Depressbook?
Corriere.it, Facebook, Immagini, Social network — By Kobayashi on ottobre 22, 2008 at 20:10
Bel colpo di Corriere.it, che oggi pubblica l’ennesima analisi scapestrata su Facebook. Della serie: c’è in giro un “nuovo” fenomeno sociale su Internet e allora no, non posso non parlarne; anche se non ne so niente, non ne capisco affatto il funzionamento, e probabilmente non ci sono neanche mai entrato.
Verrebbe da prendere e incorniciare il post di Stefano Vitta di qualche giorno fa, in particolare quando recita:
Tanto per sparare sulla croce rossa mi viene subito da far notare che i blogger, a differenza dei giornalisti, se non riescono ad ottenere informazioni chiare o almeno sufficienti per esprimere un giudizio hanno il LUSSO di poter non scrivere nulla. Questo non significa che il fatto sia ignorato.
Parole sante. Lusso di cui, invece, al Corriere hanno pensato bene fosse meglio non usufruire, lasciandolo agli altri: che generosità! Metti un accrocchio di psicologi e psichiatri, inserisci due banalità e qualche luogo comune sui social network, infarcisci il tutto con qualche statistica che fa tanto mi-sono-documentato-per-bene e fai cuocere a fuoco lento per qualche minuto: gli ingredienti dell’articolo perfetto? No, la ricetta della rinnovata perdita di credibilità della carta stampata quando si suicida nel tentativo di tratteggiare e comprendere le dinamiche del mondo digitale.
D’altra parte non che ci volesse un premio Nobel a capire la grezza superficialità dell’analisi. Prendiamo i profili individuati dagli esperti psicologi, evitando per amor di dignità di entrare nei loro approfondimenti:
GLI IDENTIKIT DEI «FACEBOOKMANIACI» - Ecco, secondo gli esperti, l’identikit dei popolo di Internet contagiato dalla Facebookmania.
1) I nostalgici: [...]
2) I latin lover virtuali: [...]
3) I cuori infranti: [...]
4) Gli insoddisfatti: [...]
5) Quelli della pubblicità: [...]
6) Quelli con l’alter ego: [...]
Sei-profili-sei, tutti negativi. Possibile?
Ci sarebbe da stendere un velo pietoso anche sull’immagine a corredo, spacciata per appartenente a Facebook ma evidentemente tratta da Twitter, o a massimo Mybloglog: da poco rimossa peraltro (almeno nell’articolo, in home campeggia ancora con fierezza) dopo le proteste ricevute da alcuni dei proprietari degli avatar giustamente risentiti dall’indebito accostamento con tali profili.
UPDATE: giustamente il sito de LaStampa.it si è offeso per non essere stato qui citato, dal momento che ha scritto un articolo praticamente identico a quello del Corriere.it e reclamando dunque lo stesso diritto di essere messo alla pubblica gogna. Niente paura, li accontento subito.







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Secondo me invece un po’ hanno ragione, anzi, temo di dovergliene dare parecchia. Però ho pensato una cosa: alla fine non è così strano che i 6 profili siano tutti negativi, perchè descrivono la “facebookmania”, cioè una cosa che va storta, che non va bene, tutte le altre categorie di gente normale ci sono, ma non rientrano nella “mania”…
‘notte =)
Mi pare invece il solito articoletto qualunquista scritto consultando il primo psicologo a disposizione; e la mezza marcia indietro sul blog del Corriere.it sembra in parte confermarlo.
Io sono sempre dell’idea che per conoscere uno strumento come quello bisogna almeno venirne a contatto, provarlo di persona e tenere in conto che le dinamiche Web spesso non coincidono con quelle tradizionali.
Scusa la domanda personale, tu che ti firmi Kobayashi sai chi era?
@ kos: quale dei tanti? Il Nobel per la fisica, il poeta/pittore giapponese, etc..
Ovvio che io so chi era, tu però forse non sai da quale dei tanti Kobayashi io abbia preso “ispirazione”
Scusa eh, Kobayashi non è anche un personaggi de Gli Intoccabili se non ricordo male?
Cmq si devo darti ragione sul fatto che questo articolo del Corriere è uno dei tanti articoli spazzatura come quelli che mandano al tg per riempire i buchi finali…
@ Kobayashi:
l’unico che io abbia conosciuto era il “mio” amatissimo Maestro di Aikido, per la precisione di nome HiroKazu Kobayashi.ora è nel mio cuore perchè è da lì che i suoi insegnamenti partivano
L’articolo de La Stampa mi mancava
@ kos: niente Aikido, la mia fonte è un’altra
@ Francesco Gavello: ti sei perso poco, praticamente sono uno la copia dell’altra, anzi a tratti le frasi sono identiche. Dico io, ma nemmeno lo sbattimento di cambiare almeno un po’ un testo che sai benissimo che passerà sulle scrivanie di chissà quanti altri giornalisti?
più se ne parla, più pubblicità gli viene fatta…