Repubblica.it, un restyling che sa di occasione persa

Editoria, Repubblica — By Kobayashi on aprile 22, 2010 at 12:50
Cambia, ma non troppo, l’homepage di Repubblica.it: qualche ritocco grafico, il ripensamento di alcune sezioni, l’aumento di elementi multimediali. Nessuna rivoluzione, insomma, ma semmai la combinazione tra una rinfrescatina di facciata per dare un look vagamente più moderno al giornale e una valorizzazione, esaltata dall’articolo di presentazione delle novità ma a dire il vero non così evidente, ai contenuti interni del quotidiano (quelli, per intenderci, che esulano dalle notizie “da prima pagina” e che quindi difficilmente vedranno le luci della ribalta) con 25 sezioni tematiche che, nella speranza di chi ha architettato il rifacimento del sito, dovrebbero aumentarne la profondità.

In realtà, come si evince efficacemente dallo screenshot dell’intera homepage, a farla sempre più da padrone è la colonna di destra, il cosiddetto boxino morboso di Repubblica (come ribatezzato criticamente da una fetta sempre più consistente di internauti), che occupa praticamente l’intera lunghezza della pagina proponendo contenuti extra-testuali come foto, audio e video che difficilmente troverebbero spazio su un’edizione cartacea; mentre il sito, per certi versi comprensibilmente, per non essere un semplice clone, mira a dare agli utenti un’esperienza diversa da quella tradizionale puntando su un mix di contenuti ammiccanti, surreali, stravaganti.

In tutto questo, di conseguenza, come appare ovvio a perderci sono le notizie: fattore che sarebbe anche trascurabile se si trattasse di un blog o di un sito amatoriale, non se parliamo della versione online di uno dei principali quotidiani del paese per diffusione e rilevanza.

Le notizie, appunto. E’ vero: con una testata centrata la news principale appare maggiormente valorizzata di quanto accadesse in passato, ma la doppia colonna sottostante (con altre due notizie in evidenza) isola e “stacca” troppo il titolo di apertura dalla sezione centrale contenente gli altri articoli importanti della giornata; sensazione di vuoto ancor più accentuata dal bianco che circonda i due riquadri, che esalta lo spazio piuttosto che il testo, e probabilmente anche dall’eventuale – non sempre succede – assenza della foto in una delle due parti di sinistra e di destra (come nell’immagine poco sopra).

Capitolo pubblicità: la testata prosegue (anzi, inizia) la linea grafica degli spazi pieni/spazi vuoti lasciando molto bianco ai due lati del logo del quotidiano, spazi che poi vengono riempiti con minibanner o con due specie di finestrelle che agevolano (!) la visione della skin sullo sfondo del sito. Una modalità pubblicitaria che sta diventando sempre più utilizzata dai grandi player dell’informazione online, ma che allo stesso tempo sta scatenando in Rete un acceso dibattito: (al netto di strumenti come AdBlock e affini) se è vero che l’identità di un giornale si fonda sulle notizie che evidenzia, sul taglio utilizzato e dunque sul servizio informativo che rende all’utente, è altrettanto pacifico affermare che la presentazione al lettore gioca la sua parte e può condizionare per alcuni versi l’intera percezione del prodotto editoriale.

Per concludere, è inutile anche la captatio benevolentiae finale dell’articolo con cui il giornalista presenta le novità del 2010:

Quattro anni fa varammo il nuovo sito prima dei Mondiali di Germania: e non diciamo altro

il nuovo Repubblica.it è un sito che – come il precedente, a dirla tutta – non decolla e perde decisamente il confronto diretto con quello del Corriere, che per quanto ancora molto migliorabile rappresenta ad oggi il vertice nel panorama italiano per quanto riguarda il rapporto tra qualità delle notizie ed esperienza di navigazione.

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