carica dello Stato e il rappresentante di un’istituzione.

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Fabio Chiusi, secondo me,  inquadra molto bene la questione sul suo blog Il Nichilista quando sostiene che “una volta messe in pagina, e Belpietro lo sa bene, le voci tendono ad assomigliare ai fatti, a confondersi con essi e alimentare altre, e ancora meno attendibili, voci“. E’ esattamente questo lo schema della macchina del fango, con la quale è semplice cimentarsi nell’arte di lanciare accuse senza preoccuparsi di verificarne la veridicità, confidando nella reazione a catena che questa genera di bocca in bocca, di passaparola in passaparola. Feltri docet, in fondo, e non sembra affatto un caso il suo prossimo approdo alla guida editoriale del quotidiano milanese. Con le due bocche da fuoco contemporaneamente attive, dal 3 marzo 2011, Libero tornerà a far parlare spesso di sé.

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dicembre 27th, 2010 at 7:56 pm

La Natività ai tempi dei social network: e se Gesù fosse nato tra Google, Twitter e Facebook?

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Anche per quest’anno disperavo di riuscire a trovare qualcosa di non troppo banale per fare ai lettori di questo blog gli auguri di buon Natale, poi per fortuna mi sono imbattuto in questo: “Se Gesù fosse nato ai tempi di Google e Facebook?“, una simpatica (a tratti irriverente, ma mai volgare) cronistoria della Natività del Figlio di Dio raccontata come se a quel tempo ci fossero già tutti i social media di cui il mondo dispone oggi.

E così tra scambi di email, annunci su Facebook, follower della stella cometa su Twitter e check-in su Foursquare per segnalare la capanna ai Magi (che acquistano i loro doni su Amazon!) c’è tutto il senso della fusione tra quel mondo che oggi appare così lontano e la modernità dell’annuncio natalizio.

(via | Excentric)

Tanti auguri di buon Natale!

Buon Natale da Rcs e L’Espresso: le app di Repubblica, Corriere e Gazzetta dello Sport gratis su iPhone

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Allora, i casi sono due: o sto perdendo la tredicesima in costi di connessione senza accorgermene, anche se a dirla tutta non compare più nessun alert come invece accadeva in precedenza, oppure hanno davvero eliminato la richiesta di micropagamento di 9 centesimi a pagina finora necessari per navigare sulle app per iPhone di Repubblica, Corriere della Sera e Gazzetta dello Sport.

repubblica_corriere_gazzetta_app_iphone

La versione per lo smartphone di Apple dei tre maggiori quotidiani italiani pare dunque essere tornata accessibile liberamente a tutti, senza il filtro all’ingresso, anche se rimangono attive le offerte di abbonamento (mensili, semestrali e annuali) per consultare i giornali nella loro completezza. Un inatteso regalo di Natale da Rcs e Gruppo Editoriale L’Espresso?

Google Chrome for a Cause, un milione di dollari per le 5 opere di beneficienza

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Sono cinque i soggetti che hanno beneficiato della generosità di Google e dell’impegno degli utenti di Chrome nel progetto Chrome for a Cause: 245,278 dollariThe Nature Conservancy, un’organizzazione per la protezione delle terre “ecologicamente rilevanti” che pianterà alberi nella Foresta tropicale Atlantica; 232,791 dollariCharity Water, una no-profit che si occupa di procurare acqua sicura alle popolazioni del sud del mondo con la costruzione di pozzi; 142,518 dollariRoom to Read, associazione che pubblicherà libri di scrittori e illustratori da donare alle scuole e alle biblioteche di paesi asiatici e africani; 267,336 dollariDoctors Without Borders, l’equivalente internazionale di “Medici senza frontiere”, che li userà per portare in Africa vaccini contro la meningite; 112,078 dollariUn Techo para mi Paìs, che si preoccuperà di costruire rifugi per le famiglie povere dell’America Latina.

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In totale 60,599,541 tab aperte e “donate” dagli utenti in 5 giorni, per un milione di dollari complessivo di budget in opere di solidarietà messo a disposizione da Mountain View. Il progetto Chrome for a Cause è consistito semplicemente in un’estensione da installare sul proprio browser.

chrome_for_a_cause_iconL’add-on ha conteggiato il numero di nuove tab aperte tra il 15 e il 19 dicembre 2010: ogni nuova tab è valsa un punto, e ciascun punto è andato a costituire il “montepremi” giornaliero da devolvere a una delle 5 associazioni no-profit individuate dal quartier generale di Mountain View.

