Archive for giugno, 2009
Beheshti Commemoration
Questo spazio è diventato un po’ stile “blog in affitto” (gratuito, ovviamente) per le due ragazze che tentano di aggiornarmi – quando possono – dall’Iran: volentieri ricevo e pubblico, come si diceva un tempo, e tento di non strumentalizzare la questione – tranne rari casi di abbozzato sdegno, come nell’ultimo post – né di esprimere particolari ragionamenti sulla situazione iraniana. D’altra parte mi sembra così autoevidente dove stia la ragione e dove il torto, che mi pare quasi superfluo sottolinearlo ancora; e le sempre più rare immagini che giungono dal paese sembrano dimostrarlo ogni giorno di più.
(per un approfondimento in italiano e piuttosto “sul pezzo”, comunque, si veda alla voce Lorenzo Cairoli)

(fonte: Big Picture)
Yesterday it was supposed to be an authorized ceremony of commemoration of martyrs of 7th Tir, and theoretically there shouldn’t have been so many police forces as there was. The commemoration was in Ghoba Mosque which is quite a small one in depth of small alleys on Shariati Ave. So it was difficult to get there and it was easy to block the ways to it as they did.
Riot police and Basij were everywhere in the vicinity and had blocked the ways to the Ghoba Mosque: there were many people but as it is banned to stop by (!) we had to walk up and down the street, wondering how to get in. These days you can only walk the city: if you stand still, you risk a baton. Finally from a back street and many turns we got near the Mosque, where suprisingly there were many many people among which a famous comedian actor, scriptwriter and director, Reza Attaran, who was there with his green T-shirt and headband.
Mousavi never arrived though he got near. But the other reformist candidate Karroubi arrived in Shariati Avenue and walked towards the Mosque. Where he got off his car, the crowd went towards him chanting “Allah Akbar” and at this moment riot police dispersed people by tear gas and batons, kicking men and women. The whole zone was in gas and the unrest continued for couple hours.
In the back streets we came across Mr. Ali Motahhari who lives nearby, a parliament member and son of Ayatollah Morteza Motahhari, an Iranian scholar, cleric, University lecturer and politician who was assassinated by gunshot in 1979. Ali Motahhari recently appeared in a very funny TV transmission in which he confirmed the election and called it “safe and honest”. People on the street were reacting to him, some complaining, others crying and some shouting: “Down with dictator!”.
By the end of the night we got to know that Reza Attaran was arrested by plain cloth police yesterday and still there is no evidence where he is. Ahmadinejad government has succeeded in transforming what was a mass movement into dispersed pockets of unrest like yesterday. They combined a most brutal clampdown on protesters with propaganda alleging that the opposition movement was orchestrated by foreign elements and exiled opposition groups. This increases distrust and anger of people who made the mass emerge, not taking order from any group or element.
Su Youtube la "coda lunga" della morte di Michael Jackson
La morte di Michael Jackson ha stravolto l’agenda setting (se così si può chiamare) della comunicazione sociale in rete. Per giorni non si è parlato d’altro: discussioni su tutti i social network, commemorazioni e tributi, e anche una manciata di irriverente humour (non da tutti apprezzato, a giudicare dai commenti) in un’esplosione di bit e polemiche sulla precoce dipartita di MJ.
Anche Youtube non è voluta essere da meno: durante il weekend ha fatto uscire in homepage una sezione apposita per ricordare il contrastato cantante americano.

Ma quello che più mi colpisce, in casi come questi, è l’escalation quasi incontrollata del social buzz sui media tradizionali e su Internet. Capisco il clamore mediatico, per quanto forse eccessivo rispetto ad altri fenomeni che stanno accadendo in questi giorni nel mondo, e comprendo l’occasione che – soprattutto per quanto riguarda le televisioni – si intravede di poter “costruire” una telenovela a puntate sulla morte di MJ dotata di tutti gli optional del caso (il mistero, la doppia autopsia, i debiti, l’eredità, l’affidamento dei figli). Ma quello è il loro lavoro e, per quanto potrebbe essere svolto secondo una professionalità più “etica” del mestiere, comprendo come un’opportunità del genere – da un certo punto di vista – non possa “andare sprecata”.
Non capisco invece quelle persone che, intervistate da qualche solerte giornalista nei negozi di dischi, dichiarano di voler acquistare (o di averlo appena fatto) qualche cd/dvd o qualche memorabilia del defunto MJ: come se il valore della musica valesse di più dopo la morte dell’artista che l’ha prodotta, o suonasse in modo diverso da prima. E non capisco neppure il motivo, ma sono cosciente del meccanismo (in?)conscio che ne sta alla base, per cui – nonostante MJ sia stato senza dubbio un best-seller di vendita per anni – dopo la sua scomparsa la moda del momento sia diventata la corsa alla santificazione/al recupero della sua immagine ultimamente parecchio sbiadita.
Si veda ad esempio come la stessa homepage di Youtube questa mattina, seppur non presenti più il tributo dello scorso weekend, sia ugualmente invasa da persone che stanno visualizzando in massa i video del fu Michael Jackson: non sono forse gli stessi video che sono sul portale da anni?!?

