Google Search News #1 – Immagini simili
Google — By Kobayashi on novembre 3, 2009 at 20:47
La ricerca immagini di Google, da quando è stata implementata nel motore di ricerca di Mountain View, ha fatto la fortuna di tanti cercatori desiderosi di trovare con pochi clic l’illustrazione migliore per i propri collage fai-da-te, per abbellire i propri file o per corredare al meglio le pagine del proprio blog. Uno strumento utile ma con tanti ed evidenti limiti: primo tra tutti, se si escludono per un attimo le questioni relative al copyright, la scarsa libertà di manovra nel poter esprimere con una stringa di testo un concetto complesso o astratto riferito ad un’immagine.
Per questo motivo Google nel tempo ha aggiunto sempre più funzionalità al suo meccanismo di ricerca: la safe search per eliminare gli elementi vietati ai minori, il filtro per dimensioni, poi quello per colori, senza dimenticare la suddivisione tra volti, fotografie, disegni e clip art. La mossa successiva introdotta dal colosso di Brin & Page consiste in una nuova modalità di definire il concetto di ricerca per approssimazioni successive, attraverso la funzione “immagini simili”.
Dopo aver effettuato la propria ricerca su Google Images, infatti, ci saranno restituiti alcuni risultati che mostreranno sotto la thumbnail e le informazioni sul file un link “Trova immagini simili”.

L’idea sottostante questa nuova opzione parte dal presupposto che sia più semplice definire con maggior precisione quello che si sta cercando attraverso un “raffinamento” progressivo a livello visuale, anziché a partire da un concetto espresso in parole che difficilmente il pur avanzato algoritmo di Big G potrà trasformare in un comando specifico per il motore di ricerca, tale da condurlo il più vicino possibile al nostro scopo iniziale.
Cliccando su “trova immagini simili” si aiuta Google a farsi un’idea più precisa dell’immagine desiderata: nello screenshot mostrato, ad esempio, è immediato comprendere che la keyword Sky è facilmente fraintendibile da un elaboratore non umano, che difatti è portato a trovare sia elementi relativi al cielo che alla nota emittente satellitare. Indicando in quale dei due (o più, in altri casi) rami semantici si intendesse ricercare l’elemento voluto, infatti, il motore di ricerca filtra tutti i risultati riconducibili all’altro campo di significato presentando all’utente solo i rimanenti risultati.