I “furbetti del Giornalino” #3 – Feltri si trasferisce armi e bagagli (e stratagemmi) a Libero

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Non c’è due senza tre per Vittorio Feltri, che prosegue il suo presenzialismo in prima pagina sui due quotidiani di area centro-destra come se fosse in tour per presentare il suo nuovo album. In realtà – anche se non è certo l’ultimo arrivato e non ha necessità di farsi conoscere – da vera rockstar del giornalismo d’opinione qualcosa deve pubblicizzare: il suo addio al Giornale per passare al concorrente Libero come nuovo direttore editoriale, ricreando la strana coppia con Maurizio Belpietro (nei panni di direttore responsabile); e forse intende anche celebrare pubblicamente la sua furbizia.

Feltri infatti non perde occasione, da quando è stato sospeso per 3 mesi dall’Ordine dei Giornalisti in seguito all’ormai celebre “caso Boffo” per ribadire – quasi in tono di sfida all’organismo professionale che l’ha sanzionato pesantemente per la campagna di stampa diffamatoria verso il collega dell’Avvenire, costretto poi alle dimissioni – da una parte la sua aurea di superiorità rispetto al provvedimento e dall’altra la sua nuova collocazione nel girone dei “martiri della libertà di stampa”.

Come si diceva poco sopra, non c’è due senza tre:  se mercoledì 15 dicembre, all’indomani del voto di fiducia alla Camera dei Deputati che ha visto affondare la mozione di sfiducia presentata dall’opposizione contro il governo, Il Giornale non si era fatto pregare per sbattere in prima pagina una maxi intervista a Feltri (in sostanza un editoriale camuffato da colloquio impegnato), e se nell’edizione di mercoledì 22 dicembre ancora lo stesso quotidiano di via Negri aveva salutato l’abbandono di Feltri con un colpo di coda finale (trovando spazio in prima pagina per una lettera di commiato dell’ormai ex direttore ai lettori), questa volta il campo di sfida alle sanzioni dell’Ordine dei giornalisti si sposta sul nuovo terreno editoriale, proprio quel Libero che Feltri andrà a condurre – anzi, ufficialmente conduce da martedì 21 dicembre.

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Esatto: come regalo di benvenuto, poiché il neo-direttore editoriale non potrà cimentarsi in attività giornalistiche fino al 3 marzo 2011, Maurizio Belpietro lo ha salutato con una evidentissima intervista in prima pagina che apre l’edizione di giovedì 23 dicembre in cui il nuovo arrivato spiega i motivi del suo ritorno al quotidiano milanese di via Majno che lui stesso aveva fondato dieci anni fa, nel 2000.

La volontà della nuova coppia al timone di Libero, per altro, era già stata ampiamente espressa durante la conferenza stampa di presentazione di mercoledì 22 dicembre. I due direttori saranno direttori ed editori, ciascuno con una quota del 10%, e puntano ad arrivare a superare le centomila copie fatte registrare a novembre. Confermata l’assenza dalle edicole del lunedì, ci sarà anche negli altri giorni della settimana meno spazio alla carta, con uno snellimento del numero delle pagine di ciascun numero in edicola; al contrario sono state promesse più risorse per il web, con un rafforzamento del sito internet che ad oggi non appare competitivo nella forma e nell’usabilità rispetto a molti degli altri quotidiani nazionali concorrenti.

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dicembre 23rd, 2010 at 1:24 pm

L’ultimo regalo di Natale? Un regalo di Natale agli ultimi

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Il tempo dei regali natalizi è davvero agli sgoccioli: manca ormai pochissimo alla vigilia e i pacchetti spesso sono già ammucchiati sotto l’albero, pronti per essere scartati. C’è spazio soltanto per le trovate in extremis, per i colpi di genio dell’ultim’ora: e uno di questi, senza dubbio uno dei migliori, è pensare per un momento anche a chi di questo “regalo di Natale” avrebbe in realtà bisogno tutto l’anno. Sono i milioni di bambini che vivono nei paesi in via di sviluppo, e che possono essere aiutati a vivere un po’ più dignitosamente grazie a un piccolo gesto, la Lista dei Desideri di Save the Children.

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Save the Children è la più grande ong (organizzazione non governativa) internazionale indipendente che lavora per migliorare concretamente la vita dei bambini in Italia e nel mondo. Nata nel 1919, ad oggi opera in 120 paesi del mondo con una rete di 28 organizzazioni nazionali (tra cui Save the Children Italia) per realizzare programmi di salute, risposta alle emergenze, educazione e protezione dei bambini dagli abusi e dallo sfruttamento. Non è per glorificarne la storia, ma per dire: di loro ti puoi fidare.

La Lista dei Desideri di Save the Children è un’iniziativa che si protrae ormai da qualche anno (ne scrissi su questo blog nel 2008): ogni Natale l’organizzazione mette a disposizione un elenco di regali utili, originali e soprattutto solidali per aiutare le famiglie meno fortunate che abitano in alcuni dei luoghi più poveri della terra. Molti dei doni in lista richiedono un investimento davvero minimo per chi lo fa (si parte da 10 euro), ma assolutamente vitale per chi lo riceve.

