Riassunto delle puntate precedenti: con una norma contenuta nel cosiddetto pacchetto anti-crisi, il Governo Berlusconi ha aumentato dal 10 al 20% l’Iva sulla pay-tv. Data la situazione “satellitare” in Italia, facile pensare subito ad un unico grande bersaglio, la piattaforma SKY di Rupert Murdoch che si vede così raddoppiare le imposte da un giorno all’altro. Giusto o sbagliato che sia: perché in tutta onestà non si può dire che l’IVA al 10% non sia un privilegio, né che l’offerta di SKY sia un bene di prima necessità. D’altra parte, però, è difficile non pensare ad un conflitto d’interessi quando a legiferare in materia è un diretto (anzi, attualmente l’unico) concorrente del magnate australiano, quel Silvio Berlusconi a capo del Governo italiano ma allo stesso tempo interessato in prima persona in quanto proprietario della piattaforma Mediaset Premium.

L’offensiva di SKY, come prevedibile, non si è fatta attendere e anzi si è dimostrata oltre ogni aspettativa, sparando a zero sulla decisione del Governo tramite la “discesa in campo” in diretta di uno dei prodotti di punta della rete sportiva, Ilaria D’Amico, durante il seguitissimo programma domenicale SKY Calcio Show, oltre ad approfondimenti in quasi tutti i telegiornali di SKY TG24 e ad uno spot creato ad hoc per l’occasione e subito rimbalzato su Youtube. Proprio in questo spot mi ha colpito, aldilà dell’ovvia (per loro) autodifesa del privilegio acquisito fin dai tempi di Telepiù, una schermata in cui si invitava i propri abbonati a protestare su questa decisione scrivendo una mail alla Segreteria del Presidente del Consiglio.

«Se il Parlamento non lo bloccherà, questo aumento delle tasse sul vostro abbonamento Sky entrerá in vigore il prossimo 1 gennaio. Se credete che questa decisione sia sbagliata scrivete una mail a: segreteria.presidente@governo.it. Per dire al governo la vostra opinione».

Un vero e proprio inno allo spam, che infatti non ha tardato a dare i suoi (sperati per SKY, disperati per i gestori dell’indirizzo) frutti: la casella e-mail, com’era prevedibile, è crollata in poco tempo sotto i colpi incessanti delle mail di protesta in arrivo: dopo soltanto un’ora lo spazio disponibile era andato esaurito, nonostante continuassero ad arrivare numerose ulteriori mail di sdegno per la decisione governativa.

Un’altra (l’ennesima) dimostrazione della grande potenza di Internet, ma anche del fatto che le potenzialità di uno strumento tanto immediato e di per sé utile possano essere disperse in modalità di utilizzo quantomeno discutibili, indipendentemente dalla bontà e/o legittimità dello scopo prefissato. La potenza mediatica di SKY sta crescendo sempre più, probabilmente sarebbe bastata l’eco generata dall’offensiva televisiva - senza dover ricorrere a mezzucci ormai antiquati e mai davvero efficaci come lo spam via e-mail.

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