Quando il fine giustifica i mezzi
Curiosità, Iniziative, Twitter — By Kobayashi on marzo 27, 2009 at 23:58
Daniele di PsicheSoma ha avuto un’idea davvero particolare, inaugurando il progetto “La salute su Twitter“: esatto, attraverso i cinguettii del popolare servizio di microblogging condividerà link ad articoli riguardanti il tema della salute (selezionandoli da autorevoli fonti web) ed eventualmente offrirà delle mini-consulenze mediche via Internet, il tutto nei canonici 140 caratteri concessi.
Per entrare in contatto più da vicino con questa novità è sufficiente aggiungere l’account twitter di Daniele agli utenti seguiti: tutti i twit riporteranno il tag #salute per permettere di rintracciarli anche successivamente attraverso la Twitter Search.
Perché mi interessa tanto questa iniziativa? Proprio io, che faccio un uso marginale di Twitter? (sebbene a più riprese mi sia ripromesso di cominciare a utilizzarlo con maggior continuità…)
Mi sembra un progetto innovativo nel suo genere perché è un esempio di come un servizio online possa essere “plasmato” dai propri utenti attraverso gli usi che essi ne fanno, usi che non necessariamente corrispondono a quelli per cui il servizio è stato originariamente creato.
E’ interessante osservare come Twitter, servizio di microblogging che ancora oggi presenta in homepage questo proclama:
Twitter is a service for friends, family, and co–workers to communicate and stay connected through the exchange of quick, frequent answers to one simple question: What are you doing?

si stia sempre più spesso allontanando dal motivo per cui era stato pensato dai suoi ideatori, assumendo il ruolo che i twitters giorno dopo giorno decidono di assegnarli.
Non più solo “what are you doing’?“, quindi, ma questo ormai da diverso tempo. Il quesito originale sembra essere stato sostituito mano a mano che l’utenza cresceva, via via che si scoprivano nuovi possibili usi dello strumento. Dalla micro-letteratura all’autopromozione del proprio blog tramite short Url, dalle informazioni sul traffico (dell’azienda di trasporti pubblici di Roma – Atac) fino ad arrivare al racconto in tempo reale delle breaking news da tutto il mondo, passando per decine di altri esperimenti.
Ecco, quindi, perché seguirò con attenzione l’esperimento di Daniele: nel mondo 2.0 sempre più spesso il mezzo viene piegato alla creatività della persona, e Twitter si è dimostrato più che mai flessibile prestandosi ad innumerevoli modalità di fruizione il cui unico limite (oltre ai già citati 140 caratteri) sembra essere semplicemente la creatività di ogni utente.
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