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La Lista dei Desideri è piena di regali scelti apposta per aiutare a cambiare le vite di tanti bambini in tutto il mondo: un piccolo allevamento di polli, zanzariere per evitare il contagio della malaria,  filtri depuratori per l’acqua, coperte per avvolgere i neonati, palloni da calcio per far divertire i più giovani, vaccini per combattere le tante malattie che fustigano i paesi sottosviluppati oppure la femmina di yak, la simpatica mascotte dell’iniziativa.

Tutti i doni rappresentano interventi oppure oggetti “salvavita”, nel senso che risultano essere fondamentali e indispensabili all’interno dei progetti dell’associazione umanitaria poiché contribuiscono a migliorare concretamente la vita di molti bambini e delle loro famiglie. Con i fondi raccolti nel corso del 2010 Save the Children riuscirà a finanziare due progetti in Etiopia e Mozambico a favore della salute materno-infantile, della nutrizione e dell’istruzione dei due paesi africani.

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Il regalo scelto andrà simbolicamente al destinatario del dono, che riceverà per conoscenza una cartolina che attesta la partecipazione alla campagna di solidarietà, mentre concretamente Save the Children si impegna a far pervenire l’aiuto necessario a beneficio dei bambini delle aree del mondo in cui lavora. Per fare i regali della Lista dei Desideri ci sono poche e semplici indicazioni:  scegliere il regalo che si vuole destinare a un amico, un parente, un membro della famiglia e indicare se si vuol far ricevere al destinatario del dono una cartolina oppure un’e-card e personalizzarla con il proprio augurio.

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dicembre 23rd, 2010 at 12:29 am

I “furbetti del Giornalino” #2: per aggirare la sospensione Feltri in prima pagina con una lettera

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Vittorio Feltri, nonostante sia recentemente passato da direttore editoriale de Il Giornale ad analogo incarico a Libero, ricreando la strana coppia con Maurizio Belpietro, non perde il gusto di aggirare le regole e, incurante del provvedimento che gli è stato inflitto alcune settimane fa dall’Ordine dei Giornalisti in seguito all’ormai celebre “caso Boffo” (3 mesi di sospensione dalla professione giornalistica fino al 3 marzo 2011) non finisce di stupire.

In attesa di vederlo al timone del duopolio delle meraviglie del giornalismo di centrodestra, e dopo averlo già ammirato all’opera in un clamoroso workaround per sbeffeggiare la sanzione ricevuta (mercoledì 15 dicembre, all’indomani del voto di fiducia alla Camera, Il Giornale ha infatti pubblicato in prima pagina una maxi intervista a Feltri a firma di Valeria Braghieri, praticamente un editoriale camuffato da colloquio), nell’edizione di mercoledì 22 dicembre abbiamo assistito al colpo di coda finale della direzione Feltri: ancora in prima pagina, come si conviene al padre-padrone del quotidiano di via Negri, ma questa volta con una lettera di commiato indirizzata ai lettori.

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L’ultimo stratagemma, insomma, per scavalcare le disposizioni di quello che Feltri definisce “un bavaglio” alla sua attività; l’ultimo trucco da stregone del giornalismo, almeno per quanto riguarda la sua permanenza al comando della testata milanese, per far sentire la propria voce pur senza incorrere – o almeno questo è quel che si augura il neo-Liberista – negli strali dell’Ordine dei giornalisti.

Ora che me ne vado del tutto, mi sembra opportu­n­o spiegare ai lettori perché ho pre­so simile decisione. Primo. Non lascio per la secon­da volta questa gloriosa testata per motivi polemici. Anzi. Sono grato a coloro che mi hanno seguito con entusiasmo, e a te, in particolare, per l’aiuto fondamentale che mi hai dato in sedici mesi di lavoro al­lo scopo di rilanciare il nostro quo­tidiano. Secondo. Il problema è che la sanzione disciplinare (a mio avvi­so ingiusta) mi vieta di esercitare la professione fino al 2 marzo 2011. Che faccio intanto? Poiché deside­ro non essere un peso per la reda­zione e per l’azienda, né mi piace stare con le mani in mano, cambio mestiere: mentre sconto la «pena» (il bavaglio) che mi impedisce di scrivere articoli, faccio l’editore. Poiché non posso farlo qui, dato che ce n’è già uno, e molto valido, mi trasferisco a Libero , di dove so­no venuto, che mi ha offerto la pos­sibilità di cimentarmi nel ruolo, ap­punto, di editore (oltre che di diret­tore editoriale) accanto a Mauri­zio Belpietro. Sono certo che i letto­ri e tu comprenderete le ragioni della scelta. Non si tratta di diser­zione né di disaffezione verso il Giornale.