Archive for marzo, 2010
Venezia 2020 cerca mille persone per sostenere sul web la sua candidatura ai Giochi
Si tratta naturalmente di una mossa più che altro simbolica (ma potenzialmente a buon tasso di buzz – non Google, l’altro..) quella del comitato promotore di Venezia 2020 , che cerca l’appoggio di mille utenti della Rete per sostenere la sua candidatura come sede per i Giochi Olimpici e Paralimpici del 2020: per una volta, e molti apprezzeranno l’idea, l’iniziativa non è limitata ai soli blogger ma allarga il campo d’azione a tutto il web.
La richiesta? Quella di appoggiare pubblicamente la causa della città lagunare tramite i più importanti mezzi di comunicazione online: con un post o un badge/ribbon sul proprio blog o uno status personalizzato sui social network più diffusi (da Facebook a Twitter a FriendFeed), o ancora con un più impegnativo ma originale user generated content come un video autoprodotto e caricato su Youtube o uno scatto condiviso su Flickr.
Per chi volesse saperne di più, il dossier del progetto Venezia 2020 è già disponibile in pdf per il download a questo indirizzo, mentre sul sito dell’iniziativa sono spiegate più nel dettaglio le indicazioni di massima per rientrare fra i “mille” (compresi gli #hashtag ufficiali) e sono pubblicati i codici html per aggiungere al proprio blog il badge ufficiale dell’evento.
Buon compleanno BlogMagazine!
Arriva la primavera, e con lei la decima uscita di BlogMagazine che…esatto, corrisponde al primo anno di vita del mensile fatto dai blogger per i blogger. Niente carta, ovviamente, ma solo una marea di bit che vanno a comporre ogni 30 giorni circa questo progetto editoriale dalla doppia anima: al tradizionale formato gratuitamente scaricabile in pdf, infatti, fin dall’inizio si affianca la più innovativa edizione sfogliabile direttamente online resa possibile grazie alla tecnologia Flash di Issuu, che permette di rivivere sul web l’esperienza di un magazine tradizionale.
Per il primo anniversario BlogMagazine offre al lettore il consueto mix di argomenti tecnologici, con in prima fila senza dubbio la doppia analisi sull’iPad di casa Apple e sul nuovo Buzz di Google, e interessanti riflessioni sul mondo dei videogames, del peer-to-peer e dell’eredità digitale.
Ecco il top 11 di marzo:
- Editoriale: 1 Anno!
- Tecnologia: Tablet e iPad: Come ci cambiano la vita?
- Internet : L’Ondata del Buzz
- Games : La Mecca dei Videogiochi
- Internet: Sharing P2P
- Gadget: Musica con il Mobile
- Diritto : La Nostra Eredità Digitale
- Internet: Roma Capitale sempre più Digitale
- Blogging: Aggregare e Investire in un Blog
- Mobile: E’ tra noi l’iPad Tablet
- Cinema: Il FIlm su Facebook: Siamo Pronti?
La scommessa di Murdoch: nell’era del tutto gratis il sito del Times diventa a pagamento
La notizia, c’è da riconoscerlo, non arriva del tutto inaspettata. Sono mesi, infatti, che il New York Times proclama l’intenzione di rendere a pagamento alcune sezioni del suo cliccatissimo sito, ma rinvio dopo rinvio l’operatività del progetto sembra non essere realisticamente possibile prima dell’avvento del nuovo anno. Così, dopo che già il Financial Times e il Wall Street Journal sono già passati a modelli parziali di contenuti rilasciati previa sottoscrizione di abbonamenti, toccherà al britannico The Times di Rupert Murdoch (edizione domenicale inclusa) lo scettro di capofila dei contenuti digitali generalisti a pagamento, con un’equiparazione di fatto del prodotto editoriale cartaceo al corrispettivo online. Nei prossimi mesi, inoltre, il gruppo del tycoon delle comunicazioni estenderà il progetto al Sun e al News of the World.
Un intreccio che non sarà solo metaforico, ma anche pratico: da giugno, data di avvio del progetto, l’esperimento del magnate australiano consentirà infatti agli abbonati al giornale tradizionale di poter usufruire senza costi aggiuntivi della versione web fino al termine dell’abbonamento, e agli utenti della Rete di accedere ai contenuti del sito al prezzo di una sterlina al giorno o, in alternativa, due sterline a settimana (rispettivamente 2 dollari/1.5 euro al giorno o 4 dollari/3 euro a settimana).
Quest’ultima soluzione, inoltre, apre le porte a contenuti extra (rispetto alla versione in stampa) che comprendono la possibilità di dialogare con gli autori degli articoli e con gli esperti del sito, visionare fotografie in alta definizione e infografiche, creare feed Rss personalizzati; il tutto con la possibilità di accedere alle edizioni giornaliere tramite telefoni, e-readers, tablets e tutti gli altri dispositivi mobili in circolazione.
Lanciato ufficialmente il guanto, quindi, la sfida di Murdoch all’era del tutto gratis è ufficialmente cominciata. Una sfida tutt’altro che facile, se si pensa ai non rari spazi web che offrono (concorrenzialmente ai fogli editi dalla News Corp.) i propri contenuti ancora in modo gratuito, e non intenzionati a modificare il profilo nel breve periodo. Un rischio certamente calcolato, quello di Murdoch, forte probabilmente anche di alcuni sondaggi che mostrano l’esistenza di un pubblico disposto a pagare per contenuti giornalistici di qualità (e disponibili in mobilità).
“Il nostro nuovo sito – ha commentato James Harding, editor del Times , riferendosi al restyling previsto per maggio e la separazione degli spazi web tra il Times stesso e la sua versione domenicale – avrà tutto il valore dell’edizione cartacea e tutta la versatilità del mezzo digitale”.
Geppi Cucciari, sketch di cabaret in esclusiva diretta live streaming
Venerdì 26 marzo alle 21 altro esperimento per la rete di casa nostra: a un giorno di distanza da Raiperunanotte, prima trasmissione multicanale e multimediale della storia della televisione italiana, Internet si presta al primo sketch di cabaret esclusivamente in live streaming, all’indirizzo http://geppilive.iwebcasting.it. Come si può intuire scorrendo la composizione dell”URL la protagonista dell’iniziativa sarà la comica di Zelig e Victor Victoria Geppi Cucciari, in scena in diretta per 10 minuti con un monologo inedito e graffiante (dal titolo “La pancia delle italiane”) nel pieno stile ironico che l’ha resa conosciuta e apprezzata investigatrice del mondo femminile e maschile.

