14 luglio, quanto rumore può fare il silenzio?

Blogosfera, Iniziative, Internet, Politica, Riflessioni — By Kobayashi on luglio 13, 2009 at 22:35

Ed eccoci qua, alla vigilia del grande giorno. La mobilitazione indetta da Alessandro Gilioli, giornalista dell’Espresso ma organizzatore in veste di blogger, è ormai alle porte: allo scoccare della mezzanotte di martedì 14 luglio 2009 centinaia (forse migliaia) di blog italiani aderiranno alla protesta silenziosa contro il famigerato Ddl Alfano sulle intercettazioni, che in un suo passaggio contiene riferimenti poco chiari ad eventuali obblighi di rettifica a carico di non meglio specificati “siti informatici”.

logo_anti_ddl_alfanoDi cosa si tratta? Gilioli, coadiuvato da altri autorevoli utenti dell’italica blogosfera, ha man mano declinato questa protesta in uno “sciopero” dei blogger della durata di 24 ore, durante le quali si impegnano a non postare alcunché sui rispettivi blog se non un logo comune (che identifichi l’adesione del proprietario dello spazio web all’iniziativa) e altri contributi di supporto alla protesta, come può essere il video creato per l’occasione e/o i banner preparati ad hoc per quel giorno.

Tutto questo, ovviamente, non poteva lasciare indifferente la blogosfera che, come altre volte in passato, si è divisa immediatamente tra sostenitori e detrattori della proposta: i primi organizzati sostanzialmente intorno alla piattaforma Ning creata appositamente per coordinare l’azione (anzi, l’inazione) online, gli altri un po’ a briglia sciolta a seconda della circostanza.

Si può dire con assoluta certezza che non è mancato niente: dalla querelle Facci vs Gilioli – degenerata in una baruffa tra giornalisti con reciproci scambi di insinuazioni e fuoricampo anche poco eleganti, in verità – a wolly con le sue crociate anti-arruffapopoli, dalla controproposta (poi abortita) di una protesta decisamente rumorosa (e spammosa?) avanzata da Gigicogo alle prese di posizione tra i commenti di Piovono Rane, su Facebook, su FriendFeed…e questo solo per limitarmi alle cose che ho letto di persona, ma molte altre segnalazioni sarebbero possibili.

In mezzo alle due macrocategorie di cui sopra un vasto campionario di intermezzi: dalle proteste pro libertà di stampa di .mau. (nonostante il rinvio del previsto sciopero di categoria a settembre, in concomitanza con lo spostamento della discussione sul ddl Alfano) che rischia di associarsi involontariamente e di confondersi tra i “gilioliani della prima ora” ai tanti blogger che – pur condividendo i motivi di fondo della protesta – non sono d’accordo con le modalità di espressione del dissenso proposte dagli ideatori dell’iniziativa.

** ** ** ** ** ** ** ** **

In quest’ultima categoria, in linea di massima, rientro anche io. Quello che non capisco (e che mi ha visto abbastanza “freddo” nei confronti della protesta silenziosa del 14 luglio, pur avendo continuato a monitorare l’evolversi della situazione passo passo) è il motivo del silenzio. Voglio dire: è una modalità di protesta come un’altra, di pari dignità, ma non la ritengo la migliore. Credo che approfittando di questa occasione si potesse far meglio.

Mi spiego: spesso la blogosfera è accusata di portare critiche non costruttive. L’occasione, secondo me, era propizia per

1) contrastare questo ddl dai contorni così sfumati (“una legge oscura e’ la negazione del diritto”, ho letto da qualche parte sul blog di Minotti)

2) far vedere che oltre alle critiche i blogger hanno anche soluzioni, o almeno proposte migliorative. Il clamore mediatico ci sarebbe stato lo stesso, mi viene da pensare: non credo che per Repubblica, Corriere o La Stampa (che hanno già dato spazio alla “rivolta online”) sarebbe cambiato molto nel dover scrivere “sollevazione generale della blogosfera” piuttosto che “silenzio organizzato della blogosfera”

E allora – forse – si poteva sfruttare la grande mobilitazione che Gilioli, Enzo Di Frenna e Guido Scorza sono riusciti a creare per fare qualcosa di più incisivo: non so, ad esempio un post in cui venisse spiegato bene il perché della protesta, cosa comporterebbe l’approvazione del ddl attuale, gli scenari futuri possibili, ma soprattutto una proposta alternativa. Va benissimo il banner, il ribbon, il video e compagnia bella, ma avrei preferito vedere qualche contenuto di maggior spessore: una sollevazione blogosferica italiana, quanto più ampia possibile, ma che avesse allo stesso tempo impeto e riflessione, sdegno e proattività.

I modi potevano essere tanti e fantasiosi: un post riassuntivo uguale per tutti, un post ragionato con link informativi, una rete di post linkati tra loro ciascuno dei quali spiegasse un aspetto della protesta. Dunque, nonostante la metafora del bavaglio sia abbastanza evocativa, il silenzio mi pare un po’ poco, anche se la visibilità di cui sicuramente questa iniziativa riuscirà a racimolare sarà un primo passo importante in prospettiva futura. Anzi, a maggior ragione, quella del 14 luglio forse mi sembrerà una grande occasione “sprecata”.

Inoltre, a mio modesto parere, non è tanto a fuoco il target dell’iniziativa: chi partecipa allo sciopero (in teoria) dovrebbe sapere di cosa si parla, perché è stata attivata la mobilitazione, contro cosa si protesta, quali sarebbero le alternative. Ma gli altri? Non tanto i digital divisi, che ovviamente non ne avrebbero interesse, ma piuttosto quei molti che la rete la vivono al di fuori dei canali più mainstream (diciamo così) della blogosfera: questi cosa capiranno dal silenzio e da un banner nero e arancione?

Related Posts with Thumbnails

Leave a Reply

Trackbacks

Leave a Trackback