Sunday Creativity: il Monte Rushmore visto dalla parte canadese

(senza parole | via FF)
Gmail Delivery Status Notification Failure
Da quanto tempo è che Google ha creato messaggi automatici di Delivery Status Notification (Failure) come questo che mi è ritornato indietro stamattina? (quasi una Sunday Creativity!)
This is an automatically generated Delivery Status Notification
Delivery to the following recipient failed permanently:
xxxxxx@xxxxxxxxxxx.xx
Technical details of permanent failure:
Google tried to deliver your message, but it was rejected by the recipient domain. We recommend contacting the other email provider for further information about the cause of this error. The error that the other server returned was: 553 553-5.7.1 sorry, that domain isn’t in my list of allowed rcpthosts553-5.7.1 hm let me see …
553-5.7.1 hm does it look good ?
553-5.7.1 No! You are a bad guy!
553 5.7.1 sorry, that domain isn’t in my list of allowed rcpthosts (state 14).—– Message suppressed —–
Nuovo sistema di condivisione su Facebook: ora scegli di volta in volta "chi vede cosa"
Facebook ha annunciato l’implementazione della versione beta del nuovo Publisher, ovvero quella barra in alto sulla home del proprio profilo (vedi immagine) che ci consente di condividere diversi elementi multimediali (status, foto, video, audio, link, note etc..) con i propri amici. In cosa consiste la novità? Presto detto: se prima qualsiasi elemento pubblicato era condiviso con l’intera lista dei propri contatti, ora è possibile selezionare accuratamente – fino al limite estremo del singolo amico – la visibilità di ogni file di volta in volta caricato sul social network.
In particolare sono 5 le possibilità che saranno offerte agli utenti:
- Everyone: l’elemento pubblicato sarà visibile a tutti gli utenti di Facebook
- Friends and Networks: l’elemento pubblicato sarà visibile solo alla lista dei propri amici e agli appartenenti ai network di cui si è parte – quelli specificati nelle nostre informazioni personali (persone che hanno frequentato la nostra scuola, colleghi di lavoro etc..)
- Friends of Friends: l’elemento pubblicato sarà visibile alla lista dei nostri amici e agli “amici degli amici”, ovvero alle persone presenti nella lista dei contatti dei nostri amici
- Friends: l’elemento pubblicato sarà visibile solo alla lista dei propri amici
- Custom: l’elemento pubblicato sarà visibile solo a determinate persone, selezionate di volta in volta a seconda delle personali esigenze. Si può arrivare ad un tale livello di personalizzazione che sarà possibile rendere visibile un elemento ad una sola persona, scelta nella lista dei propri amici, oppure ad una sola lista di amici (creata in precedenza)
Al momento la versione beta del servizio è ristretta a coloro che precedentemente hanno scelto di rendere accessibili i propri aggiornamenti di status a tutti i profili Facebook: nel caso foste tra i fortunati beta tester potrete usare l’icona a forma di lucchetto (che, una volta cliccata, dà accesso al menù a discesa) che dovrebbe essere apparsa di fianco al tradizionale tasto “Condividi”.
Google Immagini implementa la ricerca sulle licenze Creative Commons
Prima settimane d’estate scoppiettante per i colossi del web, lungi dall’andare in vacanza e anzi prodighi di innovazioni da testare durante i mesi caldi. Prime mosse per Facebook, con le sue novità sugli username personalizzati e alternativi, eppure anche Google non sta a guardare. Mountain View infatti ha in progetto di introdurre nella sua utilissima ricerca immagini la possibilità per l’utente di filtrare i risultati di una query a seconda della licenza Creative Commons che si rende necessario adottare per l’immagine desiderata.

L’opzione, a dire il vero, non è ancora stata integrata nell’interfaccia standard del servizio, ma si può già da ora mettere alla prova le nuove funzionalità o tramite il servizio GOS – che fornisce in anteprima una “prova su strada”; in alternativa è possibile replicare tale meccanismo attraverso apposite aggiunte alle stringhe di ricerca.
Sono tre le opzioni possibili per questo secondo metodo:
Immagini di dominio pubblico
–> http://images.google.com/images?q=inserire_qui_il_termine_da_ricercare&as_rights=cc_publicdomain
Immagini sotto licenza Creative Commons Attribution
–> http://images.google.com/images?q=inserire_qui_il_termine_da_ricercare&as_rights=cc_attribute
Immagini sotto licenza Creative Commons Attribution Share-Alike
–> http://images.google.com/images?q=inserire_qui_il_termine_da_ricercare&as_rights=cc_sharealike
Teheran, il pugno duro del regime
Altre news dall’Iran: la situazione è tragica, come ben si vede dai telegiornali e soprattutto dalle testimonianze in diretta che si possono reperire sul web. Al regime sta sfuggendo il controllo, e ormai quasi tutti – all’interno e all’esterno del paese – si sono resi conto che qualcosa non va, nella “supposta democrazia” del paese mediorientale che stanno cercando di spacciare alla comunità internazionale.

(fonte: Big Picture)
Last night’s headline of Facebook:
Joan Baez, To the People of Iran: “In you the world sees the power of nonviolence. We hear it in the roar of your silence and see it in your eyes. Ss you sit down peacefully in the face of terror. We are moved by your courage and inspired by your sacrifices. I am fortunate to be alive to witness this movement.”
Maybe nobody was expecting what is happening here these days. Years ago when we used to listen to the 60s-70s music and merge it with the images of our parents revolution we could never imagine to witness this moment. Neda became the top ten protest symbol according to Time magazine. In fact Neda was one of the many, but the others died anonymously and even took days for their families to find it out.
After the black Saturday, all the main squares of the city is under restrict control and Full of Police forces, No major protest was organized, only some scattered street protesters kept on. Tehran never returned to be pre-election Tehran. We are fumbling in the dark due to communication and media repression and state Television is becoming a focus of Iranian anger. City is shadowed by depressive silence. But we heard a friend saying: when landscape changes it means you are in the next level. So we are not “game over”.