Ricerca Bbc World, per il 79% l’accesso Internet è un diritto fondamentale di ogni persona
Internet — By Kobayashi on marzo 8, 2010 at 19:25GlobalScan ha condotto per conto di BBC World una ricerca su Internet con interviste faccia-a-faccia o telefoniche a quasi 28mila cittadini – di cui poco più della metà auto-dichiaratisi utenti di Internet – in 26 paesi del mondo (assente l’Italia: Australia, Brasile, Canada, Cile, Cina, Corea del Sud, Costa Rica, Egitto, El Salvador, Filippine, Francia, Germania, Ghana, Guatemala, Honduras, India, Indonesia, Giappone, Kenya, Messico, Nicaragua, Nigeria, Pakistan, Panama, Portogallo, Regno Unito, Russia, Spagna, Thailandia, Turchia e Usa).

Molto interessanti i risultati, soprattutto quel 79% che pensa all’accesso Internet come a un diritto fondamentale di ogni persona, dato che sale all’87% tra quelli che usano la Rete e non scende sotto il 71% tra coloro che non si dichiarano utenti di Internet. Tra i paesi con la maggior propensione a questa prospettiva troviamo le quasi plebiscitarie Corea del Sud (96%) e Messico (94%), e poco distante la Cina (87%), non a caso nazioni dove i diritti umani non sono esattamente all’ordine del giorno.

Secondo il sondaggio mondiale la maggior parte dei web-user commenta positivamente i cambiamenti che la Rete ha apportato al modo di vivere di ogni giorno: più informazioni disponibili per costruire la propria opinine su determinati argomenti (il 90%), maggior libertà di pensiero (il 78%) e più possibilità di connessione sociale tramite varie forme di networking (il 51%).
E ancora: gli aspetti del Wordl Wide Web più apprezzati riguardano la possibilità di trovare informazioni di ogni tipo (47%) e di relazionarsi interagendo con persone da ogni parte del mondo (32%). Meno considerati i vantaggi in termini di fonte di divertimento (12%), di ricerca e acquisto di prodotti e servizi (5%) e come luogo di scambio di idee creative e contenuti (solo il 3%).
L’altro lato della medaglia, invece, riguarda il rischio di truffe online e il timore di esprimere opinioni nette che potrebbero ripercuotersi in qualche modo sugli aspetti privati o pubblici della vita quotidiana, dalle relazioni sentimentali al posto di lavoro fino al proprio circolo di amicizie o conoscenze. Minori invece le preoccupazioni per la presenza di contenuti violenti o espliciti (27%), mentre solo un intervistato su cinque si preoccupa delle questioni relative alla privacy digitale.

Il 48% degli interpellati ritiene Internet un posto sicuro per discutere o esplicitare il proprio pensiero, mentre l’altra metà ha paura di esprimersi (soprattutto in Corea del Sud, Francia, Germania, Giappone e Cina). Al contrario tra i web-enthusiast per quanto riguarda la libertà di espressione figurano la maggioranza di indiani (70%), ghanesi (74%) e kenioti (73%).
Sulla questione della censura altra spaccatura semi-perfetta: il 53% ritiene che Internet non dovrebbe essere regolato dai governi o dalla classe dirigente di un paese (e ancora la Corea del Sud è capofila in questa richiesta di libertà assoluta, dove il dato raggiunge l’83% dei rispondenti), mentre altri ammettono varie forme di controllo sulla Rete.













