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Giornalismo, social network e dinamiche della Rete

Archive for febbraio, 2009

Intervista a Marco Corsaro (77Agency): social network e imprese

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Intervista a Marco Corsaro, managing director di 77Agency, a margine del convegno “Social network: business, innovazione e applicazioni concrete”.
Corsaro parla del rapporto tra i media sociali e le imprese: le resistenze delle aziende alla comprensione e all’utilizzo dei social network, le opportunità mancate da parte di chi decide di non avvalersi per nulla di questi nuovi strumenti, i rischi corsi da chi si approccia al fenomeno con tendenze esclusivamente fai-da-te.

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febbraio 27th, 2009 at 1:42 pm

Cos'avrà voluto dire?

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Richard Jones, uno che non le manda certo a dire, si esprime in modo colorito sulla questione Last.fm vs TechCrunch: in sostanza il prestigioso sito hi-tech statunitense ha accusato il social network musicale Last.fm di aver passato alla RIAA (l’associazione americana dei produttori discografici) i dati degli utenti che, sulle sue pagine, hanno ascoltato “l’anteprima proibita” di No Line On The Horizon, il nuovo album degli U2 che uscirà ufficialmente solo tra qualche giorno.

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febbraio 25th, 2009 at 12:37 am

BlogMagazine, al via il nuovo progetto di editoria virtuale

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Si auto-definisce una rivista elettronica gratuita scritta da soli blogger e fruibile in modalità sfogliabile Flash e in formato Pdf“: sto parlando di BlogMagazine, il nuovo progetto di editoria virtuale della blogosfera nazionale che ha preso il via oggi con il primo numero.

Dietro alla novità, peraltro ampiamente preannunciata tramite la “g” virale che da inizio anno fa capolino dai pagepeel di svariati blog italiani, c’è lo zampino di Giuliano Ambrosio aka JuliusDesign: sua l’idea di questo mensile ad ampio raggio sui temi caldi della blogosfera locale, ma adatto anche ad avvicinare chi non è esattamente un esperto del Web. A raccolta sono stati chiamati nomi importanti del panorama italiano, da Francesco Gavello a MaestroAlberto, da quelli di 3sulblog a PsicheSoma, e altri verosimilmente si aggiungeranno nei prossimi mesi.

Molto interessante l’idea di permettere ai lettori, attraverso il servizio online Issuu.com, di poter letteralmente sfogliare il magazine sul web (anche in modalità fullscreen) come se si avesse tra le mani una sua versione cartacea tradizionale. Tramite i comandi forniti dal servizio, si possono attivare diverse funzionalità: l’overview grafica del magazine, la suddetta modalità fullscreen, l’invio del link via email agli amici o agli onnipresenti siti sociali, la ricerca nel testo, la stampa e la modalità di visualizzazione. Oltre a questa visibilità online, rimane la possibilità di scaricare il magazine in formato Pdf.

Per farsi un’idea, questi gli articoli selezionati per il numero 1 di BlogMagazine.

  • Editoriale: Nasce BlogMagazine
  • Internet: Facebook: moda, marketing o necessità?
  • Software: Le tante piccole novità di iWork ’09
  • WebDesign: Sono un Web Designer: e ora?
  • Cinema: Come è nato il fenomeno Twilight?
  • Internet: Gmail diventa Offline!
  • Hi-Tech: Mofiria: Nuova tecnologia per SONY
  • SEO: La Blog SEO
  • Console: Wii: Quando i videogiochi fanno bene alla salute
  • Gossip: Le stelle di Barack Obama
  • Internet: Tutto quello che è Web, è 2.0?
  • Salute: Ma il Dr. House è davvero un bravo medico?
  • Mobile: L’iPhone è lo smartphone più venduto
  • Software: Windows 7: Provato per voi

Le premesse promettono davvero bene, ma per un giudizio più completo occorre dare una “sfogliata digitale” al prodotto completo e soprattutto vedere come evolverà nel tempo, ovvero se riuscirà a mantenere gli standard di qualità e interesse che questo primo numero dimostra di possedere.

Sunday Creativity: Drops World Map

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Senza parole!

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febbraio 22nd, 2009 at 7:22 pm

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Ddl Carlucci: piccoli D'Alia crescono

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Sembra che, ultimamente, sia esploso un gran bisogno di regolamentare Internet: un bisogno improvviso, trascinato dall’ondata di attenzione che ha sommerso la rete soprattutto – a quanto pare – in seguito all’inarrestabile crescita in termini di utenza e popolarità di Facebook. Non c’è edizione di telegiornale che non citi in qualche modo il social network, e non c’è quotidiano nazionale che ad ogni uscita non pubblichi una mappa dei gruppi di Facebook relativi all’argomento del giorno. Potevano forse esimersi i politici dall’intervenire in merito, naturalmente a sproposito? Senza voler scadere nel qualunquismo, sembra quasi che a legiferare in materia stiano scendendo in campo i personaggi meno vicini alle logiche della rete e alla comprensione dei suoi meccanismi.

