Kobayashi Blog

Giornalismo, social network e dinamiche della Rete

Un terremoto mediatico di magnitudo 42% della scala Auditel

Commenta!

Martedì 7 aprile, ore 13.30: un’apertura soddisfacentemente informativa, una serie di servizi stranamente non ansiogeni, privi di carrellate cinematografiche dai sottofondi strumentali, disinfestati dalle interviste idiote tipiche del repertorio classico post-calamità. Numeri snocciolati con sobrietà, senza strafare; storie raccontate con dignità, drammi sussurrati con il dovuto rispetto per chi, nelle ore precedenti, aveva perso la famiglia, la casa, il lavoro, a volte la vita stessa.

Se non ci fosse stato il logo in basso a destra quasi si sarebbe stentato a riconoscere in queste immagini il marchio del Tg1, e in questa descrizione la copertura mediatica da parte del (supposto) maggior Tg del servizio pubblico su una delle peggiori catastrofi naturali del nuovo millennio in Italia. Ma la sorpresa, amara come poche altre volte, si celava dietro l’angolo dei minuti che passavano: come una doccia gelata, nell’incredulità mia e credo (spero!) di milioni di altri telespettatori, l’anchorwoman ha chiuso la pagina-Abruzzo in questo modo.

Senza strafare, si diceva? Come qualcuno la definiva in questi tristi giorni, questa è vera pornografia del giornalismo.

Related Posts with Thumbnails

Scritto da Kobayashi

aprile 7th, 2009 il 11:07 pm

No Responses to 'Un terremoto mediatico di magnitudo 42% della scala Auditel'

Subscribe to comments with RSS or TrackBack to 'Un terremoto mediatico di magnitudo 42% della scala Auditel'.

  1. [...] sfogo un po’ emozionale di ieri, non mi sono accorto che non era la prima volta che il Tg1 si [...]

Leave a Reply

Additional comments powered by BackType

Subscribe without commenting