A promuovere l’evento è Activia, che vuole annunciare in modo innovativo e inconsueto il suo approdo su Facebook e sui media sociali in generale. Il one-woman show sarà diffuso dalla Fabbrica del Vapore di Milano, dove un selezionato gruppetto di blogger potrà gustarsi dal vivo la performance di Geppi, mentre Roma ospiterà nello stesso momento un gruppo d’ascolto che commenterà in diretta sui social network più seguiti (hashtag #geppilive) assieme agli utenti connessi in quel momento.
Sicurezza, ora Gmail ti avverte se individua attività sospette sull’account

Cosa frena maggiormente l’altrimenti inarrestabile crescita della tecnologia? Allo stato attuale delle cose, se non al primo posto quantomeno ai piani alti di un’ipotetica graduatoria, non ci si allontana molto dalla verità se si pensa al fattore della privacy e della sicurezza. Ne sono consapevoli anche a Google, dove hanno appena implementato una nuova funzione relativa a Gmail che consente di mettere in atto alcuni accorgimenti automatici nel tentativo di bloccare (o almeno avvertire l’intestatario dell’account dell’anomalia) eventuali attività sospette che potrebbero essere riconducibili ad abusi o intrusioni indipendenti dalla volontà del proprietario.
Appoggiandosi a due recenti implementazioni – il sistema di logout da remoto (che permette di entrare sul proprio account da un secondo computer e disconnettere in automatico la sessione lasciata precedentemente aperta) e il pannello di controllo degli ultimi IP da cui è stato effettuato un login – il detect automatico di Gmail ora segnala all’utente se qualcosa di insolito sta accadendo nell’account mostrando un richiamo su banda rossa come quello in figura con l’indicazione della regione geografica associata all’accesso inusuale rilevato per ultimo.
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Come funziona? Il sistema effettua un controllo di geolocalizzazione degli IP di accesso alla mailbox (sebbene l’accuratezza di questa operazione è relativa, essendo impossibile individuare la specifica provenienza di un IP su scala geografica): se un login effettuato da un certo paese del mondo avviene a poca distanza temporale da un precedente tentativo rilevato da uno stato diverso, Gmail attiva il meccanismo di autodifesa e fa apparire il messaggio di warning.
A quel punto, cliccando sul link “Dettagli”, l’utente può accedere alla finestra delle ultime attività del proprio account che comprende la lista degli accessi più recenti, e rendersi così conto se qualcuno sta mettendo in atto un tentativo di accesso non autorizzato. A quel punto, se il rischio viene ritenuto reale dal proprietario della casella di posta, Gmail permette di cambiare la propria password; altrimenti, se si tratta di un falso allarme, basta semplicemente ignorare l’avviso.

Benvenuti nel 2010!
“Per migliorare l’efficienza delle attività d’ufficio legate al Consiglio comunale abbiamo avviato una fase di modernizzazione e ottimizzazione del lavoro che, attraverso processi di digitalizzazione di atti e documenti, permette oggi ai consiglieri comunali di avere accesso diretto e immediato ai materiali del Consiglio via web.
In questo modo i consiglieri possono consultare i documenti in discussione nelle sedute del Consiglio anche al di fuori degli uffici comunali e prendere visione per tempo di interpellanze, mozioni e delibere.
A questa fase, legata al lavoro degli uffici comunali e dei consiglieri, vorremmo affiancare un analogo processo di facilitazione dell’accesso ai documenti per tutti i cittadini. Questo in un’ottica di maggior apertura del Consiglio a tutta la città e di stimolo alla partecipazione alle nostre attività da parte dei reggiani”.
Emanuela Caselli, Presidente del Consiglio comunale di Reggio Emilia – 22 marzo 2010
Sunday Creativity: Ok Go e il video di “This Too Shall Pass”
Questa settimana doppio appuntamento con Sunday Creativity perché vale la pena di gustarsi questa trovata degli Ok Go, gruppo alternative rock statunitense che per l’ultimo videoclip (“This too shall pass”) ha messo in scena un’enorme macchina di Rube Goldberg (dal nome del cartoonist a stelle e strisce Reuben Garret Lucius Goldberg), ovvero uno di quei marchingegni in cui tante piccole azioni concatenate tra loro – una pallina che rotola, una corda che si spezza, un piano che si inclina – si combinano tra loro in una sorta di “effetto domino” producendo un’unica, lunga serie di movimenti messi ancora più in rilievo dall’uso sapiente del piano sequenza che caratterizza questo video.
Idea visivamente accattivamente, ma non certo originale: se è evidente lo spunto dal video di Fischli e Weiss, già qualche anno fa anche The Bravery avevano realizzato un videoclip dal concetto del tutto simile.