A questo proposito, dopo l’esilarante intervista di Alessandro Giglioli al senatore Giampiero D’Alia sull’emendamento proposto dal parlamentare dell’Udc e in fretta ribattezzato “ammazza-Facebook” (anche se in realtà pericolosamente imprevedibile nelle sue possibili applicazioni pratiche), ecco scendere in campo l’on. Gabriella Carlucci con il disegno di legge C. 2195 (“Disposizioni per assicurare la tutela della legalità nella rete internet e delega al Governo per l’istituzione di un apposito comitato presso l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni”) di cui si può trovare uno stralcio sul blog di Quintarelli. In particolare mi ha colpito la pochezza logica e pragmatica di questo passaggio:

Art. 2
E’ fatto divieto di effettuare o agevolare l’immissione nella rete di contenuti in qualsiasi forma (testuale, sonora, audiovisiva e informatica, ivi comprese le banche dati) in maniera anonima.

Se prendiamo il tanto citato Facebook, solo per fare un esempio, emerge facilmente quanto sia inconsistente – all’atto dell’applicazione pratica – questo articolo: chi ha bazzicato anche solo minimanente il social network del momento, infatti, sa benissimo che non c’è bisogno di essere un hacker particolarmente esperto per crearsi un profilo fornendo dati verosimili (nome e cognome esistenti ma non corrispondenti alle proprie generalità, ad esempio) e poter eventualmente immettere regolarmente dei contenuti in qualsiasi forma e in maniera non anonima.

Tuttavia “non anonima” non significa necessariamente controllata o controllabile: un concetto così semplice che non si capisce come possa sfuggire a personaggi chiamati a pronunciarsi (anche) su questi temi, e che invece si dimostrano quanto più lontani dalle dinamiche di funzionamento dei meccanismi che, in teoria, vorrebbero andare a regolare per legge.

Allora c’è chi, giustamente, corre già ironicamente ai ripari.

La carica dei 1001

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L’inizio della fine. Quando di ritorno dalle vacanze invernali postai uno screenshot simile con oltre 500 messaggi da leggere, molti mi “rassicurarono” che non era niente al confronto dei loro feed reader, che arrivati a questo punto non si poteva che peggiorare: qualcuno si spinse a dire che c’era ben di peggio (come quando si arriva oltre i 1000 post non letti, e Google Reader smette di segnalare il numero esatto).

Io, terrorizzato solo all’idea, pensai che stessero esagerando, che magari era solo l’effetto delle vacanze passate quasi completamente offline ad aver accumulato tanta informazione arretrata: questo finché da qualche giorno non mi sono reso conto di essere stabilmente oltre il limite dei 1000+, dunque in piena crisi da information overload.

A questo punto, la guida che avevo progettato su “Come smaltire la coda del feed reader in modo intelligente” diventa di stringente attualità, prima di tutto per me stesso. Certo che anche tenere nel reader gente come Francesco Costa, che negli ultimi giorni tra le elezioni amministrative in Sardegna e le dimissioni – con conferenza stampa inclusa – di Walter Veltroni ha fatto una sorta di liveblogging davvero inusuale (un nuovo post per ogni concetto, per ogni aggiornamento dello spoglio elettorale, per ogni dichiarazione dell’ex segretario del Pd), non aiuta affatto.
:)

Intrigo internazionale

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I Comunisti italiani (Pdci) hanno protestato dopo la scomparsa del loro profilo dal social network del momento, Facebook. Secondo Jacopo Venier, responsabile della comunicazione del partito, “senza nessuna spiegazione abbiamo scoperto che il profilo Facebook di Pdcitv è stato oscurato“.
Infrazioni ai terms of service del sito americano? Non è dato saperlo, ma quello che appare più ridicolo è sicuramente il tentativo di ammantare tutta la vicenda con un improbabile velo di complottismo. Lo stesso Venier, infatti, aggiunge:

“La nostra voce evidentemente anche per i gestori di Facebook dà fastidio. L’episodio ci preoccupa per l’emergere di una censura su internet che potrebbe cancellare anche da questo mondo ogni voce scomoda”.

Certo, come se Mark Zuckerberg e compagni si preoccupassero ogni giorno di spulciare tra i profili del network le “voci scomode” (scomode per chi, poi?!?) e di eliminarle volutamente e dolosamente da Facebook.

Written by Kobayashi

febbraio 16th, 2009 at 7:22 pm